IL PROGETTO

Detriti spaziali, l’agenzia britannica mette sul piatto 2,2 milioni

Uksa ha scelto la start-up svizzera ClearSpace per neutralizzare due satelliti inattivi da 10 anni. La missione è parte di una strategia più ampia per posizionare il Regno Unito come leader dei servizi di pulizia spaziale

26 Set 2022

Nicola Desiderio

ClearSpace

ClearSpace riceverà 2,2 milioni di sterline per continuare a sviluppare una missione di rimozione dei detriti spaziali dell’agenzia spaziale britannica Uksa. Quest’atto rappresenta la seconda fase del progetto Clear (Clearing of the LEO Environment with Active Removal), avviato alla fine del 2021 insieme ad altri due finanziati dall’Uksa: Cosmic con capofila la giapponese Astroscale ed un altro capeggiato dalla britannica Surrey Satellite Technology (Sstl).

Promossa alla seconda fase

L’Uksa ha promosso ClearSpace per la seconda fase del progetto di fattibilità seguito attraverso la propria consociata Oltremanica che ha sedi a Londra e Harwell. Clear ha l’obiettivo di rimuovere almeno due satelliti britannici inattivi da 10 anni che si trovano in bassa orbita a circa 700 km di altitudine e che, se lasciati a loro stessi, rimarrebbero a svernare per circa un secolo prima di disintegrarsi rientrando in atmosfera. Ma Clear non è un progetto isolato, bensì è parte di una disegno preciso per la sostenibilità.

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Gran Bretagna spazzina dello spazio

Il governo britannico infatti vuole posizionare la propria industria spaziale come leader dei cosiddetti in-orbit-service (Ios), un business il cui giro d’affari previsto per il 2031 è di 14,3 miliardi di dollari e del quale il segmento a tassi di crescita più elevati è proprio quello legato alla rimozione dei detriti spaziali. Per questo il governo di Londra, attraverso il ministro della scienza, George Freeman, ha lanciato un vero e proprio piano strategico denominato Plan for Space Sustainability che non si limita solo allo sviluppo industriale, ma anche alla creazione di un nuovo quadro normativo.

Gli obiettivi di Londra

“Siamo impegnati nel condurre sforzi che renderanno lo spazio più sostenibile. Con 1.700 lanciati solo lo scorso anno, il bisogno di salvaguardare l’ambiente spaziale a beneficio di tutti sulla Terra non è mai stato così pressante. Catalizzando gli investimenti, sostenendo le tecnologie più innovative e supportando la missione nazionale di rimuovere i detriti spaziali, possiamo mantenere lo spazio aperto per le generazioni future e proteggere gli importanti servizi satellitare dai quali la vita moderna dipende” ha dichiarato Paul Bate, chief executive dell’Uksa.

Lo spazzino è un ragno robot

Da tale strategia deriva il piano di finanziamenti che ha visto erogare nella prima fase 1,3 milioni di sterline mentre per la seconda il consorzio di ClearSpace, che conta 9 aziende locali, si è vista accordare 2,2 milioni mentre Cosmic si troverà in cassa 1,7 milioni dal governo britannico. ClearSpace dovrà ora presentare un progetto preliminare entro ottobre 2023 per il suo satellite spazzino che, dai primi rendering, appare come un enorme ragno capace di afferrare il satellite inattivo sfruttando tecnologie sviluppate dalla stessa start-up svizzera ovvero robotica, sensoristica, tecniche di navigazione e algoritmi di Intelligenza Artificiale.

L’altro progetto con l’Esa

ClearSpace è inoltre stata finanziata dall’Esa nel 2020 per un analogo progetto di rimozione attiva di detriti spaziali. L’Agenzia Spaziale Europea ha infatti dato 86 milioni di euro alla società svizzera per sviluppare il ClearSpace-1 una missione che nel 2026 andrà a prelevare un adattatore secondario da 112 kg di massa lasciato da un vettore Vega lanciato nel 2013 e che si trova a 664 km di altitudine. Una volta che il ClearSpace-1 avrà agganciato il pezzo, insieme deorbiteranno in modo da disintegrarsi interamente.

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