IL PROGETTO

Satelliti per mappare il rischio inondazioni, Enea presenta il servizio dedicato

La piattaforma abbina modelli ad alta risoluzione, tecnologie spaziali e rilievi sul campo in grado di individuare le aree costiere a rischio per il cambiamento climatico. Ecco come funziona

31 Lug 2023

Paolo Marelli

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Mappare le aree costiere a rischio inondazione per il cambiamento climatico. È questo l’obiettivo del nuovo servizio dell’Enea che abbina modelli ad alta risoluzione, tecnologie satellitari e rilievi sul campo.

Il nuovo servizio climatico è stato messo a punto da un team di ricercatori composto da climatologi, esperti Gis, oceanografi e geologi ed è stato presentato al XXI Congresso International Union for Quaternary Research (Inqua), una delle più importanti conferenze internazionali sulle scienze del Quaternario che si è svolta di recente a Roma.

Ad oggi, sono state completate le mappe di Follonica-Piombino e Marina Di Campo in Toscana, Fertilia-Alghero in Sardegna e Parco Nazionale del Circeo (Latina-Sabaudia) nel Lazio, mentre sono in via di definizione quelle dei litorali della Spezia, Roma, Napoli, Brindisi, Taranto e Cagliari.

Come cambia il territorio

Il nuovo servizio di mappatura intende fornire alle amministrazioni nazionali e locali le tendenze evolutive del territorio, in modo da pianificare le strategie di adattamento al cambiamento climatico.

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“I risultati dei nostri studi hanno dimostrato che entro la fine del secolo, i beni maggiormente esposti al rischio di inondazione sono le zone umide, le aree di retrospiaggia e retroduna e alcune infrastrutture marittime”, sottolinea Sergio Cappucci del Laboratorio Enea di Tecnologie per la dinamica delle strutture e la prevenzione del rischio sismico e idrogeologico.

Come funziona il servizio

Nello specifico, l’approccio innovativo si compone di tre fasi: nella prima, grazie all’utilizzo dei modelli digitali del terreno di alcune delle piattaforme nazionali ed europee (come il Portale Cartografico Nazionale per i modelli digitali e il programma Copernicus per i movimenti verticali della superficie terrestre), vengono individuate le aree costiere che nei prossimi decenni saranno più vulnerabili alle variazioni del livello del mare. La seconda fase riguarda la valutazione approfondita delle categorie di beni più esposte alle inondazioni.

“Grazie alla disponibilità di Modelli Digitali Terrestri (Dtm) del periodo 2008-2012 con dati ad altissima risoluzione per quasi tutto il territorio nazionale (da 5x5m fino a 1x1m), siamo in grado di effettuare analisi preliminari su vaste porzioni di territorio, in tempi relativamente brevi”, spiegano Gaia Righini e Lorenzo Moretti della divisione Enea di modelli e tecnologie per la riduzione degli impatti antropici e dei rischi naturali.

Condivisione dei dati

“Nelle proiezioni di aumento del livello del mare dell’Ipcc mancano i dettagli regionali che sono fondamentali per lo studio di un’area così ‘speciale’ come quella del Mediterraneo”, evidenzia Roberto Iacono, del Laboratorio Enea di modellistica climatica: “In questo contesto la messa a punto del nuovo approccio consente di valorizzare gli sforzi che la comunità scientifica ed europea stanno facendo per condividere piattaforme di dati e informazioni ambientali e per realizzare un servizio climatico open access ad alta risoluzione, con scenari sempre più affidabili e realistici, al fine di valutare gli impatti futuri del cambiamento climatico e pianificare opportune strategie di prevenzione e adattamento”.

I rilievi sul campo

La terza fase consiste nei rilievi sul campo. Misure, campionamenti, datazioni e rilievi geologici consentono, infatti, di migliorare la qualità dei dati e dei modelli digitali della superficie terrestre, ma anche di individuare le diverse componenti che contribuiscono agli scenari indicati nelle mappe di inondazione e che i satelliti non sono ancora in grado di rilevare singolarmente, vale a dire tettonica, subsidenza, carico e compattazione dei sedimenti litosferici, aggiustamento glaciale e variazioni delle falde acquifere conseguenti allo sfruttamento delle risorse idriche.

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