IL GIRO D'AFFARI

Space economy, in Veneto il comparto vale 870 milioni

Faderico Zoppas, presidente delle Rete Innovativa Regionale Aerospaziale: “Abbiamo dato vita a un raggruppamento di eccellenze tra territorio, università e aziende per presentarci ai prime contrator. Il megatrend del settore è adesso”

04 Lug 2022
Rir Air veneto

“Il megatrend della space economy è adesso. La space economy muove oggi circa 450 miliardi di dollari di investimenti destinati a diventare un trilione di dollari nei prossimi anni. Dobbiamo essere a bordo adesso, in maniera strutturata e anche ambiziosa. Le competenze e i talenti che abbiamo possono essere attori fondamentali, ci giochiamo la sfida. Abbiamo raggruppato le eccellenze del nostro territorio in ambito aerospaziale, sia dal punto di vista accademico e che da quello industriale, per creare un raggruppamento più strutturato, un consorzio che potesse presentarsi ai prime contractor del settore”. Lo ha detto Federico Zoppas, presidente della neo nata Rete Innovativa Regionale Aerospaziale del Veneto (Rir-Air), prendendo parte all’evento “Il Veneto e la frontiera dello Spazio” che si è tenuto nei giorni scorsi alla Big Hall di H-Farm Campus di Roncade (TV), come tappa in Veneto del tour promosso dal Ctna, il Cluster Tecnologico Nazionale Aerospazio, per dare visibilità ai distretti tecnologici regionali che lo compongono.

Alla manifestazione hanno partecipato Francesco Calzavara, assessore alla Programmazione e al Bilancio della Regione Veneto, Roberto Marcato, assessore regionale allo Sviluppo Economico, Massimo Comparini, Ad di Thales Alenia Space Italia, Cristina Leone, presidente di Ctna, Luciano Gamberini, direttore del centro di ricerca Human Inspired Technologies – HIT Università di Padova – Univeneto.

Oggi Rir-Air può contare su 41 partner, tra i quali 30 piccole e medie imprese, cinque grandi imprese, quattro università, una fondazione e un centro di ricerca, per un totale di 4mila addetti diretti e un fatturato complessivo annuo che nel 2021 ha toccato gli 873 milioni di euro, con un +21,9% rispetto al 2020, di cui il 40% realizzato al di fuori dell’Europa.

“In Veneto non ci sono grandi prime contractor però c’è sicuramente un approccio all’internazionalizzazione molto forte e questo è sicuramente di grande stimolo per un settore come quello aerospaziale che si va a confrontare sempre alla frontiera della tecnologia – afferma Cristina Leone – Quello dell’aerospazio è il settore in Italia dove si investe di più in ricerca e sviluppo, circa il 13%. Quindi questa collaborazione tra imprese e università e il guardare ai mercati globali è sicuramente quello che potrà portarci a sviluppare questo settore in Italia, che è uno dei grandi paesi investitori nello spazio. Ritengo quindi che con il supporto delle istituzioni regionali e locali e con la grande opportunità del Pnrr e tutti i programmi che ci sono anche in ambito Esa, in ambito Nasa – con la missione che segnerà il ritorno dell’uomo anzi della donna che sarà la prima a scendere sulla Luna – ci saranno grandissime opportunità e quindi essere sulla frontiera della tecnologia permetterà sicuramente uno sviluppo importante in questa regione”.

“Il Veneto oggi presenta condizioni estremamente favorevoli per cogliere le nuove opportunità legate al settore spaziale che sta diventando una risorsa per lo sviluppo delle competitività delle imprese venete – puntualizza l’assessore Marcato – Tutto ciò sarà possibile soprattutto se riusciranno a mettersi in rete e se il sistema universitario sarà in grado di trasferire conoscenze e innovazione verso il nostro sistema economico. Lo spazio è molto più vicino di quello che pensiamo. E’ un mercato per chi vuole usare le tecnologie spaziali e i dati di derivazione spaziale per sviluppare nuove applicazioni e servizi”.

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