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Ungheria pronta a inviare un astronauta con volo privato sulla Iss

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Il contratto è stato firmato a luglio tra il governo di Budapest e la Axion Space. Sul piatto 100 milioni, più del contributo messo dal paese nel bilancio Esa

Pubblicato il 28 Nov 2022

Nicola Desiderio

Péter Szijjártó

L’Ungheria si prepara a mandare un proprio astronauta entro due anni sulla Stazione Spaziale Internazionale attraverso un accordo con la Axiom Space. Lo ha dichiarato il ministro degli esteri del paese magiaro, Péter Szijjártó (nella foto), lo scorso 22 novembre in occasione della riunione tra i ministri competenti per lo Spazio dei rispettivi paesi membri dell’Esa.

Contratto con Axiom Space

La riunione, che ha visto la delibera del budget definitivo dell’Ente Spaziale Europeo per i prossimi tre anni, ha avuto numerosi incontri ed eventi a margine tra cui quello con il quale il rappresentante del governo di Budapest ha confermato l’accordo siglato con la società statunitense nel luglio scorso dando qualche ulteriore dettaglio sul programma denominato Hunor (Hungarian to Orbit).

Una poltrona per otto

L’accordo prevede che un astronauta ungherese trascorra 30 giorni sulla Iss nel 2024 o all’inizio del 2025 portando in orbita 12 dispositivi e compiendo otto esperimenti, tutti facenti capo rigorosamente ad aziende ed enti di ricerca ungheresi. Per questo ruolo sono state ricevute 244 domande, delle quali 39 da parte di donne. Dagli 8 candidati prescelti, entro l’anno quattro saranno ammessi all’addestramento e la scelta definitiva avverrà due mesi prima della missione.

Il terzo ungherese, il primo “privato”

L’annuncio ha fatto sensazione, non soltanto perché sarebbe la prima volta per un astronauta ungherese su una missione privata – il primo in assoluto è stato Bertalan Farkas con la navicella Soyuz 36 il 26 maggio 1980 mentre il secondo Charles Simonyi è stato il secondo sulla Soyuz TMA-10 per la Iss il 27 aprile 2007 – ma perché la missione costerà 100 milioni di euro e sarà compiuta al di fuori dei programmi dell’Esa.

Meno all’Esa, più a se stessi

Dunque, mentre l’Agenzia Spaziale presentava i suoi 17 nuovi astronauti, l’Ungheria annunciava di voler spendere in un programma autonomo più di quanto messo sul bilancio dell’Esa: 87 milioni di euro, meno dei 97 versati tre anni prima. Una mossa che conferma come le politiche spaziali siano la cartina di tornasole delle strategie politiche e quelle ungheresi, come è noto, sono sempre più lontane dall’Europa.

Dopo Arabia Saudita e Turchia

Da par suo Axiom sembra avere la fila da parte di clienti privati e governativi, tra questi anche la Turchia per un suo astronauta e l’Arabia Saudita per due astronauti destinati a salire sulla missione Ax-2 prevista per la primavera del 2024 mentre l’uomo di Ankara prenderà parte ad un missione successiva. L’astronauta ungherese potrebbe viaggiare con quest’ultimo o, in ogni caso, con una missione successiva.

Il commento di Josef Aschbacher

Lapidario il commento del diretto generale dell’Esa, Josef Aschbacher: “Questa è una scelta dell’Ungheria perciò non commento quanto stabilito tra un paese e una compagnia privata. Personalmente, preferirei avere quest’astronauta volare all’interno del contesto Esa – ha concluso il numero uno dell’Agenzia Spaziale Europea – ma questa è ovviamente una scelta di ogni singolo paese”.

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