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ChatGpt “spaziale”: la Nasa studia un’interfaccia ad hoc

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La piattaforma di intelligenza artificiale servirà agli astronauti per ottenere consigli su esperimenti e manovre interfacciandosi con robot che esplorano pianeti distanti. La ricercatrice Suzuki: “Non è fantascienza”

Pubblicato il 28 Giu 2023

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La Nasa sta mettendo a punto una piattaforma di artificial intelligence per gli astronauti in stile ChatGpt. Lo rivela il quotidiano “The Guardian”, adombrando l’ipotesi che presto possa diventare realtà lo scenario del film “2001: Odissea nello spazio”, in cui il supercomputer Hal 9000 dialoga con gli astronauti a bordo della nave spaziale Discovery. 

Future missioni spaziali

Secondo il giornale inglese, infatti, la Nasa sta sviluppando un proprio software sulle orme di ChatGpt che potrebbe consentire agli astronauti di parlare con i loro veicoli spaziali e ai controllori di una missione di conversare con robot dotati di intelligenza artificiale che esplorano pianeti distanti. In particolare, potrebbe assistere gli astronauti a bordo della prevista stazione spaziale Lunar Orbital Platform-Gateway, che rientra nel programma Artemis della Nasa e servirà da scalo per le missioni con equipaggio sulla Luna e testerà le tecnologie per le future missioni con equipaggio su Marte.

Comunicazioni interplanetarie

“L’idea è di arrivare ad un punto in cui abbiamo interazioni conversazionali con i veicoli spaziali e loro ci parlano di allarmi e scoperte interessanti che vedono nel sistema solare e oltre. Non è più fantascienza”, spiega Larissa Suzuki, ricercatrice alla Nasa. 

Parlando ad un incontro sulla comunicazione spaziale di nuova generazione presso l’Institute of Electrical and Electronics Engineers di Londra, Suzuki ha delineato una rete di comunicazioni interplanetarie con intelligenza artificiale integrata per rilevare, e possibilmente correggere, anomalie e inefficienze non appena si verificano. 

Un aiuto per gli astronauti

“Non possiamo inviare un ingegnere nello spazio ogni volta che un veicolo spaziale va offline o il suo software si rompe in qualche modo”, ha aggiunto. Il sistema avrebbe anche un’interfaccia in linguaggio naturale che consentirebbe agli astronauti e al controllo della missione di parlarsi piuttosto che dover setacciare ingombranti manuali tecnici per informazioni rilevanti, gli astronauti potrebbero chiedere consigli su esperimenti spaziali o su come eseguire delle manovre.

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