IL PRIMATO TECNOLOGICO

Leonardo firma il braccio della missione Mars Sample Return

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L’azienda italiana ha firmato a Farnborough con l’Esa l’intesa che la pone al vertice del consorzio incaricato di realizzare l’ “Arm” robotizzato sulla sonda che trasferirà i campioni raccolti sul Pianeta Rosso al rendez-vous in orbita con l’Earth Return Orbiter, incaricato di portarli sulla Terra

Pubblicato il 20 Lug 2022

Sample Transfer Arm

Il braccio che maneggerà i campioni su Marte e li preparerà per il viaggio verso la Terra sarà italiano. Leonardo ha infatti firmato con Esa il contratto che la mette a capo del consorzio incaricato di realizzare il Sample Transfer Arm, il braccio robotico che sarà impiegato nell’ambito della missione Mars Sample Return della Nasa in collaborazione con l’Agenzia Spaziale Europea.

La firma a Farnborough

L’intesa è stata siglata ieri a Farnborough, dove è in corso l’omonimo Airshow internazionale fino a venerdì 22 luglio, da Gabriele Pieralli, managing director della Divisione Elettronica di Leonardo e David Parker, Direttore di Esplorazione Umana e Robotica dell’Esa alla presenza del presidente dell’Asi, Giorgio Saccoccia. Leonardo sarà dunque prime contractor di un raggruppamento che comprende: AVS Added Value Solutions (Spagna), ALTER Technology (Francia), COMOTI (Romania), Danish Technological Institute (Danimarca), EMTech Space (Grecia), GMV Aerospace & Defence SAU (Spagna), GMV Innovating Solution (Romania), Maxon (Svizzera), S.A.B. Aerospace s.r.o. (Repubblica Ceca) e 3D PLUS (Francia) oltre alla OHB Italia che ha sviluppato il prototipo dell’End Effector e degli MGSE e aggiunge ulteriore Tricolore a questo importante componente del programma che ha l’obiettivo di raccogliere i campioni di roccia e di polvere sul Pianeta Rosso e di riportarli sulla Terra per essere analizzati.

Preparare i campioni per il lancio

La consegna del Sample Transfer Arm è prevista per il 2025 alla quale seguiranno le fasi di installazione e integrazione sul Sample Retrieval Lander. Dopo essere stata lanciata, la sonda orbiterà intorno al Sole per una volta e mezza atterrando su Marte l’agosto del 2028, per evitare la stagione invernale, nel cratere di Jezero, non lontano dallo stesso luogo nel quale è atterrata Perseverance che dal 2021 ha raccolto i campioni. Il Lander è provvisto anche del Mars Ascent Vehicle, un piccolo razzo alto circa 3 metri all’interno del quale saranno caricati tutti i campioni raccolti per poi lanciarsi in orbita dove si farà trovare per il rendez-vous l’Earth Return Orbiter (Ero), incaricato di prendere in consegna il prezioso pacco e recapitarlo sulla Terra entro il 2033 per essere analizzato e studiato. Sarà questo il quinto ed ultimo segmento della missione nel quale ci sono altri contributi italiani. Thales Alenia Space fornirà all’Ero il sistema di comunicazione e il modulo di inserzione in orbita completo dei sistemi termomeccanici, di propulsione ed elettrici. La joint-venture tra Leonardo e Thales si occuperà dei processi di integrazione e prova per il prototipo da validare all’interno delle proprie sedi di Tolosa e Torino.

Un gioiello della robotica

Il Sample Transfer Arm sarà lungo 2,5 metri e sarà strutturato come un braccio umano con articolazioni corrispondenti a spalla, gomito e polso, un elevato numero di movimenti (7 gradi di libertà) oltre che un cervello ed occhi propri. Sarà capace di identificare ed estrarre le provette dal rover o sollevarle dal suolo, inserirle nel contenitore e chiudere il suo coperchio prima del lancio da Marte. Insieme al suo sistema di visione composto da due telecamere, lo strumento riceve informazioni dai sensori e invia istruzioni attraverso circa 600 segnali ai meccanismi. Il cervello elettronico di controllo decide autonomamente e coordina i propri movimenti grazie a sofisticati algoritmi di robotica e meccatronica incorporati nel software che gli permettono anche di evitare ostacoli ed urti sia con il rover sia con l’ambiente circostante. Altra caratteristica particolarmente sfidante è il poter operare in presenza di polveri molto fini e con escursioni termiche che vanno da -130 °C e +70 °C.

Siamo nelle mani di un braccio italiano

“Siamo molto orgogliosi di poter contribuire al successo di Mars Sample Return, un programma molto ambizioso e frutto di un’importante collaborazione internazionale. Questo contratto conferma la nostra leadership nella robotica spaziale, una competenza fondamentale nell’esplorazione planetaria e nelle operazioni in orbita” ha affermato Gabriele Pieralli. “Sin dalla nascita fino alle prime mosse su Marte, questo braccio robotico è una testimonianza dell’elevata esperienza e know-how che abbiamo in Europa. Il Sample Transfer Arm sarà la mano che porterà la scienza planetaria a un nuovo livello. Maneggiare i preziosi campioni di suolo marziano e prepararli per la consegna con un affascinante viaggio da Marte alla Terra è un’impresa straordinaria” ha aggiunto David Parker.

Il ruolo dell’Asi e la forza dell’industria italiana

Soddisfazione è stata espressa anche da Giorgio Saccoccia che ha esaltato il ruolo dell’agenzia che dirige, il supporto dato al progetto e il livello di competenza maturato negli ultimi vent’anni che ha portato l’industria nazionale a essere tra i leader della robotica spaziale per l’esplorazione. “L’esplorazione robotica è da sempre uno dei pilastri delle attività dell’Agenzia Spaziale Italiana. Gli investimenti fatti nel recente passato dall’Asi hanno portato ad una crescita notevole delle competenze e capacità nazionali, e consentono oggi di affermare il ruolo di primissimo piano che l’Italia avrà nella esplorazione di Marte e, in particolare, nella implementazione della missione Mars Sample Return. Il contratto firmato oggi (ieri, ndr) segna un nuovo successo della filiera industriale italiana che si conferma come un riferimento a livello internazionale nelle missioni di esplorazione e, in questo caso in particolare, nel settore sfidante ed innovativo delle tecnologie robotiche”.

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