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Politiche per lo Spazio, l’Europa punta a rafforzare l’autonomia tecnologica

Garantire la tenuta dei segnali satellitari, rafforzare la difesa dei sistemi informatici e ridurre la dipendenza da Paesi terzi. La Repubblica Ceca, alla presidenza di turno Ue, spinge sulla strategia continentale. Fondamentale il ruolo dell’Euspa

13 Lug 2022

Paolo Marelli

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Garantire l’autonomia dei segnali satellitari, vitali per i trasporti. Rafforzare la difesa dei sistemi informatici contro gli hacker. Ridurre la dipendenza tecnologica dell’Ue da Paesi terzi. Per la sicurezza e l’economia dell’Europa, lo Spazio giocherà un ruolo chiave in futuro. Soprattutto, adesso, con la guerra in Ucraina che sta innescando un’instabilità globale.

Dalla sua sede di Praga, l’Agenzia dell’Unione europea per il programma spaziale (Euspa) conferma che la Repubblica Ceca, assumendo dal 1° luglio la presidenza di turno del Consiglio dell’Ue, ha messo tra le priorità della sua agenda politica lo Spazio. E, dal canto suo, l’Euspa si dichiara pronta a fornire alla presidenza ceca e all’Ue tutto il proprio supporto tecnologico e di know-how per difendere le infrastrutture di cybersicurezza dell’Unione.

Autonomia europea, cuore del programma spaziale dell’Ue

Autonomia è la parola d’ordine del programma spaziale dell’Unione europea. Infatti prima del sistema Galileo, posizionamento e navigazione satellitare civile dipendevano dai segnali satellitari di altri Paesi. Con Galileo, invece, l’Europa ha un’alternativa affidabile, garantendo un servizio essenziale che spesso è dato per scontato.

Ma per rendersi conto della sua importanza, basti pensare cosa accadrebbe se i segnali Gnss (Global Navigation Satellite System) venissero improvvisamente disattivati. Autisti di camion e taxi, equipaggi di navi e aerei e, quindi, milioni di persone in tutto il mondo sarebbero improvvisamente senza bussola. Incapaci di orientarsi, si perderebbero. Inoltre, le attività finanziarie e di comunicazione, i servizi di pubblica utilità, le operazioni di sicurezza e umanitarie e i servizi di emergenza sarebbero tutti bloccati. Quindi, sistemi come Galileo aiutano a ridurre al minimo il rischio che ciò accada.

L’Euspa risponde alla sfida della sicurezza informatica

Dato che il numero di servizi e dispositivi di uso quotidiano che dipendono dai dati satellitari continua ad aumentare, con essi però cresce anche il rischio di attacchi informatici. Perciò, garantire riservatezza, integrità e disponibilità dei dati provenienti dai satelliti contro le minacce degli hacker è una sfida per l’Euspa in quanto l’Agenzia svolge anche il ruolo di guardiano della sicurezza dei segnali Gnss europei.

Costruire un programma spaziale dell’UE ancora più solido

Poiché lo Spazio gioca un ruolo sempre più importante nella sicurezza degli Stati membri e dell’Europa stessa, l’Ue sta sviluppando nuove iniziative in questo settore. Una di queste è il programma innovativo satellitare GovSatCom (quarto pilastro del programma spaziale dell’Ue) che “colma il divario tra la necessità di comunicazioni sicure e le capacità già offerte da Copernicus, Galileo ed Egnos”, spiega in una nota l’Euspa.

Essendo un programma incentrato sull’utente, GovSatCom trova numerose applicazioni nella gestione delle infrastrutture chiave di un Paese: protezione civile, sicurezza, difesa, aiuti umanitari, telemedicina, sorveglianza marittima. “Si tratta di un mezzo di comunicazione ben protetto contro interferenze, intercettazioni, intrusioni e altri rischi”.

Secure Connectivity Initiative per connessioni veloci e protette

A complemento di GovSatCom e del resto del programma spaziale dell’Ue, c’è la Secure Connectivity Initiative dell’Ue. “Questo nuovo asset è destinato a fornire servizi di comunicazione sicuri all’Ue e ai suoi Stati membri, oltre a offrire un nuovo livello di connettività per i cittadini europei, le aziende private e le autorità governative – sostiene ancora l’Euspa -. L’iniziativa costruirà un sistema spaziale e terrestre resiliente e ultra sicuro che porrà fine alle zone morte e offrirà banda larga ad alta velocità a tutti in Europa e persino ad alcune aree dell’Africa”.

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