L’Agenzia spaziale europea (Esa) accelera sul fronte meteorologico. Il MetOp‑Sg‑B1, secondo satellite della nuova generazione MetOp, è entrato nei test di compatibilità elettromagnetica (Emc), passaggio fondamentale prima del lancio previsto nel 2026.
I test si svolgono nei laboratori Airbus di Tolosa, in una camera anecoica, schermata dalle onde esterne. Qui gli ingegneri verificano che tutti i sistemi – computer di bordo, sensori e trasmettitori – possano funzionare senza interferenze. “È come mettere il satellite in una gabbia di Faraday”, spiegano i tecnici Esa.
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Nuovi strumenti a bordo
A bordo ci saranno strumenti all’avanguardia: uno scatterometro per vento e umidità del suolo, un radio-occultatore per profilare l’atmosfera, un radiometro a microonde per precipitazioni e ghiaccio marino, un rilevatore di cristalli di ghiaccio nelle nubi e il sistema Argos‑4 per raccogliere dati da boe e palloni meteorologici.
Durante i test, ogni dispositivo viene monitorato per ridurre al minimo il “rumore” elettromagnetico. In caso di interferenze, si ricorre a schermature mirate per proteggere la precisione degli strumenti.
Il programma MetOp Second Generation, sviluppato da Esa ed Eumetsat, prevede sei satelliti in tre coppie A‑B. Garantiranno osservazioni continue da orbita polare per oltre vent’anni. Il primo satellite, MetOp‑Sg‑A1, lanciato ad agosto 2025, ha già inviato i primi dati, confermando le aspettative.
Previsioni meteo migliori
Quando sarà operativo, il B1 completerà la copertura globale, migliorando i modelli di previsione. Le informazioni serviranno per allerta maltempo, monitoraggio climatico e controllo dell’inquinamento, con benefici diretti per cittadini e economia europea.
Con i test Emc quasi conclusi, l’Europa si prepara a consolidare la propria leadership nel monitoraggio meteorologico, offrendo dati più accurati e tempestivi per proteggere il territorio e la popolazione.






