ESA COUNCIL

Space, ecco il nuovo piano dell’Europa dell’era “post-Russia”

La rottura della collaborazione tra l’Agenzia europea e Roscosmos a seguito dello scoppio della guerra in Ucraina ha comportato una revisione di progetti e roadmap. Slitta al 2028 la missione ExoMars, niente razzi Soyuz per i lanci Euclid, Earthcare, Galileo M10 e Galileo M11. Sostituiti dai Falcon 9 di SpaceX e Ariane 6

21 Ott 2022

Paolo Marelli

ucraina2-1536x864.jpg

Cambiano i programmi per le future missioni spaziali europee a causa della guerra in Ucraina. Così come il conflitto ha fatto saltare la partnership tra l’Esa (l’Agenzia spaziale europea) e la Roscosmos, l’agenzia spaziale russa. Dopo la rottura delle collaborazioni tra le due agenzie, l’Esa ha rivisto tempi e modalità delle sue missioni: da ExoMars (il lancio slitta al 2028) al telescopio spaziale Euclid, che nel 2023 sarà portato in orbita da un razzo Falcon 9 dell’americana SpaceX. 

È questo il quadro emerso alla conclusione del Council dell’Esa, dopo due giorni intensi di verifiche e nei quali sono stati redatti decine di documenti in vista del prossimo appuntamento cruciale per lo spazio europeo: la Conferenza Ministeriale dell’Esa in programma a Parigi il 22 e 23 novembre. 

Missione ExoMars su Marte slitta a 2028

Organizzata fin dall’inizio in collaborazione con la Russia, la missione ExoMars ha l’obiettivo di portare sulla superficie di Marte il rover Rosalind Franklin per cercare tracce di microrganismi nel sottosuolo del Pianeta rosso. Ma l’interruzioni delle relazioni con la Russia, avvenuta pochi mesi prima del lancio, ha costretto a rivedere la tecnologia di bordo e a riprogettare i componenti che avrebbe dovuto fornire Roscosmos. 

WHITEPAPER
Ottieni una pianificazione veloce e affidabile nel tuo marketing: scopri come!

Per questo il direttore generale dell’Esa, Josef Aschbacher, ha annunciato che la nuova data prevista per il lancio non sarà più il 2026, come si era ipotizzato inizialmente, ma il 2028. È vero che già durante l’estate si parlava di un possibile slittamento al 2028, ma adesso è arrivata la conferma. “Sul rover Rosalind Franklin si sta lavorando sia su computer di bordo e software, sia sulle caratteristiche meccaniche necessarie per affrontare la fase delicata dell’atterraggio su Marte”, ha aggiunto David Parker, responsabile dell’Esa per l’esplorazione umana e robotica. 

Niente razzo Soyuz, rinviate 4 missioni 

Slittano anche i tempi delle quattro missioni europee che avrebbero dovuto partire con il razzo russo Soyuz: Euclid, Earthcare, Galileo M10 e Galileo M11. Il lancio del telescopio spaziale Euclid è ora previsto entro il 2023 con il razzo della SpaceX di Elon Musk. Mentre la missione Earthcare per l’osservazione della Terra è ora in programma nel 2024 con il nuovo lanciatore europeo Vega C, che nel luglio scorso ha affrontato il suo primo volo. E ancora: per i due satelliti del sistema europeo di navigazione Galileo si guarda alla possibilità di lanciare con l’Ariane 6, anche se la decisione è attesa nella prima metà del 2023, ha spiegato il direttore dell’Esa per il trasporto spaziale, Daniel Neuenschwander. 

Cambi anche per missione Hera e satellite Meteosat

Modifiche sono state apportate anche al programma della missione Hera, diretta all’asteroide Dimorphos, la cui traiettoria è stata deviata il 27 settembre scorso dall’impatto della missione Dart della Nasa, nel primo test spaziale sulla possibilità di difendere la Terra dagli asteroidi pericolosi. Hera, che dovrà esaminare e misurare il cratere lasciato dall’impatto dalla sonda Dart, potrà essere lanciata nel 2024 con il nuovo grande lanciatore europeo Ariane 6. Nel caso in cui però il nuovo razzo non sia disponibile, si potrà utilizzare un Falcon 9. 

Prosegue, intanto, il programma dei lanci con i razzi europei e il prossimo – previsto a metà dicembre con un Ariane 5 – è quello del satellite Meteosat di nuova generazione. Per quanto riguarda invece le prossime missioni degli astronauti europei, Parker ha sottolineato che al momento non sono previsti voli sulle Soyuz. Nonostante la rottura tra Esa e Roscosmos continua normalmente la collaborazione con la Russia a bordo della Stazione spaziale internazionale. 

@RIPRODUZIONE RISERVATA

Articolo 1 di 3