IL CASO

Starlink fuori controllo: un satellite alla deriva genera detriti in orbita



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Un satellite della costellazione di SpaceX ha perso il controllo in orbita bassa, rilasciando detriti nello Spazio. Il rientro è atteso nelle prossime settimane, senza rischi immediati per la Stazione spaziale. Ma l’episodio riaccende l’allarme sulla sicurezza orbitale e sulla governance delle megacostellazioni private

Pubblicato il 20 dic 2025



starlink – musk – SpaceX 3

Un satellite di Starlink, la megacostellazione di SpaceX per la connessione Internet globale, è finito fuori controllo in orbita terrestre bassa, producendo detriti monitorati dai sistemi di sorveglianza spaziale. L’anomalia, confermata dalla stessa azienda statunitense di proprietà di Elon Musk, ha portato alla perdita di comunicazione con il veicolo e alla dispersione di frammenti di piccole dimensioni dopo un rilascio non previsto di propellente.

Il satellite si trovava a circa 400 chilometri di quota. Secondo le valutazioni delle agenzie di monitoraggio, la struttura principale è rimasta in gran parte integra ma sta ruotando senza possibilità di manovra. Il rientro in atmosfera è atteso nelle prossime settimane e dovrebbe avvenire in modo naturale, con la distruzione del veicolo, senza pericoli per la Stazione spaziale internazionale (Iss) né per il suo equipaggio.

Guasto raro

SpaceX ha parlato di un “guasto raro”, spiegando che sono in corso analisi tecniche per individuare le cause dell’incidente. L’azienda sottolinea che i suoi satelliti sono progettati per disintegrarsi completamente durante il rientro e che i detriti generati non rappresentano una minaccia immediata. Tuttavia, l’episodio si inserisce in un contesto sempre più critico per la sicurezza dello Spazio circumterrestre.

Starlink conta ormai migliaia di satelliti attivi ed è la più grande costellazione mai realizzata. Nei soli primi mesi dell’anno, i satelliti della rete hanno effettuato decine di migliaia di manovre automatiche per evitare possibili collisioni con altri oggetti in orbita. Un numero che fotografa la crescente congestione dello spazio a bassa quota, dove operano anche satelliti scientifici, militari e commerciali di numerosi Paesi.

Regole più stringenti

Il rischio sistemico è noto: l’aumento dei detriti può innescare una reazione a catena di collisioni, compromettendo l’accesso sicuro allo Spazio. Per questo l’episodio Starlink ha riacceso il dibattito politico sulla necessità di regole più stringenti e di un coordinamento internazionale più efficace tra operatori privati e autorità pubbliche. Al momento, la gestione del traffico orbitale resta affidata a sistemi nazionali e a intese volontarie, giudicate da molti esperti insufficienti rispetto alla scala del fenomeno.

Segnale d’allarme

L’incidente non cambia nell’immediato le operazioni in orbita, ma rappresenta un segnale d’allarme. Con il lancio previsto di nuove megacostellazioni nei prossimi anni, la questione della sicurezza spaziale è destinata a diventare sempre più centrale nelle agende politiche e diplomatiche. La deriva di un singolo satellite, oggi sotto controllo, anticipa una sfida che riguarda l’intero sistema orbitale globale.

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