IL REPORT MCKINSEY

Space economy, la cooperazione è la chiave per sfruttare il potenziale

Realizzato per il World Economic Forum un paper con il contributo dei leader di 100 attori del settore. Cinque fattori e quattro scenari possibili per il futuro

09 Giu 2022

Nicola Desiderio

osservazione terra- space

Lo spazio sta vivendo un momento di vero e proprio rinascimento, ma per sfruttare tutto il potenziale della space economy, renderlo duraturo e metterlo davvero a disposizione dell’intera società e del proprio benessere occorrono cinque azioni fondamentali che possono influenzare la formazione di quattro scenari possibili.

Il World Economic Forum e i leader del settore

Sono queste, in soldoni, le conclusioni del rapporto “The role of space in driving sustainability, security, and development on Earth – Five actions that leaders can take to maximize the potential of the sector and its benefits for humanity” realizzato dalla McKinsey & Company in collaborazione con il World Economy Forum e raccogliendo il contributo da parte dei leader di circa 100 organizzazioni, tra aziende, investitori, agenzie ed enti che operano nella space economy.

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Previsioni diverse, ma sempre di crescita

Il rapporto di 46 pagine (si può scaricare qui) valuta attualmente in circa 350 miliardi di dollari il giro d’affari generato dal settore e identifica con chiarezza quali siano i campi già fortemente collegati allo spazio e quelli che lo potranno essere in futuro. Il rapporto mette anche a confronto le previsioni di importanti istituti evidenziandone le enormi differenze. Ad esempio, nel 2030 la United Lauch Alliance (Ula) prevede un fatturato complessivo di 950 miliardi, meno di quanto UBS veda nel 2040, mentre La Bank of America vede 1,4 trilioni alla fine di questo decennio e 2,7 già nel 2045, cifra che invece secondo Ula sarà raggiunta solo a metà di questo secolo.

Gli scenari e la matrice

Per il 2040 la Morgan Stanley parla di 1,1 trilioni, mentre è nettamente più ottimista la U.S. Chamber of Commerce: 1,5 trilioni. Una cosa è sicura: la space economy continuerà a crescere. Resta solo da vedere quanto e come. E proprio sul come, la McKinsey ha elaborato una matrice che descrive per la space economy quattro scenari in base al livello di collaborazione nella governance e al valore commerciale generato nello spazio. Il migliore dei mondi, anzi degli universi, possibili è sicuramente quello in cui lo spazio è accessibile, sicuro, ben regolamentato e costituisce un settore economico capace di sostenersi grazie al progresso tecnologico, alla collaborazione globale, alla disponibilità dei capitali e alla sana competizione.

Se la space economy diventa per pochi

Lo scenario peggiore è invece quello del potenziale non realizzato dove i fattori tecnici, regolamentari, economici e finanziari impediscono alla space economy di svilupparsi. È quello dove i costi sono troppo elevati, i finanziatori latitano, l’innovazione non viene alimentata e il problema dell’inquinamento spaziale è così esteso da scoraggiare la pianificazione di missioni e iniziative. Lo scenario del dominio dei titani è quello in cui in valore commerciale è elevato, ma la cooperazione è bassa. È quello in cui agiscono pochi attori e dominano l’individualismo e l’interesse privato facendo dello spazio un campo di battaglia nel quale i temi delle regole, dell’organizzazione politica e della sostenibilità sono messi al margine.

Quando si fanno errori, si torna indietro

Il quarto scenario è, al contrario del precedente, quello caratterizzato da un basso valore commerciale e da un massiccio intervento governativo che garantisce le regole, ma sono troppo strette per creare sviluppo. In questo quadro le tecnologie sono, come accadeva agli albori dello spazio, classificate e legate al predominio strategico dello spazio da parte delle nazioni, senza però che si crei un’economia aperta e i benefici delle innovazioni vadano a vantaggio della società. Potrebbe essere questo lo scenario frutto di disastri spaziali che porterebbero ad un drastico dietro-front sullo sfruttamento commerciale dello spazio.

Le cinque azioni fondamentali

Per fare dunque dello spazio un bene capace di creare benessere in modo esteso e duraturo ci vuole un apporto equilibrato di tutti i fattori. Il rapporto identifica cinque azioni fondamentali. La prima è creare e mettere in atto una governance effettiva dello spazio ove le nazioni, gli enti regolatori e gli attori commerciali collaborano creando e tutelando standard internazionali. È uno spazio nel quale contano la responsabilità e regole certe che definiscono l’accesso, la proprietà e i diritti di utilizzo delle risorse. La seconda è investire risorse e compiere sforzi nello sviluppo di tecnologie e capacità. Qui entrano in gioco i nuovi sistemi di propulsione, le tecnologie di lancio a basso costo, i sistemi robotici e ad intelligenza artificiale, la sicurezza dei dati, la miniaturizzazione e i vantaggi derivanti dalle economie di scala.

Governi, enti e aziende devono collaborare

La terza è incentivare la collaborazione tra nazioni, settori e industrie. Il rapporto cita, prima di tutto, i risultati conseguiti grazie alla cooperazione sulla Stazione Spaziale Internazionale (Iss), con tutti i benefici scientifici ed economici che si sono creati in molteplici settori. La quarta è incentivare una base industriale capace di auto sostenersi. Anche in questo caso la collaborazione tra i governi e l’emergere di nuove iniziative ad alto tenore di innovazione (start-up) è indispensabile per permettere a quest’ultime di sviluppare il loro business, inserirsi all’interno della catena del valore e andare sul mercato in modo efficace all’interno di un quadro di competizione leale e di formazione sempre adeguata ai tempi. La quinta ed ultima è sfruttare maggiormente il settore spaziale per sviluppare la sostenibilità e la sicurezza. Il riferimento è a tutto quello che lo spazio può fare per osservare la Terra e fornire i decisori di tutti gli strumenti per sviluppare politiche e verificarne gli effetti.

La parola fondamentale è: cooperazione

Il rapporto condensa il tutto in una sola parola: cooperazione. E afferma che “il futuro dello spazio è nella mani dell’umanità. Intraprendendo oggi le giuste azioni, potrebbero esserci benefici duratori da parte di un settore spaziale vivace e pacifico, che crea valore economico e accresce la sostenibilità, la sicurezza e la credibilità degli attori sulla Terra”.

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