STRATEGIE

Starship, il razzo “multitasking” pilastro dei piani spaziali di Elon Musk

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Il progetto prevede lo sviluppo di un vettore di grande potenza riutilizzabile più volte in modo da abbattere drasticamente i costi di lancio. Ampio il campo di impiego: dalle missioni lunari e interplanetarie fino al lancio in orbita di satelliti della rete Starlink

Pubblicato il 30 Dic 2021

Nicola Desiderio

Il progetto Starship è cruciale per SpaceX, non solo per portare l’uomo su Marte o creare il cosiddetto turismo spaziale, ma anche per tutte le altre attività che la società di Hawthorne sta portando avanti, prima fra tutte StarLink con la quale l’azienda di Elon Musk punta a mettere in orbita 12mila microsatelliti per la creazione di una rete globale capace di portare Internet in ogni punto della Terra.

Il magnate sudafricano di nascita, ma in possesso anche di passaporto statunitense e canadese, ha dichiarato al Wall Street Journal che Starship lo assorbe mentalmente come nessun’altra singola iniziativa che fa parte del suo ricco e vario bouquet di imprese. Tra queste ci sono, come è noto, Tesla per le automobili elettriche, Tesla Energy per i pannelli fotovoltaici e altre ancora come Hyperloop (treni iperveloci che viaggiano in condotti sottovuoto) e OpenAI per lo studio dell’intelligenza artificiale.

Starship infatti prevede lo sviluppo di un razzo di grande potenza riutilizzabile più volte in modo da poter abbattere drasticamente i costi di lancio. Il suo campo di impiego riguarda non solo le missioni lunari e interplanetarie, ma anche il lancio in orbita di satelliti, in particolare quelli della rete Starlink che rappresenta l’altra grande sfida che SpaceX sta portando avanti, ma che in prospettiva costituiscono anche le principali fonti di reddito per la più grande società privata di attività aerospaziali al mondo.

Grazie ai nuovi razzi Starship, SpaceX mira a mandare in orbita un numero di satelliti ancora maggiore permesso dagli attuali Falcon 9 dando dunque l’impulso decisivo al progetto StarLink. L’ostacolo sarebbe rappresentato dal ritardo con il quale sta procedendo lo sviluppo dei motori Raptor. Secondo un’email interna inviata dallo stesso Musk, il ritardo dei Raptor potrebbe portare addirittura alla bancarotta SpaceX insieme alla debolezza finanziaria della prima fase di Starlink, mentre la seconda fase avrebbe fondamenta economiche più solide, con ogni probabilità proprio grazie all’utilizzo dei nuovi vettori Starship/Super Heavy.

Le sorti dei due progetti dunque si incrociano e Musk avrebbe voluto che Starship potesse fare la prima missione sperimentale dalla base di Boca Chica, nello stato del Texas, già nei primi mesi del 2022 per avviare così la fase operativa vero e propria entro la fine dell’anno. Per riuscirvi, avrebbe dovuto ricevere la licenza di lancio dalla Federal Aviation Administration entro il 31 dicembre 2021, ma l’ente governativo statunitense ha fatto sapere che l’iter ha bisogno di altro tempo per passare da Draft Programmatic Environmental Assessment (Pea) e Final Pea e ha preso tempo fino al 28 febbraio 2022. Dunque i tempi si allungano.

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