AL VERTICE

Agenzia Spaziale Italiana, Turco Bulgherini e Basini nel cda

Il Comitato Interministeriale per le politiche relative allo Spazio, presieduto dal ministro Urso, approva le nomine ad integrazione del board. Ecco chi sono gli esperti

20 Gen 2023

F. Me

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Due nuovi membri nel cda dell’Agenzia Spaziale Italiana. Il Comitato Interministeriale per le politiche relative allo Spazio e alla ricerca aerospaziale (Comint), presieduto dal ministro per le Imprese Adolfo Urso, ha approvato le nomine ad integrazione dell’attuale board di Asi.

Si tratta di Elda Turco Bulgherini ordinario di diritto di navigazione dell’Università di Roma Tor Vergata e di Giuseppe Basini, astrofisico e fisico nucleare con esperienza di oltre trent’anni in organismi di ricerca italiani e internazionali.

Con l’occasione il ministro Urso ha riferito ai colleghi presenti gli esiti della conferenza ministeriale dell’agenzia spaziale europea (Esa) svoltasi a Parigi nel novembre scorso, risultata un successo per i programmi scientifici e i ritorni industriali per il nostro Paese.

Chi è Elda Turco Bulgherini

Elda Turco Bulgherini dal 1994 è professore ordinario di diritto della navigazione nella Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Roma “Tor Vergata”.
Dal 1996 è docente di Diritto della navigazione presso l’Accademia della Guardia di Finanza a Roma, dal 1995 è presidente dell’Associazione Italiana di Diritto Marittimo (Comitato Romano) al Comité Maritime International.

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È iscritta all’Albo degli Avvocati del Consiglio dell’Ordine di Roma dal 1972.
Componente del Collegio dell’Agenzia Nazionale per la Sicurezza del Volo (istituita con d. lgs. 25.2.1999, n. 66), designata con Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 16.3.2005. Rinnovo avvenuto con Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 7.4.2011 (2011-2016).
Nel marzo 2006 è stata eletta presidente dell’Associazione Italiana di Diritto della Navigazione e dei Trasporti.

Dirige e collabora a varie ricerche del Ministero dell’Università e della Ricerca Scientifica e dell’Università di Roma “Tor Vergata”.
Autore di due monografie e di oltre settanta articoli scientifici in diritto della navigazione marittima, aerea e dei trasporti.

Ha compiuto studi comparatistici frequentando appositi corsi di studio in Università estere ed è membro di numerose organizzazioni di diritto internazionale e comparato.
Socia fondatrice di Anima, “Associazione per il sociale nei valori d’impresa”, nata nel 2001 e promossa dall’Unione degli Industriali e delle Imprese di Roma.

Chi è Giuseppe Basini

Dopo la laurea in fisica nucleare, conseguita all’università di Roma, ha ricoperto incarichi di ricerca in vari paesi (Stati Uniti, Francia, Germania, Svizzera) per molte istituzioni scientifiche (Nasa, Cea, Cern) percorrendo i gradi della carriera accademica fino al rango di dirigente di ricerca dell’Istituto nazionale di fisica nucleare (Infn).

Nel marzo 2010 è stato invitato per la sua teoria Open Quantum Relativity ad assumere la posizione di guest professor presso il Cern di Ginevra. Ha inoltre ricoperto, in qualità di esperto indicato dal Ministero degli Esteri, l’incarico di membro della Commissione Sostituzione Materiali della Comunità economica europea, per lo studio della possibilità economica di sostituzione dei materiali rari o in via d’esaurimento. Attualmente ha al suo attivo oltre 290 pubblicazioni scientifiche, essenzialmente su riviste specializzate.

La sua attività si è concentrata dapprima nel campo della fisica subnucleare sperimentale con esperimenti al Cern e a Desy (Amburgo), partecipando agli esperimenti Mass, MassSat, WiZard condotti tramite palloni aerostatici e apparati stratosferici, precursori di successivi esperimenti sulla stazione spaziale e su satelliti, tra cui Pamela.

In seguito, in collaborazione con Salvatore Capozziello, la sua attività scientifica si è indirizzata nel settore della fisica teorica, segnatamente nel filone dei tentativi di unificazione fra teoria della relatività e meccanica quantistica. La proposta teorica da loro avanzata, nata da una soluzione da loro individuata del paradosso Einstein-Podolsky-Rosen, è la prima a dimostrare matematicamente la possibilità di due frecce del tempo in un modo coerente con la meccanica quantistica e la relatività, ed è nota negli ambienti accademici internazionali come Open Quantum Relativity.

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