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La Cina “raddoppia” la stazione spaziale: è sfida alla Iss

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L’obiettivo del progetto Tiangong è di arrivare nei prossimi anni a offrire agli astronauti di altre nazioni una piattaforma alternativa per le loro missioni. Operativa dal 2022, oggi può ospitare tre astronauti a una distanza di 450 km dalla Terra

Pubblicato il 05 Ott 2023

中國空間站二

La Cina prevede di espandere la propria stazione spaziale da tre a sei moduli nei prossimi anni, offrendo agli astronauti di altre nazioni una piattaforma alternativa per le missioni vicino alla Terra, mentre la Stazione Spaziale Internazionale (Iss), guidata dalla Nasa, si avvicina alla fine del suo ciclo di vita.

In occasione del 74° Congresso Astronautico Internazionale tenutosi a Baku (Azerbaijan), la China Academy of Space Technology (Cast) ha spiegato che la durata operativa della stazione spaziale cinese sarà di oltre 15 anni. Si tratta di un periodo superiore ai 10 anni precedentemente annunciati.

Il “Palazzo Celeste”

La stazione spaziale autocostruita dalla Cina, nota anche come Tiangong, o Palazzo Celeste in cinese, è pienamente operativa dalla fine del 2022 e può ospitare un massimo di tre astronauti a un’altitudine orbitale di 450 chilometri.

Con 180 tonnellate di peso, dopo la sua espansione a sei moduli, Tiangong è ancora solo il 40% della massa della Iss, che può ospitare un equipaggio di sette astronauti. Ma la Iss, in orbita da oltre due decenni, dovrebbe essere dismessa dopo il 2030, più o meno quando la Cina ha dichiarato di voler diventare “una grande potenza spaziale”.

No dell’Esa

A sua volta, l’Agenzia spaziale europea (Esa) ha già fatto sapere di non avere il via libera finanziario o “politico” per partecipare a Tiangong, accantonando un piano pluriennale per una missione degli astronauti europei. “Rinunciare alla cooperazione con la Cina nel settore spaziale è chiaramente miope”, aveva commentato il “Global Times”, tabloid nazionalista cinese.

Tiangong è diventata un emblema del crescente peso e della fiducia della Cina nelle sue imprese spaziali, rinnovando la sfida agli Stati Uniti nel settore. Va ricordato che la legge statunitense vieta qualsiasi collaborazione, diretta o indiretta, tra la Cina e la Nasa.

Russi in campo

Nella corsa spaziale entra anche la Russia, facendo trapelare che i partner di Mosca nel gruppo Brics – Brasile, India, Cina e Sudafrica – potrebbero costruire un modulo per una loro stazione spaziale. Nel 2022 Roscosmos, l’agenzia spaziale russa, aveva detto di avere in programma la costruzione di una stazione composta da sei moduli che potrebbe ospitare fino a quattro cosmonauti.

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