IL PROGETTO

Aerospazio, via libera all’hub nazionale di Torino. In campo 20 milioni l’anno

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Esito positivo per l’incontro del ministro dell’Economia Franco con il presidente del Piemonte Cirio e il sindaco del capoluogo Lo Russo. Sbloccato l’iter per l’avvio dei lavori della Fondazione. Entro giugno l’approvazione del decreto di nomina del Comitato che predisporrà lo statuto

Pubblicato il 09 Giu 2022

L. O.

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Il Centro per l’intelligenza artificiale applicata all’automotive e all’aerospazio avrà il suo quartiere generale a Torino e avrà un ruolo nazionale. E’ questo l’esito della  missione a Roma del presidente del Piemonte, Alberto Cirio e del sindaco di Torino, Stefano Lo Russo, che hanno incontrato il ministro dell’Economia, Daniele Franco. Il centro avrà una dotazione di 20 milioni di euro l’anno.

L’iter per la creazione dell’hub

Entro giugno il governo approverà il decreto di nomina del Comitato che scriverà lo Statuto della Fondazione, necessario per fare partire l’attività del Centro. A settembre saranno avviate le consultazioni con gli stakeholders pubblici e privati del settore.

“E’ stato un incontro utile e positivo che ci ha consentito finalmente di sbloccare una situazione ferma ormai da quasi un anno”, hanno commentato Cirio e Lo Russo dopo l’incontro nel quale e’ stato concordato il cronoprogramma. “E’ un passo importante, ora bisogna partire” osserva il viceministro allo Sviluppo Economico Gilberto Pichetto.

La ministra dell’Università Maria Cristina Messa, che Cirio ha incontrato prima della firma del protocollo per l’idrogeno, ha giànominato il suo referente nel Comitato, a breve lo faranno anche il ministro dello Sviluppo Economico Giancarlo Giorgetti e il ministro Franco.

Il Centro è stato istituito a Torino dal decreto legge del 25 maggio 2021, poi convertito in legge a luglio, che prevedeva la nomina del Comitato entro 60 giorni, quindi a settembre. Da allora tutto è rimasto bloccato, con qualche malinteso, poi chiarito, fino alla svolta di oggi che sblocca uno stallo durato quasi un anno. Una notizia attesa dalle tante aziende e dai gruppi di ricerca che lavorano nell’intelligenza artificiale.

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