LO STUDIO

Toi-1807 b, il giovane esopianeta sul quale un anno dura 13 ore

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Un team internazionale dell’Inaf e dell’Università di Padova ha firmato un articolo su uno dei pochi pianeti che ha una rivoluzione inferiore ad un giorno identificandone anche massa, dimensioni e composizione grazie ai dati del telescopio Tess della Nasa e a quelli dell’italiano Galileo che si trova alle isole Canarie

Pubblicato il 28 Giu 2022

Nicola Desiderio

Toi-1807 b

Un esopianeta così vicino al suo sole che un anno dura solo 13 ore. Si chiama Toi-1807 b, ruota intorno alla stella Bd+39 2643 ed è l’oggetto della ricerca svolta da un gruppo internazionale guidato dai ricercatori dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf) e dell’Università degli Studi di Padova i cui risultati saranno pubblicati tra poco sulla rivista Astronomy & Astrophysics in un articolo dal titolo ‘The GAPS Programme at TNG. XXXVII. A precise density measurement of the young ultra-short period planet TOI-1807 b’ che ha, come primo di 40 autori, Domenico Nardiello dell’Inaf di Padova.

Scoperta americana, studio Made in Italy

Toi-1807b è stato scoperto nel 2020 dal telescopio Tess (Transiting Exoplanet Survey Satellite) della Nasa e, grazie ai dati dello spettrografo Harps-N installato sul Telescopio Nazionale Galileo che si trova alle isole Canarie, gli studiosi sono riusciti ad enucleare parecchie caratteristiche del più giovane esopianeta finora osservato, un giovincello di appena 300 milioni di anni contro quelli di oltre un miliardo di anni finora osservati, del quale sono state calcolate con precisione sia il raggio sia la massa, ma anche la distanza dalla sua stella che è appena un centesimo di quella Terra-Sole e un trentesimo di quella tra Sole e Mercurio, il primo pianeta del nostro sistema. Questa caratteristica ha fatto pensare che l’atmosfera primordiale di idrogeno ed elio, tipica dei pianeti molto giovani, potrebbe essere già essere spazzata via tramite fotoevaporazione facendo emergere il nucleo roccioso, fenomeno che solitamente avviene in circa 100 milioni di anni e la presenza di un’atmosfera estesa.

(Quasi) come la Terra

Il team di ricercatori è riuscito a scoprire che Toi-1870b non ha un’atmosfera estesa, ha un raggio 1,5 volte quello terrestre, una massa 2,5 volte quella del nostro pianeta e infine ha densità rocciosa con un nucleo ferroso per il 25%. Tale accuratezza è stata permessa combinando i dati Tess e di Harps-N, raccogliendo quasi 170 diversi spettri in 2 anni (terrestri) di osservazioni e possono essere assunti con una tolleranza del 15%. “Il pianeta – spiega Domenico Nardiello, assegnista di ricerca presso l’Inaf di Padova – è interessante per una serie di aspetti: è il più giovane Usp (Ultra short period planet, ndr) mai osservato finora, con un’età di appena 300 milioni di anni, e ha una densità simil terrestre. Inoltre grazie ai dati Tess e soprattutto grazie ai dati Harps-N abbiamo calcolato con estrema precisione sia il raggio del pianeta che la massa”.

Capire come nascono i pianeti e la vita

“Abbiamo utilizzato tecniche all’avanguardia sviluppate negli ultimi anni per separare il segnale relativo all’attività stellare dal segnale del pianeta. Senza l’utilizzo di queste tecniche – racconta il co-autore Luca Malavolta, del Dipartimento di Fisica e Astronomia “Galileo Galilei” dell’Università di Padova – è praticamente impossibile identificare il pianeta, poiché il suo segnale è estremamente debole. Fino a qualche anno fa non potevamo minimamente immaginare che potessero esistere pianeti così vicini alla propria stella ospite. Oggi, grazie al progredire della tecnologia, non solo siamo in grado di identificarli, bensì anche di conoscere con estrema precisione la loro età, tutte le caratteristiche fisiche, se hanno o meno un’atmosfera e come questa si sia evoluta nel tempo. Ciò favorirà molto la comprensione di come i pianeti (inclusa la Terra) si siano formati e quali condizioni permettano la nascita della vita”.

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