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Cavallo, Polimi: “Dalla space economy impulso al sistema industriale ed economico nazionale”

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Il Direttore dell’Osservatorio Space economy del Politecnico di Milano: “Opportunità anche per imprese non-space: si apre la sfida delle applicazioni trasversali a tutti i settori”

Pubblicato il 20 Mag 2021

Patrizia Licata

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La space economy, la catena del valore che genera prodotti e servizi innovativi a valore aggiunto partendo da infrastrutture spaziali e tecnologie digitali, non è più solo frontiera dell’innovazione tecnologica, ma anche dell’innovazione di business, con importanti opportunità per l’Italia e le sue aziende , istituzioni e cittadini. L’Osservatorio Space economy della School of Management del Politecnico di Milano nasce proprio per aiutare le imprese e le istituzioni a cogliere questo potenziale, diventando punto di riferimento in Italia nello studio degli impatti di business dell’economia dello spazio, ha affermato Angelo Cavallo, Direttore Osservatorio Space economy Politecnico di Milano.

L’intenzione è “stimolare l’innovazione e la creazione di servizi nel settore. Lo spazio deve essere volano di innovazione cross-settoriale, è industry nello spazio”, ha sottolineato Cavallo. “Come i tanti altri Osservatori del Politecnico – oltre 40 – facciamo ricerca con le imprese e per le imprese per sensibilizzarle sui principali trend innovativi e stimolare un approccio proattivo”.

La space economy è già un’industria attrattiva. I dati riportati dal Direttore dell’Osservatorio Space economy rivelano che gli investimenti privati globali in startup dello spazio valgono 4,8 miliardi di dollari nel 2020, +30% rispetto al 2019, con oltre 700 startup impegnate nella space economy e tante applicazioni commerciali già attive e rivolte a una molteplicità di settori. I ricavi 2019 sono pari a 366 miliardi di dollari, di cui il 74% (270 miliardi) legato all’industria satellitare.

Cavallo ha sottolineato che tutte questa imprese innovative e applicazioni non sono destinate solo all’esplorazione spaziale; anzi, la maggior parte sfrutta le innovazioni della tecnologia dello spazio per migliorare i servizi sulla Terra.

“Vediamo una crescente consapevolezza delle opportunità dello spazio anche nelle imprese non-space. Dobbiamo ringraziare Elon Musk per la sua azione dirompente anche a livello comunicativo, che ha acceso i riflettori su questo settore”, ha affermato Cavallo. “Ma lo spazio non significa solo andare su Marte: vuol dire sviluppare servizi per la Terra e la salvaguardia del nostro pianeta. Le applicazioni della space economy possono aiutarci a vincere le grandi sfide globali e creare grandi opportunità industriali: gli obiettivi della sostenibilità vanno di pari passo con gli obiettivi economici”.

In questo ambito gli investimenti privati sono “un traino, ma l’azione pubblica è ugualmente importante“: bene dunque l’impegno del Recovery plan italiano sull’Internet satellitare, così come le azioni del Piano europeo da più di 14 miliardi di euro e del Piano strategico nazionale space economy, del valore di 4,7 miliardi di euro.

L’Osservatorio Space economy del Politecnico di Milano “è molto ottimista sulla space economy, perché ha coinvolto tante aziende, anche del settore non-space, e ci aspettiamo progressi importanti già nel 2021“, ha concluso il direttore Cavallo. “La sfida ora è creare una domanda di servizi space-based. È un mercato di applicazioni trasversale a tutti i settori, dalla connettività alla transizione ecologica, dall’agricoltura di precisione al contrasto al dissesto idrogeologico, dalla logistica alla mobilità sostenibile. Le soluzioni space-based sono ovunque e sapranno creare per il nostro Paese nuovi modelli business, competitività e sostenibilità”.

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