L'INTERVENTO

Cybersecurity, Baldoni: “Cybercrime nuova normalità. L’Italia deve farsi resiliente”

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Il direttore dell’Agenzia nazionale per la Cybersecurity dal palco dell’Icssa delinea la roadmap prossima ventura. Le azioni chiave: alleanze internazionali, rilancio di una strategia industriale per una autonomia strategica nell’Ict, spinta alle competenze e partnership pubblico-privato

Pubblicato il 18 Ott 2021

Giulia De Rossi

Mi Fio

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Avere un sistema nazionale resiliente in grado cioè di prevenire il maggior numero di attacchi e mitigare quelli che raggiungeranno l’obiettivo,  alleanze internazionali a scopo di prevenzione e per perseguire i colpevoli, rilancio di una strategia industriale per una autonomia strategica nell’Ict, spinta alle competenze e partnership pubblico-privato. Queste le azioni chiave su cuiRoberto Baldoni, il Direttore Generale dell’Agenzia della Cybsersicurezza Nazionale ha acceso i riflettori dal palco della giornata conclusiva della prima edizione dell’Iccsa, l’International Conference on Cyber security for Aerospace andata in scena a Chieti e L’Aquila.

“I cyberattacchi non sono più un’eccezione ma la nuova normalità in un mondo dove  la trasformazione digitale cambia irreversibilmente la nostra vita analogica – ha evidenziato Baldoni -. Oltre agli attacchi dobbiamo tenere conto di un rischio tecnologico latente che indebolisce quei paesi che non sono produttori di tecnologia e servizi informatici. In ballo c’è il destino dell’Europa che si trova in secondo piano rispetto a Usa e Cina nella ‘battaglia’ per la supremazia digitale. L’autonomia è fondamentale per consentire agli Stati di svincolarsi da un rapporto di dipendenza. L’Unione europea, ma anche i singoli Stati, devono puntare alla propria autonomia che si potrà raggiungere solo producendo alcune specifiche  tecnologie”.

Secondo Baldoni  “la sovranità digitale comporta anche la tutela dei dati sensibili di un paese, per esempio quelli relativi ai servizi essenziali il cui malfunzionamento può avere un impatto sulla sicurezza nazionale, al fine di garantire la loro integrità, disponibilità e confidenzialità dei dati stessi”. La strada, dunque, non è priva di ostacoli ma Baldoni indica una roadmap facendo leva su alcun azioni considerate prioritarie: “Bisogna dare vita ad alleanze a livello internazionale per contrastare le attività di cybercrime, promuovere e implementare una strategia industriale a livello continentale per lo sviluppo tecnologico nei settori dell’intelligenza artificiale, dell’IoT, del cloud e del quantum computing. Spingere sulla formazione di competenze per sviluppare una adeguata workforce multidisciplinare a livello nazionale ed europeo. Infine dare vita a solide partnership pubblico-private per supportare queste azioni che vedano coinvolto anche il mondo della ricerca”. Baldoni conclude sostenendo che “un paese cyber resiliente è un paese competitivo“. Quello che dobbiamo costruire.

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