SCENARI

In orbita arte e cinema: lo Spazio nuova frontiera della creatività

Molti i progetti destinati a cambiare il modo di vivere l’intrattenimento e la cultura. Via a Space Entertainment Enterprise, azienda che realizzerà un set. Lamborghini lancia gli Nft spaziali per fuire di opere digitali. E la Cina ha in cantiere una piccola Luna dove testare innovative tecnologie

25 Gen 2022

Nicola Desiderio

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Dall’arte al cinema: lo Spazio diventa protagonista. Sono molti i progetti “in orbita” che sono destinati il nostro modo di vivere l’intrettenimento e la cultura. Un esempio è la neo-nata  azienda, la Space Entertainment Enterprise (See), che realizzerà moduli pressurizzati in orbita terrestre bassa. Le See è a tutti gli effetti uno studio di produzione britannico, fondato dai produttori Elena e Dmitry Lesnevsky.

L’idea alla base del progetto dei Lesnevky è quella di progettare un elemento pressurizzato gonfiabile, di forma sferica, interamente dedicato alla produzione di film e video nello spazio: praticamente un set cinematografico in orbita.

Il modulo sarà costruito direttamente da Axiom Space e poi si aggancerà al primo modulo della Axiom Space Station: il primo elemento della stazione è già in via di realizzazione a Torino “per mano” di Thales Alenia Space.

A dicembre del 2024, invece, See prevede di lanciare anche il suo elemento gonfiabile, che quindi arriverà nello spazio prima dei moduli successivi della stazione di Axiom.

Gli Nft spaziali di Lamborghini

Un viaggio di andata e ritorno dal reale al digitale attraverso l’arte e lo spazio. Grazie ad una chiave molto speciale, la Lamborghini Space Key che funge da Nft (non-fungible token). Il progetto denominato Nft Space Time Memory, realizzato con Nft Pro, è di Lamborghini, famoso costruttore di auto supersportive con sede a Sant’Agata Bolognese (BO) che ha lanciato, la sua prima iniziativa che riguarda gli Nft e ha a che fare con la Stazione Spaziale Internazionale (Iss).

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Lamborghini infatti nel 2019 ha partecipato ad un progetto di sperimentazione presso la Iss che ha riguardato la fibra di carbonio, materiale composito ultraleggero e resistente che la casa emiliana utilizza per le proprie automobili dagli anni ’80 e che in passato ha sviluppato anche insieme a specialisti del settore aerospaziale come Boeing. Dal materiale inviato nello spazio sono stati ricavati 5 piccoli frammenti con i quali sono stati realizzati altrettanti Space Key che recano su un lato il codice QR. Ognuno di essi funge da Nft e rimanda ad un’opera digitale a tema spaziale realizzata dall’artista tedesco Fabian Oefner. Pertanto, per arrivare a godere dell’opera, bisognerà passare dai 5 Space Key che saranno messi all’asta. Per farlo sarà necessario seguire un iter di registrazione che sarà rivelato nei prossimi giorni, così come la natura dell’opera d’arte digitale, la casa d’aste, la data e l’ora dell’asta stessa.

“Siamo un’azienda leader per quanto riguarda i materiali compositi in fibra di carbonio nel settore automobilistico – ha dichiarato Stephan Winkelmann, presidente e ceo di Automobili Lamborghini – quindi due anni e mezzo fa siamo andati oltre partecipando al progetto di ricerca comune nello spazio. Ora, con l’ingresso nel metaverso, abbiamo sentito il richiamo del mondo degli NFT e siamo entusiasti di far parte di questa community davvero appassionata e innovativa”. “Quando ho dato forma a questo progetto – racconta invece Fabian Oefner – ciò che mi interessava era esplorare l’affascinante crocevia tra reale e digitale, aspetto che si ritrova su due fronti: da una parte l’auto e le sue componenti, fisiche e reali, si trasformano in una realtà digitale, l’immagine di un istante mai esistito; dall’altra la fibra di carbonio, concreta e tangibile, funge da chiave d’accesso per l’esperienza digitale dell’opera d’arte. In entrambi i casi si ha una metamorfosi da reale a digitale”.

La piccola Luna della Cina

La Cina costruisce una piccola Luna, una struttura in grado di simulare le sue caratteristiche – una vera e propria porzione di Luna artificiale – simile in tutto e per tutto a quella originale. Si tratterà infatti di una camera a vuoto di 60 cm di diametro circa, che utilizzerà potenti campi magnetici per simulare la bassa gravità del nostro satellite naturale; la superficie al suo interno sarà riempita di rocce e polvere, e sarà di fatto il primo “simulatore di Luna” al mondo con queste caratteristiche.

La tecnologia utilizzata consentirà di mantenere bassa la gravità per tutto il tempo necessario e si rivelerà utile per il test prolungato di strumenti e tecnologie, che potranno essere provate a dovere prima di essere inviate realmente nello spazio.

Con questo progetto Pechini intende studiare a fondo a fondo le caratteristiche del nostro satellite naturale e testare nuove tecnologie in visat dello sbarco a cui sta lavorando.

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