GEOPOLITICA DELLO SPAZIO

Moon economy, l’allarme della Nasa sulle ambizioni della Cina

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Il capo dell’Agenzia spaziale americana, Bill Nelson, in un’intervista al magazine “Politico”, mette in guardia sulla corsa di Pechino per il futuro predominio delle risorse del satellite naturale. Riflettori su Artemis 2 e sul ritorno degli astronautici sul suolo lunare

Pubblicato il 03 Gen 2023

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La nuova corsa alla Luna tra Stati Uniti e Cina potrebbe decidersi nei prossimi due anni: gli Usa hanno le carte in regola per vincere, ma non c’è tempo da perdere. L’America deve vigilare e “fare attenzione” affinché il suo rivale non prenda piede e riesca a dominare le risorse lunari. Perché se i cinesi dovessero avere la meglio, non è escluso che possano cercare di dominare le regioni più ricche di risorse nel nostro satellite naturale, avanzando pretese come stanno facendo con le isole contese nel Mar Cinese Meridionale. 

È quanto sostiene il numero uno della Nasa, Bill Nelson, in un’intervista al magazine americano “Politico”. Spiega l’amministratore dell’Agenzia spaziale americana: “È un dato di fatto: siamo in una corsa allo spazio”, afferma l’ex senatore e astronauta della Florida. “Ed è vero che faremo meglio a stare attenti che non arrivino in un posto sulla Luna con il pretesto della ricerca scientifica. Non è escluso che dicano ‘state fuori, siamo qui, questo è il nostro territorio’. Se ne dubitate, guardate cosa hanno fatto con le Isole Spratly”. 

Artemis 2 lanciata entro due anni

Nelson si dice fiducioso che la missione Artemis 2 con un equipaggio in orbita intorno alla Luna possa essere lanciata entro due anni, ma sottolinea come la Nasa sia sotto pressione perché costretta a riutilizzare, per questioni di budget, tutta l’avionica di Artemis 1: la necessità di spogliare la capsula appena tornata a Terra da tutti i sistemi per il volo che dovranno poi essere reinstallati su un’altra capsula “ci sta costando del tempo”, fa notare Nelson. 

La speranza: Artemis 3 nel 2025

Per il capo della Nasa, la speranza è che non ci siano ritardi che possano condizionare di conseguenza Artemis 3, la missione che dovrebbe riportare astronauti sul suolo lunare nel 2025, dunque già un anno dopo rispetto a quanto previsto dai piani dell’amministrazione Trump. 

La marcia (spedita) della Cina

L’Agenzia spaziale americana sta facendo il possibile per cercare di tenere il passo, ma “la Cina nell’ultimo decennio ha conseguito enormi successi e progressi”, osserva Nelson. “È anche vero che la data del loro sbarco sulla Luna si avvicina sempre di più”, considerato che Pechino ha annunciato di voler allunare con i suoi taikonauti entro la fine del decennio.

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