I PROGETTI

Contratti Asi da 197 milioni per Thales Alenia Space e Avio

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Assegnate le risorse Pnrr. Per Tas l’appalto complessivo vale 142 milioni di cui 112 per 6 satelliti Sar e 30 per un satellite ottico. Avio porta a casa una commessa da 55 milioni per la progettazione e lo sviluppo del Multi-Purpose Green Engine per le future applicazioni di In-Orbit Servicing e di Space Logistics

Pubblicato il 27 Mar 2023

Microsoft PowerPoint - IRIDE PROGRAMME SAR NIMBUS Executive Summ

Thales Alenia Space (joint venture Thales 67% e Leonardo 33%) ha siglato due contratti con l’Agenzia Spaziale Europea (Esa). Il primo prevede la fornitura di un iniziale gruppo di 6 satelliti di piccole dimensioni basati su tecnologia Sar (Synthetic Aperture Radar). La seconda commessa è per un satellite basato su tecnologia ottica della costellazione italiana di osservazione della Terra Iride, che è nata su iniziativa del governo italiano grazie alle risorse del Pnrr e che sarà completata entro il 2026 sotto la gestione dell’Esa, in collaborazione con l’Agenzia spaziale italiana (Asi).

Le cifre dell’accordo

Thales Alenia Space, in una nota, riferisce che il contratto relativo ai 6 satelliti Sar ha un valore di 112 milioni di euro. L’accordo include anche un’opzione per un secondo gruppo di 4 satelliti aggiuntivi, per altri 75 milioni di euro. L’importo per il satellite ottico è di 30 milioni di euro, con un’opzione anche in questo caso di un satellite addizionale di 19 milioni di euro. 

La piattaforma Nimbus

Entrambi i gruppi di satelliti utilizzano la piattaforma innovativa e modulare Nimbus (New Italian Micro Bus) di circa 170 chili, la quale offre elevate prestazioni ed è realizzata in tempi rapidi per costellazioni ad alta rivisita ed elevata capacità produttiva. 

Costellazione Iride, orgoglio italiano

Massimo Claudio Comparini, amministratore delegato di Thales Alenia Space Italia, spiega che “la partecipazione ai maggiori programmi di osservazione della Terra ci ha portato ad essere protagonisti di questo nuovo e ambizioso progetto che vede la realizzazione di una costellazione unica nel suo genere, innovativa e tutta italiana”. 

Dal canto suo, Simonetta Cheli, direttore dei programmi d’osservazione della Terra dell’Esa e capo del centro Esrin di Frascati, sottolinea che “il governo italiano ci ha affidato il compito di realizzare questo programma particolarmente sfidante ed innovativo e con la firma di questo contratto siamo prossimi alla definizione completa della costellazione Iride ed in linea con la tabella di marcia che vedrà l’Esa raggiungere la prima milestone del programma, prevista per fine marzo. Traguardo importantissimo, visto che il programma è finanziato in larga parte dai fondi Pnrr”.

Pnrr, 55 milioni ad Avio

Intanto i fondi del Pnrr sono sempre più cruciali per sostenere l’innovazione e la sostenibilità anche per l’industria spaziale. Con un importo di circa 55 milioni di euro, l’Asi (l’Agenzia spaziale italiana) ha affidato all’azienda Avio di Colleferro (Roma) un contratto per la progettazione e sviluppo del Multi-Purpose Green Engine, un motore a propellente liquido “green”, per le future applicazioni di In-Orbit Servicing e di Space Logistics.

Motore green e versatile

La sfida per l’azienda, che opera nel settore dei lanciatori e della propulsione applicata a sistemi di lancio, missili e satelliti, sarà di realizzare un motore caratterizzato da un’ampia versatilità di impiego, sia come modulo propulsivo di sistemi spaziali per servizi in orbita di futura generazione, anche in configurazioni riutilizzabili come Space Rider, che come motore dello stadio orbitale dei lanciatori della classe Vega.

L’obiettivo del progetto

Obiettivo ad ampio spettro del progetto è lo sviluppo di una tecnologia chiave finalizzata ad accrescere la capacità nazionale anche nell’ambito delle tematiche di logistica spaziale, per la sorveglianza dell’ambiente spaziale (Space Situational Awarness) e della gestione del traffico spaziale (Space Traffic Management). 

Un asset strategico per Italia e Ue

Il Multi-Purpose Green Engine rappresenta un asset strategico per l’Italia e per l’Europa nell’ambito dei progetti a guida italiana nei programmi dell’ESA (l’Agenzia spaziale europea), rafforzando e potenziando le competenze della filiera industriale nazionale del settore, nell’ambito dei programmi di In-Orbit Servicing e di logistica spaziale futuri.

Una prima versione nel 2024

Il progetto concluderà lo sviluppo entro il primo semestre del 2026, in accordo con gli obiettivi del Pnrr. Una prima versione del motore sarà predisposta entro la fine del 2024 per le applicazioni specifiche nell’ambito del trasporto spaziale.

Il ruolo delle eccellenze accademiche

L’attività si inserisce all’interno della componente “In-Orbit Economy” del sub-investimento Pnrr e vedrà coinvolte numerose eccellenze nazionali del settore e del mondo accademico, come il Politecnico di Milano e l’Università La Sapienza di Roma.

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