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Esa Bic Turin, sette startup a bordo del programma 2023

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Dalle piattaforme stratosferiche per l’osservazione della Terra alle innovative tute per gli astronauti, dai droni per l’esplorazione lunare alle soluzioni IoT e di data analytics per migliorare la sostenibilità ambientale: contributo zero-equity per 50mila euro, consulenza e networking per le new entry

Pubblicato il 14 Feb 2023

Nicola Desiderio

Esa Bic Turin

Esa Bic Turin accoglie al suo interno sette nuove start-up italiane ed esse sono: DBSpace, Evolunar, Nabu, Orbital Outpost Italy, Rea Space, SpaceMotionery e Stratobotic. Sale così a 15 il numero totale delle giovani aziende entrate a far parte ufficialmente del programma di incubazione partito nel 2022, coordinato dall’Agenzia Spaziale Europea e gestito da I3P, l’Incubatore di Imprese Innovative del Politecnico di Torino e della Fondazione Links.

Dentro la rete europea

L’Esa Bic Turin ESA BIC Turin fa parte degli Esa Business Incubation Centre, la più grande rete di incubatori europei per startup attive nel settore spaziale, e al suo coordinamento partecipa anche l’Agenzia Spaziale Italiana (Asi). Supportano il progetto la Regione Piemonte, erogatrice di una parte dei contributi alle startup, la Camera di commercio di Torino e la Fondazione Compagnia di San Paolo che fornisce gli strumenti di investimento specifici.

Settore vivace ed attraente

“La numerosità e la qualità dei progetti imprenditoriali supportati da Esa Bic Turin nel primo anno di attività confermano la vivacità e l’attrattività del nostro territorio per il comparto aerospaziale. La ricerca e i progetti sui fondi Pnrr gestiti dal nostro Ateneo in ambito aerospaziale potranno ulteriormente alimentare nei prossimi anni le attività del centro di incubazione Esa Bic Turin” ha dichiarato il rettore del Politecnico di Torino, Guido Saracco, commentando i nuovi ingressi che propongono interessanti soluzioni spaziali.

DBSpace, pompe elettriche spaziali

La genovese DBSpace propone una pompa elettrica avanzata per motori a propellente liquido e ibrido: questo sottosistema semplificato è privo di turbina ed è basato su un gruppo motore elettrico. I punti di forza della soluzione sono la riduzione dei costi, la possibilità di essere riutilizzata più volte, l’affidabilità e la flessibilità di missione. Il suo modello di business è quello dell’Haas (Hardware-as-a-Service).

Evolunar e i suoi droni lunari

La Evolunar è uno scorporo del Politecnico di Torino che vuole sviluppare droni per l’esplorazione di siti lunari difficili da raggiungere come lava tube, crateri e zone perennemente in ombra. Il Lunadrone pesa 15 kg, è a guida autonoma ed è compatibile sia con lander lunari più piccoli sia con vari tipi di strumentazione di bordo. La sua modularità e flessibilità permette di adattarsi a diverse tipologie di missione senza riprogettare la struttura di base e abbassando i costi.

Nabu, IoT per la sostenibilità

Nabu va incontro ad uno dei campi più interessanti del momento per la space economy ovvero lo sviluppo di soluzioni IoT (Internet of Things) e di analisi dei dati satellitari per migliorare la sostenibilità e l’efficienza di sistemi gestione dell’energia e dell’acqua, a favore dell’ambiente e dell’agricoltura. I sistemi di irrigazione in agricoltura sono responsabili del 70% del consumo idrico nel mondo e la loro ottimizzazione ha un ruolo cruciale.

Orbital Outpost Italy per le risorse

Orbital Outpost Italy mira a diventare un fornitore di risorse critiche nello spazio, come idrogeno e ossigeno pressurizzati, acqua, calore ed energia. Sta sviluppando sistemi altamente efficienti per l’estrazione di risorse in situ dalla Luna, principalmente acqua ed energia solare. Anche questo è un settore emergente nel momento in cui tutte le agenzie spaziali stanno rilanciando l’esplorazione lunare e preparano lo sbarco dell’uomo sugli altri pianeti.

Rea Space, tute spaziali avanzate

La Rea Space, con sede ad Acquaviva delle Fonti (Ba) è un’azienda specializzata nella progettazione e nello sviluppo di abbigliamento e strumenti di sicurezza nello spazio per permettere agli astronauti di affrontare i viaggi spaziali in microgravità e sulla Luna. Il prodotto principale è una tuta spaziale intraveicolare (Iva) dotata di Emsi, un sistema di stimolazione muscolare elettrica che interagisce con i muscoli posturali, e sensori di diverso tipo (Sharc, mems e visivi per QR code). È realizzata con un tessuto elastico brevettato.

SpaceMotionery, strumenti di collaudo

SpaceMotionery è un altro spin-off del Politecnico di Torino. Propone una famiglia di apparecchiature di prova per consentire il collaudo di micro e nano-satelliti e per la formazione tecnica nell’ambito spaziale. Due le soluzioni in via di sviluppo: un sistema a basso costo in grado di simulare gli effetti della luce solare; un banco di prova per la verifica e il test in modalità dinamica e black-box dei sistemi di determinazione dell’assetto e di controllo dei CubeSat.

Stratobotic e i suoi Haps

Stratobotic ha la missione di fornire servizi di telecomunicazione, Osservazione della Terra e trasporto di strumenti in quota attraverso piattaforme stratosferiche Haps (High-Altitude Pseudo-Satellite). Ha sviluppato un prodotto denominato CubeHAPS che opera a 20 chilometri di quota dalla superficie della Terra e da lì offre servizi simili a quelli offerti dai satelliti, ma con una flessibilità e costi di hardware e di lancio nettamente inferiori a quelli necessari per un vettore missilistico.

Ci sono 50mila euro e non solo

Le nuove start-up, così come quelle già a bordo di Esa Bic Turin, riceveranno un contributo finanziario zero-equity pari a 50.000 euro, destinato sia allo sviluppo del prodotto al centro del loro business plan a: gestione della proprietà intellettuale, servizi di consulenza imprenditoriale e legale, supporto tecnologico, assistenza nelle operazioni di raccolta capitali e accesso a un’ampia rete di partner, siano esse corporate, fondi di investimento o enti di ricerca.

Prossima scadenza: 6 marzo

La selezione di start-up non si ferma qui: continuerà anche quest’anno e la prossima scadenza per l’invio delle candidature è lunedì 6 marzo 2023. Sul sito web www.esabic-turin.it sono disponibili tutte le informazioni e i materiali per proporre il proprio progetto imprenditoriale innovativo. Sul portale è inoltre possibile reperire segnalazioni, strumenti utili, bandi in corso ed eventi di settore interessanti per tutti coloro che sognano di lanciare la loro nuova impresa e di mandarla nello spazio.

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