I RISULTATI

Space economy, l’Emilia-Romagna fa il pieno alla gara Asi

Cinque degli otto progetti vincitori della gara per le soluzioni tecnologiche destinate alla Stazione Spaziale Internazionale provengono da atenei e centri di ricerca della regione. Sul piatto 3,2 milioni

20 Gen 2022

Nicola Desiderio

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L’Emilia Romagna crede nella Space Economy e i risultati si vedono: 5 degli 8 progetti vincenti per il bando ‘Ricerche e dimostrazioni tecnologiche sulla Stazione Spaziale Internazionale (Iss)’ finanziato dall’Asi per 3,2 milioni di euro provengono da atenei e centri di ricerca della regione.

Due di questi progetti sono stati elaborati dall’Università di Bologna. Uno è Aphrodite, per analizzare i fluidi biologici dell’equipaggio e verificare eventuali alterazioni del sistema immunitario in assenza di gravità; l’altro è Spacespinning ed è realizzato in collaborazione con l’azienda Argotec per portare per la prima volta nello spazio una macchina da elettrofilatura che permetterà di fabbricare direttamente sulla Stazione Spaziale nanomateriali per applicazioni avanzate, in particolare per la rigenerazione dei tessuti biologici danneggiati e la cura delle ferite. Altri due progetti vengono sempre dal capoluogo, ma dall’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn). Il primo è Hype e ha l’obiettivo di aumentare la resistenza dei tessuti biologici in uno stato di ibernazione per ridurre la pericolosità delle radiazioni cosmiche, in particolare studiando la reazione di cellule della retina all’interno di un bioreattore progettato appositamente per la sperimentazione.

L’altra viene dal TTLab (Laboratorio di Trasferimento Tecnologico), si chiama Iris e prevede la realizzazione a terra e l’utilizzo in orbita di innovativi rivelatori di radiazione ionizzante, indossabili, ultraleggeri e in grado di trasmettere in tempo reale la dose di radiazione ricevuta personalmente da ogni membro dell’equipaggio impegnato in missioni spaziali. Il quinto progetto emiliano-romagnolo viene dall’Università di Ferrara, si chiama Drain Brain 2.0 ed è il successore dell’esperimento eseguito già nel 2015 da Samantha Cristoforetti con l’obiettivo di sviluppare un collarino dotato di sensori in grado di rilevare i segnali circolatori del cosiddetto “asse cuore-cervello” degli astronauti a bordo, consentendo di aumentare il periodo di permanenza nello spazio oltre i 6 mesi attuali e aprendo così la strada a viaggi più impegnativi come quelli su Marte. Tutti questi progetti saranno portati sulla Stazione Spaziale Internazionale per essere sperimentati tra 3 anni.

Tali risultati sono il frutto di una strategia voluta dalla Regione Emilia-Romagna la cui regia è stata affidata a Vincenzo Colla, l’assessore per lo Sviluppo Economico e Green Economy, Lavoro e Formazione. L’obiettivo è fare del comparto aerospaziale un asset fondamentale sviluppando una filiera integrata tra aziende e mondo della ricerca e valorizzando i tradizionali patrimoni della regione quali le Università e le piccole e medie imprese ad alto livello di tecnologia e specializzazione. Tra le iniziative istituzionali: la presenza di un gruppo di lavoro del Clust-ER regionale Mech dedicato esclusivamente ai temi dell’aeronautica e dell’aerospazio; la recente costituzione del Forum Strategico per la promozione della filiera regionale dell’aerospazio che si è riunito per la prima volta lo scorso 17 dicembre; la creazione di un presidio regionale a Houston, nel Texas per stabilire un legane diretto con il mondo aerospaziale americano e che è frutto di un accordo tra Emilia-Romagna e l’Aeronautica Militare per integrare il sistema regionale della ricerca e dell’innovazione con la filiera space economy.

“La filiera dell’aerospazio rappresenta per l’Emilia-Romagna un nuovo posizionamento strategico, non a caso abbiamo inserito questo settore nella nuova strategia di specializzazione intelligente e abbiamo istituito un Forum, che coordino personalmente, con l’obiettivo di fare analisi e progettazione di sistema e non perdere le occasioni di finanziamento sia nazionali, dal PNRR, che europee” ha commentato Vincenzo Colla. “L’ottimo risultato dei nostri Atenei premia l’alto livello e qualità di studio, ricerca e progettazione in questa regione – ha continuato l’assessore – che si somma alla forte specializzazione nel settore dell’aerospazio di alcuni gruppi industriali e istituti di ricerca, con una grande qualità che irradia tutta la filiera, dove spicca un patrimonio di piccole e medie imprese eccezionali. Sappiamo che la space economy sarà un settore di grande evoluzione futura e per questo abbiamo bisogno di guardarlo con occhi nuovi sia dal punto di vista tecnologico che delle opportunità sia commerciali che occupazionali, data la necessità di competenze di alta qualità”.

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