ESPLORAZIONE DELLO SPAZIO

Artemis, il Giappone sceglie i due nuovi astronauti per andare sulla Luna

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Si chiamano Makoto Suwa e Ayu Yoneda e sono stati scelti dall’Agenzia spaziale Jaxa tra 4.127 candidati. Il Paese punta ad essere il secondo al mondo a mettere piede sul pianeta

Pubblicato il 01 Mar 2023

Nicola Desiderio

L’agenzia spaziale giapponese ha selezionato due nuovi astronauti in vista dell’impegno che la Jaxa sta già sostenendo per il programma Artemis e che mira portare sulla Luna un uomo o una donna del Sol Levante. E di fatti i due nuovi astronauti sono un lui e una lei. Il primo si chiama Makoto Suwa, ha 46 anni e lavora per la Banca Mondiale come specialista in prevenzione di disastri, la seconda è Ayu Yoneda, ha 28 anni ed un medico chirurgo.

Un uomo ed una donna

I due sono stati presentati ieri in occasione di una conferenza stampa tenutasi a Tokyo alla presenza del presidente del Jaxa, Hiroshi Yamakawa, e del direttore Hiroshi Sasaki, con la partecipazione effettiva della Yoneda e quella a distanza in videoconferenza di Suwa, residente all’estero per lavoro. La prima si è laureata solo nel 2019 e lavora al centro medico della Croce Rossa giapponese, l’altro è entrato nella Anca Mondiale nel 2014 dopo un’esperienza in Ruanda nel mondo della cooperazione internazionale e all’interno del Wmo.

I primi dal 2009

Era dal 2009 che la Jaxa non selezionava nuovi astronauti e per farlo ha iniziato nell’aprile del 2022 raccogliendo nelle 10 settimane successive 4.127 candidature. Attraverso cinque fasi di selezione, si è arrivati lo scorso novembre a restringere la scelta a otto uomini e due donne. Alla fine l’hanno spuntata il più anziano e la più giovane del gruppo. Saranno loro a contendersi il sedile sulla navicella riservato al primo cittadino del Sol Levante che metterà piede sulla Luna.

Obiettivo è arrivare dopo gli americani

La Jaxa ha firmato nel 2019 con la Nasa l’accordo per l’ingresso nel programma Artemis con l’obiettivo di essere la seconda nazione della storia a toccare il suolo lunare. Lo scorso novembre la Nasa e il governo giapponese hanno firmato l’accordo che riguarda il contributo di Tokyo alla Stazione Spaziale Internazionale fino al 2030, al Lunar Gateway e per portarvi sopra un proprio astronauta entro la metà del 2025. Quest’ultimo punto è stato ribadito dal segretario di stato Usa, Antony Blinken lo scorso gennaio, in occasione degli incontri bilaterali parlando di “far atterrare un astronauta giapponese sulla Luna”.

Le pari opportunità verso la Luna

Quello che è sicuro a questo punto è che il primo suddito imperiale ad arrivare sull’Astro d’Argento sarà uno tra Makoto Suwa e Ayu Yoneda e che tutti e due andranno sulla Iss, ma non prima dei due anni di addestramento ai quali si sottoporranno dal I aprile prossimo. Sarà questo biennio a decidere chi sarà il primo o la prima giapponese a toccare il suolo selenico scrivendo una pagina memorabile nella storia del proprio paese. In ogni caso, agli osservatori internazionali appare già una grande risultato che siano stati scelti un uomo e una donna e che entrambi abbiano pari opportunità di farcela.

Lo spazio come inspirazione

Suwa e Yoneda hanno ammesso di aver sognato di diventare astronauti sin da quando erano bambini e di essere stati ispirati da figure ed eventi. “Vengo dalla città di Tsukuba – racconta Suwa – ma quando ero in terza elementare, c’era una fiera della scienza nel mio quartiere, e i miei genitori mi hanno portato lì molte volte. Penso che questo sia stato il motivo per cui mi sono interessato alla scienza e allo spazio. Più tardi, quando ero in quinta elementare, ebbi l’opportunità di incontrare Eugene Cernan, che era il capitano dell’Apollo 3, e questa persona di fronte a me era stata sulla Luna!”

Tutto cominciò con un manga

Yoneda racconta di quando il padre gli donò una biografia manga dell’astronauta Chiaki Mukai. “Rimasi molto colpita dal racconto di Mukai che descrisse come apparisse la Terra dallo spazio. Allora cominciai a conoscere la professione di astronauta e a provare i miei sentimenti per lo spazio. Il giorno in cui è stato annunciato il reclutamento degli astronauti c’era un’eclissi lunare, e ho sentito che la Luna è un luogo dove tutti desiderano andare e vogliono mettere i loro pensieri. Quando mi trovavo in un campo che simulava la superficie della luna, mi chiedevo come sarebbe stata la Terra dalla superficie della Luna il giorno dell’eclissi lunare. Se riuscirò ad andarci, vorrei condividere con tutti quell’esperienza”.

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