SPACE ECONOMY

Boeing, contratto da 329 milioni per supportare la rete Gps

L’appalto decennale riguarda il riposizionamento dei satelliti della generazione 2F, lanciati in orbita dal 2010 al 2016

22 Dic 2021

Nicola Desiderio

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La Boeing si è assicurata una commessa del valore di 329 milioni di dollari per supportare le operazioni del sistema di posizionamento satellitare Gps (Global Positioning System) nei prossimi 10 anni. Il contratto, che scadrà il 20 dicembre 2031, si riferisce ai satelliti della generazione 2F, costruiti dalla stessa Boeing e lanciati in orbita dal 2010 al 2016 per rimpiazzare quelli di generazione 2A mandati in orbita tra il 1990 e 1997.

Il contratto non riguarda dunque i satelliti Gps della nuova generazione 3 che invece sono costruiti dalla Lockeed Martin. Il programma per questi ultimi è iniziato nel dicembre 2018 ed è composto da 32 satelliti, dei quali 5 sono in orbita. Allo stesso tempo, la commessa accordata alla Boeing vuol dire che i satelliti 2F rimarranno al loro posto per almeno un altro decennio, superando dunque largamente i 12 anni previsti in sede di progetto, come spesso accade a satelliti nati sia per scopi commerciali sia militari.

Attualmente il sistema Gps è composto da 31 satelliti in tutto. Di questi, una dozzina sono di ultima generazione, 7 sono di generazione 2R-M lanciati tra il 2005 e il 2009, 7 sono 2R (1997-2004, anch’essi costruiti dalla Lockeed) e, come già detto, 5 sono dell’ultima generazione 3A (ultimo lancio 17 giugno 2021) e progettati per durare 15 anni. Al momento, ne sono pianificati altri 22 della generazione 3F. Dunque alcuni satelliti del sistema Gps hanno sicuramente più di un quarto di secolo. Non sono stati forniti dettagli sulle attività di supporto che Boeing fornirà, ma è probabile si tratti di manutenzione, sostituzione o recupero dei satelliti più anziani.

Il Gps è nato nel 1973 per sostituire il Transit e, come quello che lo ha preceduto, è un sistema nato per utilizzi militari, ma è stato aperto nel 1991 al mondo civile crescendo a dismisura e diventando, di fatto, uno strumento di utilizzo quotidiano, partendo dagli aerei di linea e dalle imbarcazioni per arrivare sulle plance delle autovetture e oggi disponibile con un click sui nostri smartphone, tablet o altri device sui quali è accoppiato ad applicazioni che oramai fanno parte del nostro costume. Il posizionamento satellitare è inoltre elemento fondamentale per i veicoli a guida autonoma, dai droni fino alle moderne autovetture dotate di sistemi di assistenza alla guida sempre più sofisticati

Il Gps non è l’unico sistema di posizionamento satellitare attivo sia per scopi militari sia civili. Dal 1981 è infatti attivo il russo (prima sovietico) Glonass (Global Navigation Satellite System), dal 2000 è operativo il cinese BeiDou e l’India ha l’IRNSS, ma non è globale mentre l’Unione Europea ha dal 2011 il sistema Galileo composto attualmente da 24 satelliti.

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