IL PROGETTO

Un veicolo robotico made in Italy per lo spazio più sostenibile

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Il consorzio guidato da Thales Alenia Space firma il contratto da 235 milioni con l’Agenzia Spaziale Italiana per una missione dimostrativa dedicata ai servizi in orbita. In campo Leonardo, Telespazio, Avio e D-Orbit

Pubblicato il 16 Mag 2023

Nicola Desiderio

In Orbit Servicing

Il primo veicolo dimostrativo di assistenza spaziale italiano sarà firmato da Thales Alenia Space, capofila di un raggruppamento temporaneo di imprese che comprende anche Leonardo, Telespazio, Avio e D-Orbit. Saranno dunque loro a realizzare il veicolo per la missione dimostrativa di In Orbit Servicing voluta dal Governo italiano e dall’Agenzia Spaziale Italiana (Asi).

Aprire la strada

La firma sul contratto tra le controparti è arrivata a meno di due mesi dopo l’aggiudicazione dell’appalto e prevede un valore complessivo di 235 milioni di euro finanziati con il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr). Per questa somma il consorzio si occuperà di progettare, sviluppare e qualificare un veicolo per la missione dimostrativa in orbita bassa di un veicolo che dovrà essere pronto nel 2026 e ha l’obiettivo di dare l’avvio in Italia di un nuovo filone della space economy.

Assistenza in orbita

Stiamo parlando dell’In Orbit Servicing, ovvero dei veicoli di appoggio orbitali e spaziali in grado di fornire assistenza a navicelle e satelliti sempre più numerosi intorno alla Terra. Il veicolo sarà interamente robotizzato e potrà effettuare rifornimenti, riparazioni, sostituzioni di componenti e di trainare i satelliti, sia per trasferirli su un’altra orbita sia per gestirne il rientro atmosferico in modo da togliere dalle orbite i relitti non più funzionanti e disintegrarli. L’obiettivo è rendere lo spazio più sicuro, pulito e sostenibile.

Lavoro di squadra

La missione italiana potrà contare su tutte le tecnologie e le competenze in possesso della nostra industria aerospaziale in collaborazione con enti di ricerca. Avio infatti si occuperà del modulo di supporto orbitale e di propulsione per gli stati orbitali. Telespazio avrà invece la responsabilità di sviluppare e validare il segmento di Terra insieme ad Altec. Il braccio robotico sarà invece un lavoro a otto mani: Leonardo in collaborazione con la Sab Aerospace, l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn) e l’Istituto Italiano di Tecnologia (Iit).

Satelliti non più usa-e-getta

Della partita sarà anche D-Orbit che gestirà tutte le attività relative alla piattaforma satellitare target, basata sulla piattaforma Ion (InOrbit NOW), sviluppata e già ampiamente utilizzata su più missioni e con più clienti, e sul sistema di rifornimento, che sarà sperimentato attraverso il trasferimento di un fluido dal satellite gestore al satellite target. Questa missione spingerà anche ad un nuovo approccio progettuale dei satelliti che, invece di essere pensati per essere ‘usa-e-getta’, saranno sviluppati per essere assistiti in orbita, allungando la loro vita operativa e diminuendo i costi.

Sintesi di esperienze diverse

Massimo Claudio Comparini definisce questo progetto “ambizioso per uno spazio sostenibile in linea con le esigenze del mercato spaziale emergente. Questa missione è la sintesi dell’esperienza e delle competenze di realtà da sempre protagoniste in progetti spaziali complessi – ha poi dichiarato l’amministratore delegato di Thales Alenia Space Italia – nonché delle nuove aziende spaziali emergenti caratterizzate da un approccio più agile. Il lavoro sinergico tra gli attori coinvolti permetterà di identificare lo spazio del futuro promuovendo una tecnologia tutta italiana al servizio dello sviluppo dell’economia spaziale del nostro paese”.

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