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G20 Space, Giorgetti: “Italia leader ma servono regole certe per sostenere le imprese”

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Il ministro dello Sviluppo economico: “Il nostro Paese all’avaguardia sia per livello di investimenti sia per caratura tecnologica. Un quadro normativo pro-competitivo cruciale per diventare ancora più attrattivi”. Nella seconda giornata del vertice interviene anche la ministra dell’Istruzione Messa: “Formazione chiave di volta”

Pubblicato il 21 Set 2021

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Aerospazio, l’Italia la le carte in regola per essere competitiva a livello internazionale ma per sostenere le imprese serve un quadro regolatorio chiaro. È quanto emerso dagli interventi dei ministri Giorgetti e Messa e dai rappresentanti delle aziende nella seconda seconda giornata del G20 Space, organizzato da Fondazione Leonardo nell’ambito della presidenza italiana del G20

“Le stime economiche e i dati generali confermano a livello globale come il settore dello Spazio sia strategico e solido. Vede la presenza di attori pubblici e privati, e anche nuovi attori che prima non partecipavano alle competizioni. Penso ad esempio alla Corea del Sud, Emirati Arabi Uniti e Arabia Saudita – ha detto il ministro dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti – In questo scenario lo Spazio si conferma anche come strumento diplomatico, per il rafforzamento di alleanze globali e regionali E nel contesto internazionale, l’Italia si profila bene”.

“Oggi – ha sottolineato il ministro – abbiamo piena autonomia nel settore spaziale, coprendo la produzione e il lancio di satelliti, la realizzazione di stazioni di terra e l’erogazione di servizi. E siamo tra i paesi leader nello Spazio in Europa e all’interno dell’Esa, sia per livello di investimenti che di caratura tecnologica ed istituzionale”.

Giorgetti ha focalizzato l’attenzione anche sulle regole in grado di incentivare l’impresa. “Non si può fare impresa senza regole certe e dovere di uno Stato è garantire al proprio comparto produttivo la certezza delle regole, altrimenti non si può essere attrattivi soprattutto in settori all’avanguardia che hanno insito sia un rischio di impresa, spesso insostenibile per il privato, che un numero di benefici altrettanto incalcolabili per l’intera umanità”.

La strategia di Colao

Il ministro per la Transizione digitale, Vittorio Colao, ha evidenziato il ruolo della collaborazione pubblico-privato per sostenere il settore.

“Il nuovo spazio è importante adesso, ed è particolarmente significativo, per i grandi sviluppi tecnologici e i cambiamenti di modelli di business – ha spiegato – Adesso è un momento di cambiamenti dei modelli di costo e di valore. Quando cambiano i modelli di costo e i modelli di valore, al tempo stesso ci sono grandi opportunità e io penso che la più grande in questo momento sia il coinvolgimento del privato. Un coinvolgimento sano, sostenibile, in tutte le sue varie forme”.

Per il ministro è un momento “in cui i prorgrammi devono cercare efficenza, rapidità ed efficacia. Questo è e sarà un grande stimolo alla attrazione dei capitali privati. E’ il momento in cui i programmi devono essere il grande magnete per attirare i
capitali privati”.

“Penso al downstream e altre componenti e potremmo come paese avere un punto di forza – ha proseguito – L’Italia penso possa, debba e voglia pensare in grande allo spazio in questo momento. Primo per chi siamo, per chi siete. Ha un’industria storica, per il contributo di Asi che è da sempre riconosciuta come un centro di competenza
e per il contributo che Asi dà a Esa. Tra il 20 e il 30% delle persone sono italiane. Però dobbiamo anche utilizzare i fondi del Pnrr e i fondi nazionali, stiamo parlando di 4,5 miliardi e ne abbiamo bisogno”.

Colao ha citatao i “sistemi di agricoltura di precisione, manutenzione del territorio, interventi di emergenza, monitoraggio delle infrastrutture e mobilità integrandolo con
tecnologie non satellitari”. Per il ministro in “un’ottica di multilateralità dobbiamo agire in maniera molto coordinata perchè è nell’interesse del nostro paese che il nuovo spazio abbia e veda l’Italia coesa e unita in quello che facciamo”.

“Come ministro e come governo vogliamo agire come facilitatori di quella coesione dei diversi elementi del sistema italiano ma anche di facilitatori della multilateralità e della cooperazione internazionale, insieme ai ministri Giorgetti, Di Maio e Messa, perchè siamo convinti che è davvero il momento in cui si può far partire una mobilitazione tra pubblico e privato”.

L’intervento della ministra Messa

Secondo la ministra dell’Università, Maria Cristina Messa, è necessaria una “forte decisione” sulla condivisione dei dati ed è fondamentale promuovere la formazione di reti per non disperdere i fondi del Programma Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr).

“Il Pnrr è improntato alla formazione di reti, di grandi filiere per non disperdere i finanziamenti in progettini”,ha spiegato. Filiere che coinvolgano pubblico e privato”, che siano legate al territorio e nello stesso tempo aperte a tematiche di rilievo nazionale, come le grandi infrastrutture e i centri nazionali di ricerca. Uno scenario, ha rilevato, nel quale lo spazio riveste un ruolo importante. In quest’ottica, ha osservato Messa, è importante considerare l’aspetto della condivisione dei dati: questi ultimi sono “un tema sensibile, che non include solo soluzioni tecnologiche, ma che ha un aspetto relativo a regole, alla condivisione anche a livello internazionale e agli aspetti della cybersicurezza. “Credo – ha detto – che una forte decisione su come utilizzare i dati e renderli disponibili sia assolutamente necessaria per tutti.

La vision di Leonardo

Affronteremo “le sfide” che attendono le attività spaziali solo cooperando “a livello industriale e  geopolitico”. E’ uno dei messaggi forti indirizzati dall’Ad di Leonardo, Alessandro Profumo. “È assolutamente fondamentale che le risposte alle domande che ci  poniamo oggi siano date solo in un’ottica europea, non di singoli  Paesi. Dobbiamo creare un sistema cooperativo con la capacità di mettere insieme le forze e affrontare le sfide” ha detto Profumo.

Ma per farlo serve un sistema di regole certe Come evidenziato da Profumo è necessario per “per fare operare le industrie” perché “ci sono  profondi cambiamenti nello scenario e negli attori che entrano in  questo mondo” come “Bezos, Mask o Apple e Google”.

“Tutto questo -ha osservato Profumo- sottopone l’industria ad uno  shake-up rilevante e serve un sistema di regole certe”.

Focus sull’Europa. Secondo l’Ad di Leonardo, il Vecchio Continente ha le carte in regola per competere nel settore. “Leonardo è molto soddisfatta della cooperazione con il governo e con l’Agenzia spaziale italiana: come Italia siamo il terzo contributore dell’Agenzia europea, e abbiamo vinto molti programmi nella parte upstream di costruzione dei satelliti e anche nel segmento downstream, dei servizi che nascono dal mondo spaziale.

“L’Esa ha un ruolo fondamentale, ha una crescente cooperazione con la Commissione europea e credo che la sua attività vada ulteriormente sviluppata: abbiamo ancora capacità nazionali importanti, ma dobbiamo capire che la nazione per competere nello spazio è l’Europa”.

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