IL CASO

ViaSat-3, lancio ritardato: manca personale qualificato causa pandemia

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Si tratta del terzo rinvio per la missione, che avrebbe dovuto partire nel 2019. Il Ceo Rick Baldridge: “Disponibilità limitata di lavoratori specializzati in aspetti critici”

Pubblicato il 09 Feb 2022

Nicola Desiderio

viasat-3

Il lancio del satellite ViaSat-3 sarà ritardato a causa degli effetti della pandemia. E non si parla solo di mancanza di parti o di materie prime, ma anche di “disponibilità limitata di lavoratori specializzati in aspetti critici”. Lo ha dichiarato il ceo di Viasat, Rick Baldridge, in occasione della presentazione agli investitori dei risultati finanziari riguardo alla società aerospaziale di Carlsbad (California) che sta nel frattempo completando l’iter di acquisizione di Inmarsat per 7,3  miliardi di dollari, operazione annunciata lo scorso 8 novembre.

Non è la prima volta che il programma ViaSat-3 subisce ritardi. Il primo dei tre lanci del programma era infatti previsto nel 2019, per poi essere posticipato più volte fino alla prima metà del 2022. Ora si parla di “tarda estate” e anche stavolta la responsabilità sarebbe la pandemia, in particolare la recrudescenza creata dalla variante Omicron. I vertici di Viasat hanno comunque dichiarato che il primo payload, destinato a coprire le Americhe, sta terminando i test in termovuoto presso la Boeing e che è stato già assemblato il 95% del secondo destinato invece a coprire Europa, Medio Oriente e Africa.

Secondo la pianificazione, il suo lancio dovrebbe avvenire 6 mesi dopo il primo e analogo periodo intercorrerà con la messa in orbita del terzo fratello, destinato a presidiare i cieli dell’Asia e dell’Oceano Pacifico. Della sua gestione da Terra si occuperà l’australiana Telstra come prevede un accordo annunciato lo scorso I febbraio. Per il lancio del primo ViaSat-3 sarà utilizzato un razzo Falcon Heavy di SpaceX che con la propria rete Starlink è anche il principale concorrente di Viasat per il nuovo mercato delle telecomunicazioni satellitari a banda larga.

I nuovi satelliti ViaSat-3 sono progettati per assicurare trasmissioni dati e video ad oltre 150 megabit/secondo, ma il panorama dei contendenti si fa sempre più ampio. A domanda specifica durante la conferenza di presentazione dei dati finanziario, l’executive Chair di Viasat, Mark Dankberg, ha dichiarato che il mercato è molto grande e può accogliere più attori. “Se si guarda a ciò che stiamo facendo a livello di impresa – ha precisato inoltre il dirigente della multinazionale americana – noi tendiamo ad essere più integrati verticalmente all’interno di ogni mercato specifico dove c’è un valore aggiunto che va oltre la semplice fornitura di un servizio a banda larga”.

Nel frattempo Viasat ha dichiarato ricavi per 720 milioni di euro nell’ultimo trimestre con una crescita del 3% rispetto al medesimo periodo dello scorso anno, grazie all’aumento delle entrate per i servizi di banda larga, all’aumento delle vendite e alla contribuzione data dalle recenti acquisizioni di Rignet e Euro Broadband Infrastructure. L’ebitda è cresciuto a 163 milioni (+10%) a fronte tuttavia di una perdita nel trimestre di 6,6 milioni di dollari rispetto ad un attivo di 6,8 milioni nel 2020, a causa delle spese collegate all’acquisizione di Inmarsat. Per concludere tale operazione, Viasat ha ancora bisogno di incassare l’approvazione da parte degli azionisti. L’assemblea per il voto definitivo è prevista per la seconda parte dell’anno.

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