LA MISSIONE

Capstone, lanciato dalla Nuova Zelanda il cubesat apripista di Artemis

Il satellite arriverà a destinazione il 13 novembre assumendo un’orbita molto allungata, per azzerare il transito dietro la Luna che interromperebbe le comunicazioni. Se dopo 6 mesi di test l’esito sarà positivo, sarà questa la traiettoria definitiva del Lunar Gateway

30 Giu 2022

Nicola Desiderio

Capstsone
Rebecca Rogers, systems engineer, left, takes dimension measurements of the CAPSTONE spacecraft at Tyvak Nano-Satellite Systems, Inc., in Irvine, California.

La Nasa ha lanciato con successo Capstone (Cislunar Autonomous Positioning System Technology Operations and Navigation Experiment) il piccolo satellite che, di fatto, è l’apripista per il programma Artemis che riporterà l’uomo sulla Luna. Capstone ha infatti la missione di esplorare l’orbita sulla quale si posizionerà il Lunar Gateway, la stazione spaziale che farà da ponte per gli astronauti tra la Terra e il satellite naturale.

Un forno a microonde da 25 kg

Capstone è un cubesat del peso di 25 kg e delle dimensioni di un forno a microonde del quale il principale contraente è Advanced Space mentre il vettore Electron con motori HyperCurie con il quale è stato lanciato è della Rocket Lab, è alla sua prima missione oltre l’orbita bassa terrestre. Il lancio è avvenuto dalla base di lancio di Mahia Peninsula, in Nuova Zelanda, quasi 600 km a Sud Est della capitale Auckland. Il razzo si è staccato alle 5:55 locali del 28 giugno (corrispondenti alle 19:55 del nostro venerdì 27 giugno), nove minuti dopo il secondo stadio denominato Photon si è separato e ha raggiunto l’orbita terrestre. Da qui, nei prossimi cinque giorni, Photon accenderà periodicamente i suoi motori per raggiungere orbite via via più distanti e, al sesto giorno, fuggirà definitivamente puntando alla luna. Successivamente, Photon rilascerà Capstone che, grazie al proprio sistema di propulsione ad alta efficienza, viaggerà per oltre quattro mesi raggiungendo la sua posizione finale il prossimo 13 novembre.

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Un’orbita a prova di interruzione

Qui assumerà un’orbita cislunare fortemente allungata, creata dall’equilibrio gravitazionale tra la Terra e la Luna. Tecnicamente è definita near-rectilinear halo orbit o orbita ad aureola quasi-rettilinea, permette un dispendio di energia molto contenuto e, visto che il passaggio dietro alla Luna avviene per un tratto breve e alla velocità massima, non ci sono interruzioni di comunicazioni con la Terra. In pratica, è come se il satellite fosse ancorato ad un elastico che si carica al massimo di energia nei pressi del corpo selenico sfruttando la propria inerzia per il resto dell’orbita. Capstone rimarrà su queste traiettoria per almeno 6 mesi eseguendo test di navigazione e di comunicazione, non solo con le stazioni terrestri, ma anche con il Lunar Renaissance Orbiter (Lro) della Nasa, in orbita intorno alla Luna dal 2009. La missione Capstone è costata 32,7 milioni di dollari e due anni di lavoro e, se tutti test confermano le ipotesi degli scienziati ed ingegneri di Houston, sarà questa l’orbita della Lunar Gateway.

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