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Detriti spaziali, NorthStar pronta a battezzare la prima costellazione

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L’azienda di Montreal con l’ultima raccolta da 35 milioni di dollari ha raggiunto il tetto dei 100 milioni necessari per la messa in orbita delle tre unità del proprio sistema di tracciamento dei debris che sarà composto da 24 cubesat. Il lancio a metà 2023 con Virgin Orbit

Pubblicato il 09 Gen 2023

Nicola Desiderio

NorthStar

NorthStar ha raccolto altri 35 milioni di dollari e ha dunque in mano i 100 milioni di dollari, reperiti nel corso di altri due round, che le permetteranno di lanciare entro l’anno i primi tre satelliti del primo sistema di controllo dei detriti e del traffico satellitare che a regime sarà composto da 24 unità.

Cartesian nel board

L’operazione finanziaria vede come capofila la Cartesian Capital – che avrà due posti nel consiglio di amministrazione di NorthStar per Beth Michelson e Paul Pizzani – con la consociata Pangea Three Acquisition Holdings III, il favore del fondo Telesystem Space, il Luxembourg Future Fund, il Governo del Quebec attraverso Investissement Quebec, e il Luxembourg Space Sector Development Fund SCSp che è supportato dal Governo del Lussemburgo e Ses.

C’è anche lo zampino di Ses

Quest’ultima è uno dei partner di NorthStar avendo annunciato un accordo lo scorso marzo per sorvegliare i propri satelliti in orbita media e geostazionaria. Anche l’Italia è agganciata a questo importante business tramite Thales Alenia Space, che nel 2018 è entrata nel capitale dell’azienda canadese, e Telespazio che lo scorso settembre ha firmato con essa un accordo per commercializzarne in esclusiva i servizi in Europa.

Basta un centimetro

I satelliti della costellazione di NorthStar sono stati costruiti dalla Spire Global e sono cubesat classe 16 che saranno capaci di rilevare e tracciare soggetti in orbita bassa grandi un solo centimetro, 7 cm in orbita media e tra 40 e 50 cm in orbita geostazionaria. A lanciarli intorno alla metà dell’anno sarà Virgin Orbit, ma non si sa ancora se dalla sua base in California o dalla nuova appena inaugurata in Cornovaglia.

Altri tre e poi gruppi da sei

L’accordo con Spire Global ha un’opzione per altri 30 satelliti, ma non si sa quando saranno messi in produzione e con quale ritmo proseguirà il programma di messa in orbita. Stewart Bain, ceo di NorthStar, afferma che il prossimo traguardo è trovare i fondi per altri tre satelliti e che, con ogni probabilità, si proseguirà con gruppi di sei unità fino al completamento della costellazione che opererà in orbita bassa.

Tre basteranno a partire

Tre satelliti tuttavia saranno già sufficienti a consentire l’operatività del sistema e NorthStar afferma di avere già un nutrito portafoglio di clienti commerciali e governativi. Di sicuro la tecnologia dell’azienda di Montreal è tra le più accreditata tanto da essere scelta dall’Office of Space Commerce e dal Department of Defense del governo Usa a partecipare ad un programma pilota per la costituzione di una piattaforma Ssa (Space Situational Awareness) insieme ad altre cinque aziende.

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