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Spazio e biomedicina: nuove opportunità per le cure neuroriabilitative

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Esiste un circolo virtuoso che lega le problematiche mediche dei pazienti dei nostri ospedali agli studi effettuati in orbita. Se ne è discusso all’università di Tor Vergata durante “Future sight: una visione del futuro”. L’intervento di Francesco Lacquaniti, docente a Tor Vergata e direttore del laboratorio di Fisiologia neuromotoria dell’Ircss Fondazione Santa Lucia

Pubblicato il 03 Nov 2022

Francesco Lacquaniti, Professore ordinario di Fisiologia Università di Roma Tor Vergata Direttore del Laboratorio di Fisiologia neuromotoria, IRCSS Fondazione Santa Lucia, Roma

fisiologia neuromotoria

In occasione del quarantennale, la Università di Roma Tor Vergata ha organizzato una serie di eventi mediatici dedicati a Future Sight, una Visione del Futuro. Ha avuto particolare rilievo anche sui quotidiani nazionali la Tavola Rotonda “Biomedicina spaziale: passato, presente, futuro” organizzata da Francesco Lacquaniti, professore ordinario alla Facoltà di Medicina di Tor Vergata e Direttore del Laboratorio di Fisiologia neuromotoria presso l’IRCSS Fondazione Santa Lucia e da Myrka Zago, professore ordinario a Ingegneria e Direttore del Centro di Biomedicina spaziale della Università di Roma Tor Vergata.

Gli ospiti erano Barbara Negri, dirigente tecnologo e responsabile dell’Unità Volo Umana e Sperimentazione scientifica della Agenzia Spaziale Italiana, Loredana Santo, direttore del Dipartimento di Ingegneria Industriale e coordinatore del centro Space Sustainability della Università di Tor Vergata, Roberto Bottinelli, direttore del Dipartimento di Medicina Molecolare della Facoltà di Medicina e Chirurgia della Università di Pavia.

Nel corso della tavola rotonda Lacquaniti, Zago e Bottinelli hanno discusso i più importanti risultati della ricerca biomedica spaziale scaturiti dal lavoro dei ricercatori di Tor Vergata, Pavia e altri centri Italiani. E’ stato dato particolare rilievo alle recenti scoperte sugli effetti della assenza di peso sul sistema nervoso e su quello muscoloscheletrico. I risultati sono stati ottenuti su diversi astronauti, tra cui gli Italiani Paolo Nespoli, Roberto Vittori e Samantha Cristoforetti, nel corso di missioni sulla Stazione Spaziale Internazionale, ma anche mediante simulazioni a terra di condizioni micro- e ipogravitarie.

Sono anche stati illustrati nuovi protocolli di addestramento in preparazione di missioni di lunga durata. Grande interesse hanno suscitato le applicazioni mediche e riabilitative scaturite dai risultati della ricerca spaziale. E’ stato sottolineato come esista un circolo virtuoso che lega le problematiche mediche dei pazienti dei nostri ospedali alla ricerca biomedica spaziale. Ad esempio protocolli di derivazione spaziale trovano ora applicazione nelle terapie neuroriabilitative quotidiane in uso presso l’IRCSS Fondazione Santa Lucia.

Barbara Negi ha presentato un quadro dei programmi biomedici più recenti promossi dall’Asi e condotti sulla Stazione Spaziale Internazionale. Ha sottolineato come la Stazione rappresenti un laboratorio unico di sperimentazione scientifica, con la possibilità di verificare ipotesi mediche impossibili da valutare sulla Terra e di mettere a punto contromisure efficaci sia per gli astronauti che per i pazienti.

Ha poi illustrato il programma Artemis con la previsione di far orbitare 4 astronauti intorno alla Luna tra 1 anno e l’allunaggio di 2 astronauti tra un paio di anni. La circonstanza che Artemis 3 porterà la prima donna sulla Luna ha innescato un dibattito sulla diversa reattività di uomini e donne alle condizioni estreme delle missioni spaziali.

Infine Loredana Santo ha discusso le problematiche legate alla sostenibilità delle missioni umane spaziali ed in particolare quelle legate agli insediamenti permanenti sulla Luna previsti come sviluppo futuro del programma Artemis. La sostenibilità coinvolge tutti gli aspetti della sopravvivenza ed il benessere degli astronauti, dalla fornitura di ossigeno, acqua, energia elettrica, riscaldamento, cibo, farmaci sino al disegno architettonico e l’ergonomia degli ambienti di vita e lavoro.

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