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Space economy, Asas: “In Italia modello obsoleto”

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“Strutturale miopia di percezione strategica, mancanza di propensione al rischio di impresa e all’innovazione di processo”. L’associazione evidenzia le falle di un sistema basato sui fondi pubblici che non può più funzionare. “Molte aziende destinate a soccombere se non si cambia approccio”. E serve più attenzione allo sviluppo delle Pmi

Pubblicato il 07 Feb 2023

italia

L’industria spaziale italiana deve voltare pagina. A cominciare da un maggior sostegno delle Pmi. Un cambio di passo urgente. Perché la sfida è decisiva per lo sviluppo economico, tecnologico e scientifico del Paese e per la sua sicurezza. 

L’appello dell’Asas (l’associazione per i servizi, le applicazioni e le tecnologie Ict per lo Spazio nata nel 2004) è contenuto in un’analisi lunga 12 pagine (scarica qui il paper). Una proposta di indirizzo che non fa sconti in quanto evidenzia le falle di un sistema basato sui fondi pubblici che non può più funzionare.  

Un sistema da ripensare

Spiega il dossier dell’Asas: “Nell’ecosistema New Space che ha radicalmente stravolto la struttura della domanda e dell’offerta di prodotti e servizi spaziali nel mondo, molte delle grandi imprese tradizionali appaiono ancora legate a schemi obsoleti di visione e proposta industriale per connaturata e strutturale miopia di percezione strategica, mancanza di propensione al rischio di impresa così come all’innovazione di processo (salvo quella sussidiata dallo Stato) e di business, e non sono più in grado in via autonoma di adattarsi al nuovo ecosistema mondiale dello spazio: sono dunque destinate in ogni caso, anche a fronte delle richieste di sostanziose iniezioni di fondi pubblici, a soccombere alle dinamiche oggi prevalenti sui mercati internazionali. Sarà necessario, per il loro stesso bene, ripensare completamente il modello di procurement pubblico così come quello di sostegno pubblico per accompagnare l’ecosistema nazionale complessivo verso nuovi, più audaci e sfidanti obiettivi di sviluppo”. 

Space economy in continua crescita

I numeri del settore parlano chiaro: “La nuova economia spaziale – secondo lo studio dell’Asas – sta crescendo a ritmi del 7% l’anno nell’ultimo decennio a livello globale, per un giro complessivo di affari di 469 miliardi di dollari nel 2022”. Ecco perché “la Space-faring Economy sta diventando il motore dell’economia mondiale”. E l’Italia? “La composizione del settore industriale spaziale in Italia vede in totale 143 imprese, per l’83% rappresentate da Pmi, inclusa una componente pari all’8% di start-up”. Con un corollario incoraggiante: “La percentuale di Pmi è in aumento rispetto alle precedenti rilevazioni, come anche quella delle start-up”. 

Pmi, anello debole

Rimane però il fatto che le Pmi di casa nostra sono il “segmento debole” su cui rischiano di gravare pesantemente “le ricadute della crisi pandemica e della crisi bellica in atto, per la connaturata fragilità derivante dalla maggior difficoltà, in Italia, di accesso al credito e al finanziamento privato”.

Serve una nuova politica industriale

Da qui l’invito dell’Asas, anzitutto alle istituzioni, perché accelerino sulla messa a punto “di specifici indirizzi di politica industriale spaziale più moderni e innovativi, che dovranno essere vincolanti per l’impiego dei fondi Pnrr a supporto, promozione, espansione, accompagnamento nella crescita e internazionalizzazione delle Pmi del settore spaziale nazionale”. 

E ancora: “Questa nuova visione di politica industriale dovrà trovare il coraggio di essere ‘pensata’ e ‘concepita’ anche attraverso la maturazione di una autonomia di analisi e di impostazione da parte dei soggetti pubblici detentori dell’azione, rispetto alla lista delle istanze dei gruppi e dei soggetti industriali, inclusi quelli a partecipazione pubblica, e soprattutto quelli ormai divenuti a capitale non italiano, che oggi sfilano nelle sedi politiche di settore, che pur hanno fatto la storia dello spazio nazionale”. 

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