SCENARI

Internet via satellite, gli abbonamenti in aumento del 40%

La stima al 2026 di Berg Insight: si passerà da 3,9 milioni di sottoscrittori di fine 2021 a 21,6 milioni da qui a quattro anni. A fare da traino l’erogazione di servizi nelle aree periferiche e la spinta a migliori performance in termini di banda ultralarga a livello globale

05 Set 2022

Nicola Desiderio

Berg Insight

Gli operatori di Internet satellitare hanno raggiunto 3,9 milioni di sottoscrittori nel 2021 ed entro il 2026 raggiungeranno 21,6 milioni secondo la Berg Insight, centro studi dell’azienda specializzata in Internet delle Cose (IoT) che segnala anche una crescita robusta di questo mercato nonostante gli impatti creati dalla pandemia da Covid-19.

Le reti terrestri, barriera e opportunità

Il numero fornito, tradotto in percentuali, vuol dire che la crescita media annuale prevista per questo settore è del 40,3% grazie ad un fattore fondamentale: solo il 10% della superficie terrestre ha accesso a servizi di connettività e questo rende Internet satellitare il complemento ideale alle reti terrestri, cellulari e non cellulari a favore del numero crescente di applicazioni che invece richiedono un accesso alla rete costante e solido. Tar questi: l’agricoltura, i sistemi di tracciamento, il trasporto marittimo e intermodale, l’industria di esplorazione per il gas e il petrolio, servizi, costruzioni e agenzie governative.

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Chi cresce più di tutti

Per questo sono già attive e in via di rapida implementazione operatori di Internet satellitare e se ne contano altre due dozzine in arrivo e pronte a scommettere su questo mercato. La ricerca conta 44 operatori IoT che si affidano ai satelliti e le principali sono Iridium, Orbcomm, Inmarsat e Globalstar. La prima di queste ha incrementato il numero dei propri sottoscrittori del 21% lo scorso anno raggiugendo quota 1,3 milioni. Orbocomm è a quota 1,1 milioni tra i propri e quelli di Inmarsat, Globalstar è a 420 mila abbonati.

Gli operatori vincenti

Altri operatori recenti di alto profilo sono: Astrocast, AST SpaceMobile, CASC/CASIC, E-Space, Fleet Space Technologies, Hubble Network, Kepler Communications, Kineis, Ligado Networks, Lynk, Myriota, Omnispace, Skylo, Swarm Technologies (SpaceX) e Totum. Molti di questi si affidano a satelliti a basa orbita e altri li stanno integrando con infrastrutture di Terra. Tra questi: OQ Technology, AST SpaceMobile, Omnispace, Sateliot, Galaxy Space, Ligado Networks, Lynk, Skylo e Starlink (3GPP 4G/5G); EchoStar Mobile, Fossa Systems, Lacuna Space e Eutelsat (LoRaWAN); Hubble Network (Bluetooth) e Eutelsat (Sigfox).

Quelle ibride collaborazioni

“Le tecnologie terrestri cresceranno per importanza nei prossimi 5 anni e diventeranno comuni le collaborazioni tra operatori satellitari e di telefonia mobile che esplorano nuove opportunità di connettività ibride terrestri-satellitari come quella recente tra T-Mobile e SpaceX” ha affermato Johan Fagerberg, Principal Analyst della Berg Insight.

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