I PILLAR DI SPACECONOMY360

Agenzia spaziale italiana Asi: cos’è, storia e attività

Tutto quello che c’è da sapere sull’ente che si occupa del settore aerospaziale italiano coordinando il lavoro di enti di ricerca, aziende piccole e grandi. E quali sono gli organi di governo che forniscono all’agenzia gli strumenti di indirizzo e finanziari per fare dell’Italia uno dei paesi più avanzati in questo campo

13 Apr 2022

L’Agenzia Spaziale Italiana (Asi) è l’ente che coordna tutte le atività spaziali del nostro Paese. In questo articolo tutto quello che c’è da sapere.

Che cosa è l’Agenzia Spaziale Italiana

L’Agenzia Spaziale Italiana (Asi) è l’ente pubblico con il quale lo Stato italiano promuove, sviluppa e diffonde la ricerca scientifica e tecnologica applicata al campo spaziale e aerospaziale (escludendo la ricerca aeronautica e lo sviluppo dei servizi). L’Asi dunque recepisce le politiche del Governo e si occupa di tutte le attività che riguardano questo campo dal punto di vista della ricerca umana e scientifica, della sicurezza, della difesa e infine per quel che riguarda le attività economiche collegate, siano esse pubbliche o private, e che sono alla base di quella che oggi è definita la space economy.

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La sua funzione è promuovere, gestire e coordinare i progetti nazionali e la partecipazione dell’Italia, attraverso i propri enti di ricerca e le proprie imprese, che riguardano lo spazio. L’Asi svolge analoga funzione anche per la partecipazione italiana a progetti europei ed internazionali e riceve indirizzo e supporto governativo dal Comitato Interministeriale per le Politiche relative allo Spazio e all’Aerospazio (Comint) secondo la natura e le competenze dei vari ministeri con il coordinamento strategico della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

L’Asi si occupa anche di redigere il Documento Strategico di Politica Spaziale Nazionale (Dspsn) ed il Documento di Visione Strategica per lo Spazio (Dvss) e oltre all’attuazione degli obiettivi scientifici e strategici, l’Asi promuove anche la diffusione della cultura aerospaziale e delle conoscenze che questa attività porta alla collettività in termini scientifici, sociali ed economici. L’Italia è il terzo contributore dell’Agenzia Spaziale Europea (Esa) ed è il quinto investitore mondiale nello spazio in rapporto al Pil. L’Asi è dunque uno dei motori dell’innovazione italiana mettendo in costante comunicazione il mondo della ricerca, delle imprese e dei decisori politici.

Il presidente è dal 2019 Giorgio Saccoccia mentre dal marzo del 2021 il direttore generale è Fabrizio Tosone.

Asi, breve storia

L’Agenzia Spaziale Italiana nasce ufficialmente nel 1988 ed è stata protagonista della crescita dell’Italia in campo aerospaziale portandola a livelli di assoluta eccellenza a livello globale e ad essere uno dei pochi paesi al mondo ad avere una filiera aerospaziale completa. Ma la storia dell’Italia e lo spazio comincia molto prima. L’Italia è stata infatti il terzo paese ad avere il un proprio satellite in orbita (il San Marco 1 nel 1964) ed è il primo ad avere una base di lancio equatoriale, il Centro spaziale “Luigi Broglio”, con sede a Malindi e intitolata al padre dell’astronautica italiana.

La crescita dell’Asi parte dalla collaborazione con la Nasa e altre agenzie spaziali internazionali fino all’ingresso dell’Esa dei quali è uno delle realtà guida, grazie al volume della propria contribuzione, al valore scientifico fornito dalla proprie università e dei propri enti di ricerca e infine grazie al livello tecnico ed industriale raggiunto dalle imprese la cui competenza, specializzazione e integrazione rappresentano uno dei punti di forza dell’economia italiana.

L’Asi ha partecipato e partecipa alle più importanti missioni spaziali. Tra i risultati storici dell’Agenzia, l’invio del primo astronauta italiano nello spazio, Franco Malerba, salito sullo Space Shuttle Atlantis il 31 luglio 1992. Ad oggi, sono storicamente 7 gli astronauti italiani. L’agenzia ha inoltre sviluppato tecnologie di telecomunicazione, navigazione, trasporto, ricerca scientifica in orbita, esplorazione e studio del cosmo e della Terra dallo spazio. Tutte queste competenze sono utilizzate sulla Stazione Spaziale Internazionale (Iss) alla quale l’Asi fornisce strumenti e tecnologie fondamentali.

L’Asi ha fatto altrettanto storicamente anche per altre molteplici missioni insieme ad Esa e a Nasa conseguendo risultati scientifici di livello assoluto come la comprensione del gamma ray bursts e l’esplorazione della Luna e degli altri pianeti del Sistema Solare come Giove, Saturno Venere e Marte. Grazie all’Asi, l’Italia ha acquisito anche un ruolo preminente per l’osservazione della Terra, sempre più importante per la comprensione dei fenomeni climatici, e per la realizzazione di satelliti per scopi civili, militari o scientifici e infine per i sistemi di propulsione e le cabine pressurizzate.

L’Asi nel 2020 ha rafforzato il suo ruolo attivo di promozione economica per i progetti che riguardano lo spazio con Primo Space, il primo fondo italiano di venture capital che si concentra sulla space economy al quale dà supporto insieme alla Fondazione E. Amaldi con la partecipazione di investitori privati ed istituzionali. In questo modo l’agenzia continua a fungere da guida del sistema aerospaziale italiano fornendolo di nuovi strumenti di finanziamento e modalità operative che possano renderlo sempre più competitivo.

Le attività dell’Agenzia Spaziale Italiana

Il ruolo e la funzione dell’Agenzia Spaziale Italiana sono disciplinate in particolare dal Decreto Legislativo n. 128 del 4 giugno 2003 e sono state più recentemente modificate dalla Legge n.7, del 11 gennaio del 2018 che ristruttura organizzazione e compiti dell’Asi in rapporto al Comint che gli fornisce l’indirizzo politico e strategico. Questa innovazione eleva e allarga il rapporto tra Governo e agenzia. Storicamente infatti l’attività dell’Asi ricadeva sotto il Ministero dell’Università e della Ricerca per la parte tecnica e scientifica e sotto il Ministero degli Affari Esteri per quel che riguarda i rapporti con gli altri paesi.

Il Comint, accogliendo i rappresentanti di più dicasteri ed essendo diretto dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, fa in modo che l’Asi abbia un indirizzo politico più chiaro e sancisce l’importanza strategica che lo spazio ha per l’Italia non solo per scopi scientifici e di esplorazione, ma anche per la difesa e la sicurezza, l’industria e tutto ciò che ha un impatto sulla società, l’ambiente e l’economia. All’Asi è affidata la redazione sia del Documento Strategico di Politica Spaziale Nazionale (Dspsn) sia il Documento di Visione Strategica per lo Spazio (Dvss). Il primo definisce gli indirizzi fondamentali e le linee di intervento economico che vengono recepite all’interno del secondo insieme alle istanze del Piano Nazionale per la Ricerca.

Le direttrici di azione dell’Asi sono storicamente cinque: lo studio scientifico dell’Universo, l’osservazione della Terra dai satelliti, le telecomunicazioni, la vita e l’abitabilità nello spazio, lo sviluppo di mezzi per l’accesso allo spazio e la meteorologia. Per lo studio scientifico dell’Universo, le aree sono: il sistema solare e oltre, cosmologia e altre energie. Gli studi più importanti attualmente riguardano Gaia, per creare una mappa tridimensionale dell’universo, ed ExoMars che consentirà di portare il primo veicolo europeo su Marte.

Per l’Osservazione della Terra dai satelliti, la punte di diamante dell’Asi sono Prisma (primo satellite iperspettrale europeo), Copernicus e Cosmo-SkyMed e l’Italia sta provvedendo a sviluppare la nuova costellazione di satelliti per l’Esa. Oggi più che mai questo campo è collegato alla meteorologia, poiché lo studio del clima rappresenta il tema più importante per misurare la salute del pianeta e valutare le aree di intervento. Quanto alla vita e all’abitabilità dello Spazio, in Italia è stato sviluppato e costruito il 40% della parte abitabile della Stazione Spaziale Internazionale e in Italia si sta realizzando I-Hab, il modulo abitabile per il programma Artemis che riporterà l’uomo sulla Luna e punta a portarlo per la prima volta su Marte.

Anche per le telecomunicazioni l’Italia può vantare una lunga tradizione con tecnologie e strutture d’avanguardia. Il primo satellite tlc realizzato in Italia è stato Sirio nel 1977 e l’Asi è protagonista nel sistema Galileo che partecipa al sistema di geolocalizzazione mondiale. L’Italia è leader anche per il segmento di terra poiché il Fucino Center è teleporto per utilizzi civili più grande al mondo. L’Italia è anche in prima linea per lo sviluppo dei propulsori con Avio, partecipante di Europropulsion, per la nuova generazione di vettori Vega e Ariane.

Da non dimenticare il ruolo di divulgazione dell’Asi. La realizzazione più importante e recente è la Giornata dello Spazio che ha avuto la sua prima edizione lo scorso 16 dicembre e sarà celebrata lo stesso giorno tutti gli anni. Lo scopo della Giornata dello Spazio è avvicinare i cittadini allo spazio e a tutte le sue suggestioni e opportunità, per farne uno strumento di cultura ed economia e per sensibilizzare la società e l’opinione pubblica su cosa significa lo spazio per la storia recente dell’Italia e per il suo futuro.

L’Asi e la Space Economy Italiana

Lo spazio significa sempre di più economia e capacità di trasformare la ricerca avanzata in tecnologia in ricadute sulla società, l’occupazione, la competitività del sistema Paese. Si valuta che la Space Economy italiana produca un fatturato di oltre 2 miliardi di euro e impieghi circa 7mila persone con un grado di competenza di livello assoluto. Si stima inoltre che, per ogni euro investito nello spazio, la ricaduta sull’economia sia compresa tra 7 e 11 euro. La space economy italiana è infine una delle poche caratterizzate da una filiera industriale completa in ogni suo segmento e con un elevatissimo grado di integrazione: dalla piccola impresa ad alta specializzazione fino al grande gruppo in grado di finalizzare grandi progetti.

L’Asi ha rafforzato negli ultimi anni il ruolo di promozione, incubazione e supporto delle start-up grazie a strumenti agili e innovativi. Nel 2017 ha costituito la fondazione E. Amaldi in collaborazione con il consorzio di ricerca Hypatia che si propone di fare della space economy una leva di innovazione e di trasferimento tecnologico. Insieme alla Fondazione, L’Asi nel 2020 ha dato vita a Primo Space, il primo fondo italiano di venture capital per la space economy con la partecipazione di investitori istituzionali e privati. Proprio quest’ultimi rappresentano la novità più promettente che può offrire un’ulteriore spinta al settore rendendolo più dinamico, competitivo e orientato verso lo sviluppo di tecnologie ad alta intensità di capitale e di conversione in prodotti e servizi ad alta profittabilità.

L’Asi dunque non svolge più un ruolo di supporto, consulenza e coordinamento all’interno del sistema industriale e di ricerca nazionale servendosi di canali di finanziamento istituzionali, ma sta sempre di più orientandosi verso la promozione della nostra space economy presso il mondo della finanza privato e verso il resto mondo rafforzandone il ruolo e la competitività. A questo proposito, dal 2017 pubblica annualmente il catalogo “Italian Space Industry” realizzato in collaborazione con l’Ice – Agenzia per la Promozione all’Estero e l’Internazionalizzazione delle Imprese Italiane e Aiad, Aipas, e Asas, le tre associazioni che rappresentano le imprese del settore aerospaziale italiano.

L’edizione 2021-2022 conta 153 aziende, di cui 21 grandi imprese, 105 pmi e 21 start-up. L’Asi ha anche realizzato recentemente la piattaforma interattiva Italianspaceindustry.it e il portale D.V. Asi dove le prime due lettere stanno per Distretto Virtuale allargando a livello globale il modello di integrazione della filiera italiana articolato attraverso i distretti o cluster. In Italia si contano 12 technology cluster dedicati all’aerospazio. L’Asi può contare su un budget triennale di 2 miliardi di euro ai quali si sommano 2,3 miliardi tramite il Pnrr e ulteriori 300 milioni per il programma Artemis.

Sede e strutture dell’Agenzia Spaziale Italiana

L’Agenzia Spaziale Italiana ha la sua sede principale a Roma dove c’è anche il suo Space Science Data Center (Ssdc) e ha sedi a Matera, Cagliari e anche a Malindi, in Kenya. Nel quartier generale vi sono gli uffici amministrativi, nell’Ssdc invece sono raccolti tutti i dati scientifici raccolti dalle missioni passate e in corso. In località San Basilio, a Cagliari, c’è il Sardinia Deep Space Antenna (Sdss) che offre servizi di supporto per le missioni interplanetarie e lunari e sviluppa attività di radioscienza. Condivide con il Sardinia Radio Telescope dell’Inaf una parte delle strutture, fa parte del Deep Space Network della Nasa ed è in connessione la rete Estrack dell’Esa. Vi si svolgono anche studi che riguardano lo sviluppo di sistemi di propulsione. Il Centro Geodesia Spaziale (Cgs) di Matera è il principale centro operativo dell’Asi. Vi sono ubicati sistemi di telerilevamento, il segmento di terra per la missione Cosmo-SkyMed e vi si svolgono attività legate alle telecomunicazioni quantistiche “free space”, il tracciamento di detriti spaziali e alla metrologia del tempo e delle frequenze. Il centro “Luigi Broglio” di Malindi ha ospitato attività di lancio fino al 1988, oggi ospita solo attività di controllo e ricezione per satelliti e vettori.

Come si entra nell’Agenzia spaziale italiana

L’Asi è un ente pubblico e dunque l’assunzione avviene attraverso concorsi pubblici indetti con bando. Sono molteplici le professionalità richieste e sono ben 11 i bandi pubblicati nel corso nel 2022 e 48 quelli nel 2021. Un’espansione che è diretta conseguenza della crescita dell’Ente, delle missioni partecipate e dell’intero settore aeropaziale italiano che all’Asi fa riferimento.

Astronauti selezionati dall’Agenzia spaziale italiana

L’Asi e l’Italia vantano una lunga e consolidata tradizione nel campo dell’astronautica e sono 7 gli astronauti italiani andati nello spazio. Il primo è stato Franco Malerba con lo space shuttle Atlantis per la missione STS-46 decollata il 31 luglio del 1992 nel corso della quale ha tenuto al guinzaglio Tethered Satellite System (TSS-1), anch’esso di costruzione italiana. Ha trascorso nello spazio 7 giorni, 23 ore, 15 minuti e 2 secondi. Meglio di lui ha fatto Maurizio Cheli (15 giorni, 17 ore, 40 minuti e 20 secondi) che è stato specialista di missione sullo shuttle Columbia STS-75 del 1996. Ad accompagnarlo c’era Umberto Guidoni (27 giorni, 15 ore e 10 minuti) che nel 2001 è diventato il primo europeo ad entrare nelle Stazione Spaziale Internazionale ancora in fase di costruzione.

È stato sulla Iss nel 2011 anche Roberto Vittori (35 giorni, 12 ore e 25 secondi) che è il primo europeo ad aver conseguito l’abilitazione di pilota di Soyuz partecipando alla missione Marco Polo a bordo della capsula russa TM-34 nel 2002. Ha volato sulla Soyuz Tma-6 nel 2005 per la missione Eneide. Sulla Iss si è occupato della missione Dama per istallare sulla base spaziale internazionale il rilevatore di materia oscura e antimateria AMS-02. Roberto Vittori è l’astronauta europeo che ha trascorso più tempo nello spazio (313 giorni, 2 ore e 36 minuti). Con la missione Esperia del 2007 ha trasportato e collocato sulla Iss il Nodo-2 realizzato in Italia. E’ stato il primo astronauta italiano a partecipare ad una missione di lunga durata, la Magisstra dell’Esa a bordo della Soyuz TMA-20 nel dicembre del 2010. È tornato nello spazio nel 2017 per un’altra missione di lunga, VITA a bordo della Soyuz MS-09.

Gli astronauti italiani in attività sono Samantha Cristoforetti (199 giorni, 16 ore e 42 minuti) e Luca Parmitano (166 giorni, 6 ore e 17 minuti). Parmitano ha partecipato sulla Iss alle missioni Volare per l’Asi e Beyond per l’Esa mentre Cristoforetti è la prima astronauta donna si appresta a tornare sulla stazione spaziale internazionale come specialista di missione e sta ricevendo la formazione per diventare comandante della Iss stabilendo un nuovo primato per l’astronautica italiana ed europea.

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