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Smartphone satellitari, Google punta su Android 14

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In un tweet Hiroshi Lockheimer, senior vice president per le piattaforme e gli ecosistemi, lascia intendere la prossima mossa. Anche Apple sta lavorando per abilitare la connettività via sat sulla futura generazione di telefonini

Pubblicato il 06 Set 2022

Nicola Desiderio

Hiroshi Lockeimer

Android 14 potrebbe essere compatibile con le comunicazioni satellitari. Lo lascia capire in un tweet dello scorso 1 settembre Hiroshi Lockheimer (in foto), senior vice president per le Piattaforme e gli Ecosistemi di Google.

Il tweet del dirigente di Google

“Mi fa impazzire il pensiero che i telefoni possano collegarsi ai satelliti. Quando abbiamo lanciato il G1 nel 2008 lo abbiamo tirato per i capelli per farlo funzionare con il 3G + WiFi. Ora stiamo progettando i satelliti. Forte! Sono eccitato nel supportare i nostri partner nel permettere che tutto questo sarà sulla prossima versione di Android!” ha scritto Lockheimer lanciando un esca appetitosa e quanto mai opportuna.

Il primo passo verso il cielo

Il tweet del dirigente di Mountain View è infatti la risposta alle voci che vorrebbero il prossimo iPhone 14 già pronto per le comunicazioni satellitari, anche se per un numero assai limitato di servizi come l’invio di messaggi in caso di emergenza. Apple sarebbe in grado di farlo grazie ad un accordo con Globalstar la quale ha già ordinato 17 nuovi satelliti per 327 milioni di dollari opzionandone altri 9. Secondo voci insistenti, dietro l’operazione ci sarebbe proprio la Apple che avrebbe anche anticipato tutte le spese di acquisto e dello studio di fattibilità per giocare d’anticipo sul suo principale concorrente.

Domani l’iPhone 14, in aprile Android

Secondo alcuni esperti, l’iPhone 13 avrebbe già l’hardware necessario per collegarsi ai satelliti, ma questa funzionalità potrebbe essere annunciata ufficialmente in occasione del lancio del nuovo iPhone, previsto per domani 7 settembre, che avrebbe così nel collegamento satellitare il punto di forza per trovare la massima eco a livello globale aprendo una nuova era nella telefonia mobile. Da parte sua, Google ha appena lanciato il suo Android 13 e una versione beta del prossimo 14, prevista per aprile 2023, potrebbe dare la possibilità agli smartphone di collegarsi ai satelliti.

Reti ibride e nuovi dispositivi

Ovviamente non si sa quale sarà il livello di connettività e di servizi, fermo restando che per la nuova funzione è assai probabile che sia necessaria una nuova generazione di dispositivi per i quali, evidentemente, tutti i più famosi specialisti stanno già lavorando. Nel frattempo molti sono alle prese con la realizzazione di reti ibride, capaci cioè di integrare le infrastrutture terrestri con quelle satellitari in modo ad offrire agli utenti servizi voce e dati senza soluzione di continuità.

Tutti al lavoro per lo stesso obiettivo

È dei giorni scorsi l’accordo tra SpaceX e T-Mobile in risposta a quello omologo tra OneWeb e AT&T e che, in prospettiva, se la dovrà vedere anche con l’alleanza tra Verizon e Amazon con la rete Kuiper. Si stanno muovendo anche Ast SpaceMobile con diversi partner e la start-up Link Global, che ha già stabilito accordi commerciali con operatori di Africa Centrale, Mongolia e altre nazioni dell’area Pacifico e dei Caraibi

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