VERSO IL FUTURO

Cristoforetti: “L’Europa deve diventare un vero e proprio Space power”

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L’astronauta dell’Esa: “Bisogna prepararsi a giocare un ruolo di primo piano nella gestione delle attività, godendo del relativo ritorno in termini economici e di difesa e sicurezza”. Riflettori sugli investimenti: “Supportare le aziende old space a innovarsi e a diventare più competitive sul mercato internazionale e aiutare anche la potenziale crescita di nuove imprese”

Pubblicato il 31 Mag 2023

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L’Europa deve diventare un vero e proprio Space power e non ‘limitarsi’ a essere un attore che fa delle attività nello Spazio, senza però riuscire a gestirle in maniera indipendente. Bisogna prepararsi a giocare un ruolo di primo piano nella loro gestione, godendo del relativo ritorno in termini economici e di Difesa e sicurezza”. Così Samantha Cristoforetti, l’astronauta italiana della European Space Agency (Esa), in un’intervista rilasciata alla rivista Airpress e pubblicata da Formiche.net. 

Voli in orbita bassa

Per la prima donna italiana negli equipaggi dell’Agenzia Spaziale Europea e prima donna europea comandante della Stazione spaziale internazionale, “l’orbita bassa diventerà ‘territorio’ di infrastrutture private e commerciali, non più soltanto governative. E per continuare ad avere accesso a tali infrastrutture, senza dover comprare dei voli da entità commerciali non europee, si devono incrementare le competenze, così da avere ancora più capacità e infrastrutture critiche da poter offrire”.

L’esplorazione spaziale Ue

Volgendo lo sguardo al futuro Cristoforetti ha sottolineato che ritiene necessaria “una riflessione ad ampio spettro sulle potenzialità e ambizioni europee nell’ambito dell’esplorazione spaziale vada incoraggiata, sottolineando che lo Spazio va oltre le applicazioni”. 

“L’Esa – ha continuato – è all’apice in diversi ambiti, in particolare quelli legati alle applicazioni quali l’Osservazione della Terra, la navigazione con Galileo e le telecomunicazioni. Al contempo bisogna però ammettere che ci sono altri ambiti in cui non gioca in serie A. Quando parliamo infatti di ciò che nell’ambiente è definito il settore della ‘esplorazione’ – che va a indicare le attività di esplorazione nell’orbita bassa e, in prospettiva, nell’orbita lunare – siamo stati storicamente un po’ timidi. Stando agli investimenti dell’Esa il budget ammonta infatti a meno di un decimo rispetto a quello Usa”. 

Cristoforetti ha poi proseguito evidenziando che come Esa. “abbiamo dato dignitosamente il nostro contributo, godendo dei relativi benefici, a diverse iniziative, quali la partecipazione alla Stazione spaziale internazionale (Iss), ma spesso con un ruolo di junior partner. Ora è il momento di fare il passo successivo”.

Il duplice sforzo

Guardando invece all’industria spaziale, l’astronauta italiana dell’Esa ha rimarcato che lo sforzo da compiere sia duplice: “Da una parte supportare le aziende Old space a innovarsi e a diventare più competitive sul mercato internazionale; dall’altra aiutare anche la potenziale crescita di nuove aziende“. 

Ha spiegato Cristoforetti: ”I giovani imprenditori infatti, a fronte di un maggiore interesse da parte istituzionale, sono più motivati ad alzare l’asticella del loro livello di ambizione, in un meccanismo virtuoso di crescita organica. In tale scenario uno degli aspetti più critici riguarderà lo sviluppo delle capacità infrastrutturali, quelle che permettono di creare nuove opportunità di business nell’orbita bassa, e in prospettiva sinergie economiche in cui tutto un tessuto di aziende spaziali, anche quelle con business di nicchia e più particolari, può crescere”. 

Serve un veicolo cargo

“Per realizzare tutto ciò serve un importante investimento a livello pubblico e privato-industriale per creare capacità competitive”, ha proseguito Cristoforetti: “L’obiettivo è diventare dei partner di maggior peso, così che attraverso gli investimenti europei si promuova concretamente il lavoro delle aziende del Vecchio continente e non l’industria altrui. Il primo step naturale è lo sviluppo di un veicolo cargo“.

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