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Cooperazione spaziale Italia-India: via alla task force

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Osservazione della Terra ed esplorazione al centro dell’intesa frutto della missione del ministro degli Esteri Di Maio accompagnato dal presidente dell’Asi Saccoccia. Si punta alla formazione di un comitato direttivo e di gruppi di lavoro congiunti per spingere progetti e iniziative

Pubblicato il 06 Mag 2022

Nicola Desiderio

Somanath Di Maio Saccoccia

Italia e India intensificheranno i rapporti di collaborazione nello Spazio con la formazione di un comitato direttivo e di gruppi di lavoro congiunti che si occuperanno di progetti che riguardano l’osservazione della Terra e l’esplorazione spaziale. Lo prevedono una serie di lettere che ieri sono state firmate e scambiate dal presidente dell’Isro (Indian Space Research Organisation), S. Somanath, e il suo omologo dell’Asi, l’ingegnere Giorgio Saccoccia, accompagnando il ministro degli Esteri, Luigi di Maio, in viaggio a Bangalore, nello stato del Karnataka, per l’inaugurazione del nuovo consolato generale italiano, il quarto dopo quelli di Jodhpur (Rajasthan), Mumbai (Maharashtra) e Calcutta (Bengala Occidentale).

Il nuovo consolato è posizionato in un’area che è considerata la Silicon Valley dell’India e uno dei distretti tecnologici più importanti al mondo dove operano già circa 150 aziende italiane, tra cui alcune start-up come Even, Noonic e Akiflow. Di Maio ha incontrato i rappresentanti delle imprese italiane esaltandone il ruolo di promozione del nostro paese nel mondo. “L’intraprendenza dei nostri imprenditori e dei nostri giovani – ha affermato il titolare della Farnesina – fa sempre la differenza nel mondo. Ecco alcuni degli startupper italiani a Bangalore, in India. Ci tenevo a incontrarli per conoscere le loro realtà che si sviluppano in un ecosistema molto dinamico per i giovani imprenditori che operano nel settore delle tecnologie. Questi e molti altri sono esempi di successo, ai quali come ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale continuiamo a non far mancare il nostro supporto, adesso anche attraverso il Consolato Generale a Bangalore inaugurato proprio oggi. Continuiamo a promuovere e sostenere l’innovazione e la creatività italiane nel mondo”.

Di Maio, accompagnato anche dall’ambasciatore italiano in India, Vincenzo De Luca, ha avuto colloqui anche con Basavaraj Bommai, capo del governo statale del Karnataka, e con Navakant Bhat, preside della facoltà di Scienze interdisciplinari dell’Istituto indiano di scienza (Iis), che da oltre 20 anni ha un importante programma di collaborazione scientifica col centro di ricerca Elettra Sincrotrone Trieste. Infine ha visitato la sede dell’Organizzazione indiana per la ricerca spaziale (Isro) dove S. Somanath e Giorgio Saccoccia hanno siglato le lettere che sanciscono l’intensificarsi di relazioni già esistenti tra le due agenzie. Il nuovo consolato servirà, oltre lo stato di Karnataka, anche quelli del Tamil Nadu, Telangana e Andhra Pradesh che contano una popolazione complessiva di circa 220 milioni di persone per promuovere scambi bilaterali, collaborazioni scientifiche e tecnologiche, scambi culturali e legami interpersonali e infine essere il punto di riferimento la comunità imprenditoriale italiana.

Solo nel Karnataka sono presenti 60 aziende italiane in vari settori tra cui alcuni afferenti all’aerospazio come l’informatica, l’elettronica e la difesa. Il Ministro ha citato proprio quest’ultimo affermando che “nel campo della difesa, stiamo vivendo un nuovo slancio con i nostri partner indiani. Il nostro dialogo dovrebbe ora crescere di intensità sia a livello istituzionale che industriale, poiché le nostre aziende sono in grado di fornire soluzioni attraverso la creazione di partnership, trasferimenti di tecnologia e formazione”. Ha poi affermato che “l’Italia è fortemente impegnata a raggiungere gli obiettivi fissati nella Strategia dell’Ue per l’Indo-Pacifico” e ha citato il progetto che l’italiana Sparkle sta sviluppando con Google Cloud per la realizzazione di due nuovi sistemi di cavi sottomarini che “amplieranno le vie di comunicazione tra Europa, Africa, Medio Oriente e Asia meridionale (Mumbai in India). Non vediamo l’ora di rafforzare la nostra cooperazione con l’India in questo quadro”.

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