SUPREMAZIA SPAZIALE

Cina, nel 2024 parte il cantiere per comunicare con la Luna e gli altri pianeti

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La costruzione della costellazione sarà completata nel 2030, quando Pechino manderà il suo primo uomo sulla Luna e sarà già operativa la International Lunar Research Station, punto di partenza verso l’esplorazione di Marte e Venere

Pubblicato il 02 Mag 2023

Nicola Desiderio

satellite

La Cina costruirà una costellazione satellitare per le comunicazioni tra le Terra e la Luna e gli altri pianeti entro il 2030. La notizia arriva dall’agenzia di stampa di stato Xinhua che cita Wu Yanhua, il responsabile del progetto cinese per l’esplorazione dello spazio profondo.

Un ponte di gazze ladre

Il sistema si chiamerà Queqiao-2 che vuol dire letteralmente “ponte di gazze ladre” dal nome di un antico mito cinese. Il primo atto sarà il lancio di un primo satellite previsto per il 2024, in modo da supportare le comunicazioni tra la terra e le missioni senza equipaggio previste da qui fino al 2030, quando la Cina prevede di inviare il primo cinese sul suolo selenico e l’intera costellazione sarà operativa.

Il programma lunare

Nel 2020 la Cina ha già lanciato la Chang’e-5 che ha raccolto campioni di materiali sulla Luna. Proprio il 2024 vedrà il lancio della missione Chang’e-6, incaricata di raccogliere anch’essa campioni, ma sul lato oscuro e più distate della Luna. Seguirà la Chang’e-7 del 2026 che esplorerà le risorse lunari sul Polo Sud della Luna con l’obiettivo di sostenere la permanenza dell’uomo sul suolo lunare in vista della costruzione della llrs.

La stazione con Russia e Venezuela

La sigla sta per International Lunar Research Station, ovvero la stazione lunare la cui costruzione inizierà nel 2028 con l’arrivo della missione Chang’e-8. Vi parteciperanno anche la Russia e il Venezuela, ma si tratterà solo di moduli, gestiti ed assemblati da robot utilizzando eventualmente materie prime reperite direttamente sulla Luna. Anche questo rappresenta uno dei grandi obbietti del programma spaziale cinese.

Verso Marte e Venere

I primi astronauti cinesi arriveranno sull’astro d’argento entro il 2030, data nella quale la Queqiao-2 sarà pronta e lo sguardo di Pechino si rivolgerà verso gli altri pianeti. A questo punto la costellazione per comunicazioni spaziale, portata a compimento, potrà servire anche per il controllo e le interazioni tra la base lunare, lo spazio profondo e gli altri pianeti tra i quali – per ammissione dello stesso Wu – Marte e Venere.

Il dominio dello spazio

Se dunque, come è noto, la Cina punta ad essere una delle potenze lunari del pianeta insieme a Usa, il Canada, l’Unione Europea, il Giappone e l’India, la vera superiorità per gli anni successivi potrebbe invece essere misurata attraverso la presenza oltre i confini delineati dall’orbita che la Luna descrive intorno alla Terra. È sarebbe in ogni caso un risultato incredibile per una nazione che ha toccato il suolo selenico per la prima volta solo nel 2013.

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