SPAZIO

Climate change, Esa in campo per il monitoraggio via satellite

L’agenzia Spaziale Europea impegnata a tenere sotto controllo i cambiamenti sulla Terra attraverso i satelliti Sentinel e Copernicus, oltre che con una serie di programmi in partenza, che riguardano anche la green economy e la connettività 5G e 6G

15 Dic 2021

Nicola Desiderio

flex-esa-leonardo-161107145252.jpg

Lo spazio ci dice molto sul cambiamento climatico ed è strumento indispensabile per avere dati utili agli scienziati, ma soprattutto ai decisori politici ed economici per operare le corrette valutazioni orientate e raggiungere gli obiettivi fissati a livello internazionale, primo fra tutti contenere l’aumento della temperatura del pianeta entro 1,5 °C. Ulteriore dimostrazione di questa convinzione, ormai unanimemente accettata, c’è stata al Cop26 di Glasgow nel corso del quale l’Agenzia Spaziale Europea ha mostrato tutto quello che è sarà possibile osservare in tema di cambiamenti climatici grazie ai satelliti già in orbita e alle missioni che seguiranno nei prossimi anni.

A tale scopo l’Esa ha inviato a Glasgow alcuni dei suoi scienziati tra cui Michaela Egglin, impegnata nella Climate Change Initiative, un programma indirizzato espressamente alla raccolta di dati che sono connessi ai cambiamenti climatici come l’innalzamento dei mari, il recesso dei ghiacciai, il livello di emissioni nell’atmosfera e la deforestazione. I dati sul clima sono consultabili attraverso l’app gratuita Climate from Space con immagini che provengono direttamente dai satelliti Sentinel e quelli che fanno parte del sistema Copernico.

Al momento i satelliti che fanno parte di tale sistema sono sei. Il Chime (Copernicus Hyperspectral Imaging Mission) che fornisce dati iperspettrali. Il Cimr (Copernicus Imagign Microwave Radiometer) compie scansioni coniche a microonde in multifrequenza che forniscono dati utili sulla temperatura dei mari. Co2m (Copernicus Anthropgenic Carbon Dioxide Monitoring) misura l’anidride carbonica derivante dall’attività umana attraverso l’analisi dei raggi infrarossi. Cristal (Copernicus Polar Ice and Snow Topography Altimeter) misura lo spessore dei ghiacci sui mari e delle nevi oltre che dei ghiacciai sulle montagne. Lstm (Copernicus Land Surface Temperature Monitoring) fornisce dati sulla teperatura della superficie terrestre. Infine il Rose-L (Copernicus L-band Synthetic Aperture Radar) sfrutta le onde lunghe per penetrare attraverso la vegetazione e le nevi così da fornire elementi sul grado di umidità del terreno.

In aggiunta, l’Esa lancerà molti altri satelliti nel prossimo futuro tra cui la missione britannica Truth incaricata di raccogliere dati sulle radiazioni solari che entrano nell’atmosfera e arrivano fino alla superficie terrestre venendo in parte riflesse. Truth sarà in grado di misurarle in modo esatto fornendo anche un riferimento per la calibrazione degli altri satelliti. L’Esa ha inoltre mostrato l’utilità delle risorse fornite dal proprio sistema di satelliti anche per lo sviluppare della green economy e di come la connettività 5G e 6G possa fornire un contributo essenziale per la mobilità con mezzi a guida autonoma e per le smart city.

@RIPRODUZIONE RISERVATA