Tlc satellitari, Saturn Satellite Networks prepara il lancio di Sbn-1

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L’operatore di Melbourne, in Florida ha reperito tutti e 500 i milioni di dollari necessari per il sistema a banda larga composto da sei satelliti. Tra i finanziatori la Emp Structured Assets, un società di Difesa e la Export-Import Bank of the United States

Pubblicato il 23 Dic 2022

Nicola Desiderio

Saturn Satellite Network

La Saturn Satellite Networks è pronta a dare il via al programma Space BroadbandNetworks-1 (Sbn-1) grazie a nuovi finanziatori disposti a mettere sul piatto i 500 milioni previsti per il progetto che prevede la messa in orbita di sei piccoli satelliti a banda larga geostazionari nel 2025.

CesiumAstro tra i fornitori

L’annuncio è contenuto in un comunicato nel quale la CesiumAstro di Austin, nello stato americano del Texas, afferma di avere trovato un accordo con la stessa Saturn per la fornitura delle antenne dei satelliti la cui costruzione e integrazione dovrebbe iniziare tra l’inizio del 2023 e l’inizio del 2024. Tra i finanziatori c’è la tedesca Emp Structured Assets e un ancora ignoto attore americano.

Un investitore, un mistero e una banca

Interpellato direttamente da spacenews.com, il presidente della Saturn, Kevin Reyes, ha affermato che il nome di questa azienda, che ha committenti nel mondo della Difesa statunitense, sarà rivelato presto e di avere già in mano una lettera di impegno da parte della Export-Import Bank of the United States per coprire l’altra metà degli investimenti previsti entro il primo quarto del 2023.

Commesse per oltre un miliardo

Secondi lo stesso comunicato, la Saturn si sarebbe assicurata commesse per oltre un miliardo di dollari da parte di altri operatori satellitari e utilizzatori, attraverso contratti commerciali di utilizzo in leasing, parziale o totale. Reyes stesso ha detto di avere firmato una lettera di intenti con un operatore di primaria importanza per lanciare tutti e sei i satelliti nella seconda metà del 2025.

Un progetto per ri-lanciarsi

Grazie al progetto Sbn-1, la Saturn conta di rimettersi in sesto dopo le fasi travagliate degli anni scorsi. Il punto di forza della nuova costellazione è la piattaforma Intelligent Space Node, dotata di raggi di trasmissione configurabili e capace di adattarsi ad ogni esigenza di clienti, siano essi operatori di telecomunicazioni o satellitari che hanno bisogno di banda aggiuntiva per garantire la qualità e l’ubicazione dei loro servizi.

I punti forti di Intelligent Space Node

Gli altri punti forti sono la compattezza e la massa di 650 kg, meno dell’ordine delle migliaia di altri satelliti di pari dimensioni. L’altro vantaggio è la sua efficienza: ha infatti bisogno di soli 7 kW di potenza per funzionare e anche l’antenna, capace di fornire un’ampiezza di banda pari a 120 gigabit/s è molto più piccola, economica ed efficiente rispetto ad altre capaci di garantire prestazioni analoghe.

Altre tre costellazioni in attesa

Con la Sbn-1, la Saturn allargherà il proprio portafoglio che comprende anche la piattaforma NationSat, sviluppata insieme alla NuvaWorks in California, e la MiniGeoSat per orbite non geostazionarie. Tutte e due attualmente non hanno clienti e non sono ancora operative, ma Reyes assicura che per esse ha un accordo con una società statunitense per lanciarle nella seconda metà del 2024. La stessa missione includerà un dimostratore di Curvanet, altra costellazione a banda larga realizzata dalla consociata Curvalux.

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