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Spazio e mobilità: come spingere efficienza e guida autonoma

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La navigazione satellitare usata da 30 anni, ma la nuova mobilità potrà trarre beneficio anche dai dati frutto dell’osservazione della Terra nel suo percorso verso l’abbattimento di consumi ed emissioni e l’implementazione dei veicoli a guida autonoma

Pubblicato il 05 Apr 2023

Nicola Desiderio

TernowAI

I satelliti sono una parte essenziale per le smart city e per la mobilità non da ora, ma assumeranno un’importanza ancora maggiore dal prossimo futuro per spingere lo sviluppo delle smart city e della nuova mobilità integrata in modo da ridurre i tempi di percorrenza, i consumi di risorse e le emissioni.

Il rapporto Euspa

Ecco un’altra delle possibilità segnalate da “EU Space for Green Transformation – A new tool for companies to monitor their sustainability targets” (SCARICA QUI IL REPORT), rapporto pubblicato dall’Euspa (European Union Space Program Agency) e che punta a promuovere tutto il potenziale delle infrastrutture spaziali europee a favore della transizione ecologica, digitale e tecnologica per spingere l’ecosistema europeo verso il Green Deal e raggiungere la neutralità delle emissioni di anidride carbonica entro il 2050.

Lo spazio nella mobilità

La mobilità è un campo di applicazione consolidato delle risorse spaziali sin dagli anni ’90 durante i quali apparvero le prime auto dotate di sistema di navigazione satellitare. La connettività ha reso nel frattempo l’automobile parte della Internet of Things, la navigazione è diventata in cloud, i veicoli dialogano tra di loro e con l’infrastruttura e i dati di posizionamento sono sempre più integrati con quelli di informazione.

I satelliti per la guida autonoma

Con la guida autonoma, entrambi questi elementi risulteranno basilari e la loro integrazione passerà attraverso i satelliti in modo da ottimizzare il traffico, ridurre consumi ed emissioni e permettere ai veicoli capaci di guidare da soli di farlo nel modo più efficiente e sicuro possibile. Nel frattempo è la moltiplicazione delle soluzioni di mobilità e la loro integrazione multimodale ad offrire le prospettive migliori per raggiungere questi obiettivi.

Il percorso dell’efficienza

Secondo le statistiche, i sistemi di trasporto sono responsabili per il 64% del consumo di petrolio e per il 27% del consumo di energia. Lo spazio può accelerare tale integrazione, l’abbattimento del consumo di combustibili e le emissioni di CO2. La città di Copenhagen ha l’obiettivo di raggiungere la neutralità di CO2 nel 2025 e le risorse spaziali saranno essenziali per raggiungerlo. Per questo il mercato dei servizi spaziali legati alla mobilità e alla guida autonoma sarà sempre più importante.

Dati spaziali e terrestri

Tra le società già impegnate in questo business, il rapporto dell’Euspa cita TernowAI. La società tedesca ha creato applicazioni che, integrando le immagini rilevate dai radar ad apertura sintetica dei satelliti Sentinel-1 e dati provenienti dai punti di rilevazione terrestri (Ground Control Point o Gcp) attraverso l’intelligenza artificiale, riesce a fornire un posizionamento centimetrico ai veicoli a guida autonoma.

Le mappe ad alta definizione

Elemento fondamentale dell’integrazione sono le mappe ad alta definizione e i sistemi vettoriali che, grazie sempre ai dati satellitari, riescono a stabilire anche il posizionamento verticale del veicolo. Per tale motivo, gli algoritmi elaborati da TernowAI non hanno bisogno di immagini dirette dei luoghi. Il collegamento in rete di tutti gli elementi dello scenario di guida (pedoni compresi) fornisce ulteriori elementi di orientamento e decisione dei veicoli a guida autonoma.

Copernicus e Galileo essenziali

Per la guida autonoma sono dunque essenziali sia il sistema Gnss Galileo – che ormai fornisce un’approssimazione pari a 20 cm insieme al sistema Egnos – sia Copernicus, dedicato all’Osservazione della Terra e che può fornire un altro strumento per la mobilità. Può infatti individuare i luoghi dove è maggiore la generazione di energia rinnovabile e dunque massimizzare i vantaggi della mobilità elettrica. Di sicuro tutti gli aspetti fondamentali della mobilità futura, riassunta dall’acronimo Case (Connected Autonomous Shared Electric) dipendono direttamente o indirettamente dalle risorse spaziali messe a disposizione dall’Unione Europea e dunque saranno essenziali nel percorso verso la mobilità verde e autonoma.

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