LA PREVISIONE

Internet via satellite, il 2022 sarà l’anno della svolta?

Secondo l’Economist Intelligence Unit le reti a bassa orbita e a ridotta latenza saranno al centro delle strategie anti digital divide. Riflettori su Starlink di SpaceX e su OneWeb di Airtel

30 Dic 2021

Nicola Desiderio

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Il 2022 potrebbe essere l’anno della connettività via satellite. Lo afferma il rapporto “Technology and telecoms in 2022” realizzato dalla Economist Intelligence Unit (Eiu) che indica nelle reti satellitari a bassa orbita e a ridotta latenza uno dei fattori decisivi per risolvere il cosiddetto “digital divide” creato dall’impossibilità di portare la rete Internet – e ancor più a banda larga – in aree geograficamente svantaggiate come quelle rurali.

Alla base di tale mancanza ci sono non solo fattori fisici, ma anche economici. Secondo la Eiu le nuove reti satellitari rappresentano tuttavia il futuro non solo per i suddetti motivi, ma anche perché funzionano in tutte le condizioni metereologiche e dunque possono risultare decisive in caso di disastri naturali, situazioni purtroppo sempre più frequenti e nelle quali l’efficienza nelle comunicazioni gioca un ruolo fondamentale. L’Eiu cita in particolare la Starlink di SpaceX e la OneWeb di Airtel che si preparano a mettere in orbita nel 2022 quasi 2.000 microsatelliti destinati ad integrare costellazioni già esistenti e a rendere finalmente operative le proprie reti.

Starlink partirà a offrire i propri servizi dall’India, oggetto di interesse anche di OneWeb che partirà però dalla zona artica includendo l’Alaska e la parte meridionale del Canada. Secondo Eiu, molte nazioni in via di sviluppo, dotate di un’economia ancora rurale e infrastrutture deboli se non inesistenti, abbracceranno Internet satellitare per risolvere in modo radicale il problema delle telecomunicazioni interne, anche se all’inizio il costo relativamente elevato ne rallenterà la diffusione. Un altro ostacolo invece potrebbe venire dalla complessa quanto stratificata legislazione che gli operatori dovranno soddisfare per andare incontro alle esigenze dei diversi paesi, in particolare per tutelare la propria sicurezza.

Il rapporto punta la lente anche sul 5G, che nel 2022 sarà lanciato in altri 16 dei 60 principali mercati delle telecomunicazioni. Tra questi ci sono: Russia, Turchia, Messico, Egitto, Polonia, India e Sudafrica. In ogni caso, la pandemia sta rallentando la digitalizzazione mentre gli utenti di Internet cresceranno ancora: da 3,208 miliardi a 3,308 miliardi dei quali 1,148 cablati (+42 milioni). Altro fattore fondamentale sarà la crescente interconnessione tra tecnologia e geopolitica poiché il confronto tra stati si svolgerà sempre di più attraverso la comunicazione e dunque maggiori risorse saranno dedicate alla cyberscurity.

Secondo l’Eiu infine, continuerà per tutto il 2022 la carenza dei semiconduttori e questo alimenterà tensioni geopolitiche portando anche a scelte industriali drastiche come la chiusura di alcuni stabilimenti. In questo quadro, la Cina diventerà sempre più protezionista, cercando di controllare tutti i segmenti delle catene del valore, mentre Stati Uniti e Unione Europea si contenderanno la presenza, tramite sussidi, delle aziende e assisteremo al cosiddetto “onshoring”, ovvero alla “rilocalizzazione” delle imprese e delle filiere, fenomeno che sta interessando prima di tutto proprio i semiconduttori.

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