L'ANALISI

La rete satellitare ucraina una lezione per l’Occidente

Il Wsj analizza il lavoro fatto a partire dal conflitto mettendo a confronto i risultati raggiunti in poco tempo e a costi contenuti con quelli messi a segno dal Pentagono in decenni e a fronte dell’esborso di ingenti somme. “La burocrazia militare occidentale troppo lenta e pesante, bisogna cambiare approccio”

09 Gen 2023

Nicola Desiderio

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Il modello di difesa e combattimento ucraino è destinato a fare scuola e ha di fatto realizzato, con risorse e tempi ridottissimi, quello che l’esercito più forte, tecnologico ed organizzato del mondo – quello statunitense – sta tentando di costruire da 20 anni con dispendio enorme di denaro e risorse: un esercito digitale connesso in rete con i servizi di intelligence e le armi, grazie anche – e soprattutto – ai satelliti.

Il ruolo fondamentale di Internet satellitare

È quanto sostiene un articolo del Wall Street Journal che, interpellando esperti, ha analizzato i fattori grazie ai quali l’improvvisato sistema di combattimento di Kiev si sia rivelato incredibilmente efficace rappresentando un caso di studio per gli specialisti del settore. Un sistema dove la banda larga satellitare ha fatto da collante per un esercito dato per spacciato e che invece ha trovato un livello di coordinamento, efficienza ed efficacia tali da mettere in crisi un esercito potente, ma lento e pesante, come quello russo.

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Il coinvolgimento dei civili

Secondo le opinioni raccolte dal quotidiano americano, uno dei punti di forza della resistenza e dell’offensiva ucraina è anche il coinvolgimento di esperti, aziende non militari e di hacker, capaci di realizzare, con mezzi scarsi, dispositivi e software che hanno creato di fatto tecniche di guerriglia digitale convertendo app, stampanti 3D e app per dispositivi mobili in armi letali, tanto efficaci nel localizzare e distruggere le forze del nemico quanto difficili da individuare da parte di quest’ultimo.

I droni trasformati in bombardieri

Il Wall Street Journal cita diversi esempi come i droni commerciali trasformati in ricognitori e piccoli bombardieri grazie a modeste modifiche nel software e con l’aggiunta di un dispositivo di sgancio per granate realizzato in plastica con stampanti 3D dal costo di 10-15 dollari. Sono in corso di realizzazione palloni aerostatici capaci di fornire servizi di riconoscimento, comunicazione e posizionamento sul campo di battaglie e mitragliatrici che marciano su piccoli veicoli elettrici, entrambi controllabili in remoto.

Come MacGyver e nella Silicon Valley

L’altro fattore innovativo e vincente è il sistema di reclutamento ed implementazione bottom-up sia del know-how sia degli strumenti che annulla in pratica tutta la burocrazia viceversa utilizzata dagli eserciti occidentali. Questo permette di mettere sul campo in modo incredibilmente rapido soluzioni nuove ed agili, ma che si rivelano molto efficaci contro sistemi militari pachidermici e macchinosi. Un approccio che l’articolo accosta al pionerismo tecnologico della Silicon Valley, nato all’interno dei garage, e al personaggio di MacGyver.

Essere letali con poco

Tale associazione è fornita da Brad Halsey, ingegnere ed ex ufficiale dell’esercito statunitense per le operazioni speciali che ora si occupa di addestramento con un corso che dura un anno ed insegna ai soldati il cosiddetto “MacGyvering” ovvero studiare soluzioni rapide ed efficaci con quello che c’è a disposizione per necessità immediate contro nemici sfuggenti o oggettivamente superiori. In Iraq ha sviluppato in modo improvvisato strumenti in grado di riconoscere ordigni all’interno di oggetti apparentemente innocui.

Dieci mesi in 20 anni

Il nostro nuovo mantra dovrebbe essere ‘come essere ucraini’” sintetizza Halsey e qualcosa di simile afferma Glen Grant: “La lezione è che dobbiamo innovare e noi non lo facciamo” afferma l’ex colonnello luogotenente dell’esercito britannico, esperto in digitalizzazione e che ha lavorato con le forze americane all’organizzazione della difesa ucraina dal 2014. Il ministro ucraino per Trasformazione Digitale ha parlato di “salto tecnologico in 10 mesi” contro un nemico che ha preparato una guerra a tutto campo per 20 anni.

L’unità Delta e la vecchia piattaforma Nato

L’altro fattore fondamentale è l’unità di comando, coordinamento e intelligence digitale. Gli ucraini lo chiamano in codice Delta e per implementarlo il Ministero delle Difesa ha utilizzato una vecchia piattaforma Nato praticamente abbandonata, come afferma Yaroslav Honchar, cofondatore di Aerorozvindka, un’organizzazione non governativa che sta dando supporto all’esercito con droni di sorveglianza sin dal 2014 e ha creato chat attraverso chiunque può fornire notizie ed indizi: “Quelli che stanno sotto le bombe sono le migliori fonti di informazioni” afferma.

La guerra connessa

“È la guerra connessa, e l’esercito ucraino sarà il più avanzato di sempre a causa della propria eperienza di vita” afferma Roman Perimov che conduce una nuova unità di sviluppo tecnologica all’interno di una brigata dell’esercito ucraino e sta sviluppando batterie ad alta capacità fabbricate in casa per consentire ai soldati di rimanere sempre collegati sul campo di battaglia e sistemi di controllo dei droni capaci di coordinarne fino a 500 in una singola azione. “È una cosa che non si era mai vista prima” afferma.

Il modello ucraino per gli Usa

“Il risultato – conclude il Wall Street Journal – è un’approssimazione improvvisata a prezzo stracciato sui quali i dipartimenti di Difesa degli eserciti occidentali hanno lavorato per anni: una matrice digitale di sicurezza che collega comandanti, combattenti, armi e Intelligence” citando la definizione di un esperto non identificato. L’esercito americano sta già studiando il caso ucraino attraverso un’unita denominata Softwerx collegato allo Special Operation Command.

Il potere dirompente di Starlink

Su una cosa tutti i militari e gli esperti sono concordi: il fattore decisivo e abilitante di una guerriglia digitale come quella attuata dall’aesercito ucraino è stato la rete satellitare a larga banda Starlink di SpaceX, una tecnologia di derivazione commerciale che si è dimostrata più potente delle armi convenzionali grazie anche ai terminali terrestri, talmente piccoli e compatti da poter essere nascosti in scatole di cartone o in bidoni dell’immondizia, ma capaci di offrire vantaggi tattici e strategici fondamentali.

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