L'INTERVISTA

Space economy Institute, Ragusa: “Bisogna spingere sulle competenze manageriali”

Il Direttore del think tank accende i riflettori sulla necessità di andare oltre le skill tecnologiche per favorire lo sviluppo di un ecosistema nazionale votato al business. Da settembre su Spaceconomy360 la rubrica a cura dell’Istituto che si aggiunge a quella dell’Agenzia spaziale italiana

24 Lug 2023

Mila Fiordalisi

ragusa

La space economy è un settore dall’incredibile sviluppo e dalle prospettive enormi. L’Italia vanta una leadership indiscussa ma bisogna ampliare gli orizzonti del business per dare ulteriore spinta al comparto in termini di ecosistema e competenze”: Antonio Ragusa, Direttore dello Space economy Institute annuncia a Spaceconomy360 la roadmap e la missione dell’Istituto che punta a diventare un punto di riferimento a livello internazionale sul fronte del trasferimento di conoscenze, della formazione in chiave di space management, di networking e di “ponte” per la crescita internazionale di aziende e startup. L’Istituto a partire da settembre terrà inoltre una propria rubrica mensile su Spaceconomy360 che va ad aggiungersi a quella a cura dell’Agenzia spaziale italiana.

Direttore Ragusa, i riflettori sono puntati sulle competenze dunque.

Lo Space economy Institute è nato con l’obiettivo di contribuire a una diffusione della cultura della space econony sotto vari profili, dalla formazione al networking, dalle attività di ricerca a quelle accademico-scientifiche. C’è moltissimo sotto il profilo tecnico-scientifico e ingegneristico ma poco sulla dimensione manageriale e imprenditoriale. Ed è qui che vogliamo intervenire attivando tutta una serie di attività sul fronte formazione, consulenza e ricerca.

Partiamo dalla formazione

A ottobre inauguriamo il nostro primo Master annuale in Space economy: puntiamo a formare una ventina di profili. Si tratta di un master post laurea e selezioneremo laureati non necessariamente in materie tecniche ed economiche perché puntiamo a formare profili dalle competenze manageriali. Sarà tutto in inglese e in modalità da remoto e ci saranno anche docenti internazionali. E potremo contare sulla collaborazione di aziende che interverranno sia con le loro testimonianze e interventi, ma soprattutto formeranno gli studenti tenendo conto della possibilità di offrire stage e altre opportunità di lavoro. È già a bordo D-Orbit e stiamo finalizzando con altri importanti player di mercato. Il tema del placement e del talent recruiting è fondamentale per la nostra mission e per quella delle aziende che hanno bisogno di reperire sul mercato profili di alto livello. Vogliamo essere facilitatori e creare sinergie anche con le università per quegli studenti che hanno in progetto attività di ricerca e la realizzazione di paper. Al master ci saranno delle challenge sia di business sia orientate alla ricerca: l’obiettivo è portare gli studenti a sviluppare progetti da concretizzare in una fase successiva anche grazie al supporto delle aziende.

Passiamo alla consulenza: quali sono ad oggi le necessità del mercato?

Il mercato della Space economy sta diventando sempre più vasto e sono molte le necessità delle aziende: si va dalle modalità di accesso ai fondi disponibili, sia quelli nell’ambito del Pnrr sia di quelli europei ed extra-Ue, al supporto per lo sviluppo strategico del business, dai piani di marketing alle attività di raccordo istituzionale. E oltre alle aziende che già operano nel settore da tempo stanno crescendo a ritmo record le  startup che hanno senz’altro più criticità: hanno spesso team forti sotto il profilo tecnico ma hanno lacune sugli economics e sulla comunicazione e soprattutto sullo sviluppo strategico e la connessione con il mondo degli investitori. Poi c’è tutta la questione dell’integrazione e della sinergia con il mondo del digitale che è un territorio di lavoro e di sviluppo. Puntiamo a contribuire con momenti di networking per favorire la connessione che può creare opportunità di crescita e business. Stiamo già lavorando, ad esempio, a uno Space economy summit per l’autunno del 2024.

E sul fronte regolatorio? Ci sono questioni da affrontare?

Quello regolatorio è un grande filone di interesse: il framework legale è complesso a livello nazionale e internazionale. La dimensione legale e regolatoria sarà proprio uno dei nostri focus nell’ambito del Master e più in generale delle attività di formazione. Stiamo mettendo a punto dei moduli brevi proprio per affrontare questi specifici aspetti. Bisogna affrontare anche il tema della sostenibilità e della responsabilità sociale di impresa. Sul fronte ambientale ci sono le prime grandi questioni che sono venute alla luce come ad esempio quella degli space debris ma anche quella delle attività di space miming per l’estrazione di  minerali e materie prima e non ultima quella del turismo spaziale. Sono temi enormi su cui si sono dei nuclei regolatori ma c’è da ancora molto da fare affinché lo Spazio diventi sempre più terreno di incontro e non di scontro. Il modello virtuoso è quello della Stazione spaziale internazionale.

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