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Satelliti, ecco le 10 aziende da tenere d’occhio nel 2023

Pubblicata la quinta edizione della “mappa” del business a cura di Via Satellite. Dalle comunicazioni satellitari ai sistemi di terra, dal rilevamento di immagini alle piattaforme di lancio: lo scenario si evolve in chiave as-a-service

27 Feb 2023

Paolo Marelli

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È la top ten. Sono le 10 aziende nel settore dei satelliti da tener d’occhio nel 2023. Le migliori del comparto. Per il quinto anno, il sito americano Via Satellite, da oltre 30 anni la “Bibbia” delle news e delle analisi dell’industria spaziale nel mondo, con lettori in 160 Paesi del globo, ha redatto questa speciale classifica sulle società che operano nel campo di comunicazioni satellitari, sistemi di terra, produzione, immagini e rilevamento e servizi di lancio. 

Ma come le ha scelte lo staff editoriale di Via Satellite? Due sono stati i principi alla base della selezione: il primo, le attività prevista dalla singole società per l’anno in corso; il secondo, un mix di quota di mercato, innovazione e ricerca, accordi commerciali significativi e spirito imprenditoriale. 

Le aziende selezionate come le 10 più “hottest” (quelle di maggior tendenza) di quest’anno sono elencate qui di seguito in ordine alfabetico.

Cobham-Satcom

La danese Cobham Satcom fornisce tecnologie all’avanguardia nell’arena della mobilità. Le sue soluzioni di connettività stanno lasciano il segno nel settore. Non a caso, Cobham sta collaborando con Viasat su una nuova soluzione di connettività satellitare per le industrie marittima ed energetica in preparazione del lancio della costellazione di satelliti di nuova generazione di Viasat, ViaSat-3. Un altro accordo vedrà Cobham fornire i terminali di atterraggio per la rete Lightspeed Leo di Telesat. Cobham produrrà, integrerà e installerà avanzate antenne di tracciamento in banda Ka presso le sedi di Telesat in tutto il mondo e fornirà supporto logistico e di manutenzione a lungo termine. Cobham sta anche partecipando a uno degli accordi più innovativi del segmento ​​​​satellitare: quello tra Apple e Globalstar per fornire un servizio Sos di emergenza disponibile via satellite. Cobham ha progettato e prodotto nuove antenne ad alta potenza per permettere questo servizio.

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Kepler Communications

Kepler Communications, società canadese di Toronto, sta lavorando per costruire un’infrastruttura Internet nello Spazio per la space economy del futuro. L’azienda guidata dal ceo Mina Mitry, infatti, sta realizzando una rete per le comunicazioni Internet in orbita terrestre bassa. Kepler gestisce un servizio in banda Ku ad alta velocità, con 19 dei suoi satelliti di prima generazione attualmente in orbita. Inoltre, l’azienda dispone di proprie stazioni di terra e impianti per progettare, costruire e testare i propri satelliti.

Guardando al futuro, l’azienda sta anche perseguendo servizi ottici e in banda S inter-satellite, lanciando questa soluzione per servizi di osservazione della Terra, monitoraggio meteorologico, missioni scientifiche, qualsiasi missione che valorizzi gigabyte di dati.

Lynk

Il servizio diretto satellite-to-cell di Lynk sta guadagnando terreno poiché l’azienda lavora per connettere 4 miliardi di potenziali clienti globali che sono al di fuori della copertura della banda larga che non si sono nemmeno presi la briga di acquistare uno smartphone. 

Il servizio 3Gpp di Lynk è unico in grado di “spingere e persuadere” i telefoni cellulari a trattare i satelliti Leo di Lynk come qualsiasi ripetitore mobile terrestre, consentendo così di superare il digital divide e di portare Internet in tutto il mondo anche nelle zone più isolate. Ecco perché, lo scorso settembre, la Federal Communications Commission (Fcc) ha concesso a Lynk la prima licenza commerciale in assoluto per un servizio di telefonia mobile diretta via satellite.

Ovzon

Ovzon, con quartier generale in Svezia, si distingue tra le compagnie spaziali europee grazie a una strategia a più livelli che raggruppa la sua capacità satellitare e i suoi terminali in satcom-as-a-service (SaaS). La società con uffici a Stoccolma e in Florida ha sviluppato terminali satellitari propri e offre servizi a banda larga affittando tecnologia anche da altri operatori. Si sta preparando per il lancio del satellite Ovzon-3 per portare molta più potenza all’offerta SaaS. Il nuovo satellite avrà cinque potenti fasci spot orientabili e l’Ovzon On-Board Processor, una piattaforma di comunicazione proprietaria abilitata al software integrata nel satellite e che fornisce una rete mesh spaziale. 

L’azienda ha anche una vasta gamma di clienti: il nostro corpo dei Vigili del fuoco e la nostra Protezione civile, le Nazioni Unite, il governo colombiano, nonché il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti e il ministero della Difesa del Regno Unito.

Pixxel

L’indiana Pixxel, fondata nel 2019 dagli allora ventenni Awais Ahmed e Kshitij Khandelwal, sta progettando di costruire una costellazione di satelliti iperspettrali per l’imaging della Terra e gli strumenti analitici per estrarre informazioni da quei dati. La costellazione è progettata per fornire una copertura globale ogni 24 ore, con l’obiettivo di rilevare, monitorare e prevedere i fenomeni globali. Sebbene sia ancora agli inizi, l’azienda ha già lavorato con organizzazioni importanti come l’Indian Space Research Organization e il Jet Propulsion Laboratory e Lockheed Martin della Nasa.

Pixxel ha recentemente lanciato il suo terzo satellite iperspettrale, Anand, nel novembre 2022 con un lancio Isro. L’anno scorso, ha annunciato una partnership con la società australiana di cloud agritech, DataFarming, per monitorare dallo Spazio la salute delle colture.

Ramon.Space

Lo scorso dicembre, la startup di infrastrutture informatiche resilienti spaziali Ramon.Space ha ricevuto la prestigiosa certificazione “AS9100 Quality Management System”, che è assegnata a organizzazioni aerospaziali e della difesa. Con questo il biglietto da visita, Ramon.Space, con sede in Israele, detiene una tecnologia che vale una miniera d’oro: sono suoi infatti i sistemi software basati su processori Ai/Ml di cui i satelliti hanno assolutamente bisogno per fare qualsiasi cosa almeno nei prossimi due decenni. Una di queste è l’elaborazione e la condivisione di dati complessi che ci forniranno qualche idea su come adattarci al cambiamento climatico. Oppure tutto ciò che richiede operazioni robotiche e manovre complesse nello Spazio, come per esempio la rimozione di detriti spaziali.

Lab Rocket

L’americana Rocket Lab si è consolidata come leader nel lancio smallsat, nella produzione, nei sottosistemi e nel software. Una società in rapida espansione anche grazie a una serie di acquisizioni negli ultimi anni: il segmento Space Systems di Rocket Lab ha incassato numerosi successi nel 2022, tra cui spiccano due contratti: uno da 143 milioni di dollari per la progettazione e la produzione di 17 spacecraft buses per i nuovi satelliti in orbita bassa di Globalstar e due contratti per la fornitura di sistemi di separazione satellitare per le società che costruiscono i satelliti T1tl (Tranche 1 Transport Layer) della Space Development Agency (Sda).

Slingshot Aerospace 

Riflettori puntati anche sulla società californiana di Los Angeles, Slingshot Aerospace, che invece di concentrarsi su un’orbita o un tipo di dati, immagina la sicurezza spaziale in modo olistico, come un sistema di sistemi. I suoi prodotti attraversano orbite geostazionarie, terrestri basse e medie, detriti attivi e non attivi e includono condizioni meteorologiche spaziali. L’azienda, che è guidata dal ceo Melanie Stricklan, offre una serie di prodotti tra cui Beacon, una piattaforma per evitare le collisioni nello Spazio.

SpiderOak

Quando le apparecchiature di Viasat sono state violate in Ucraina nel 2022, la questione della sicurezza informatica per gli operatori satellitari è balzata al centro delle preoccupazioni del settore. Spetterà ad aziende come SpiderOak, considerata un pioniere del ramo, fornire le soluzioni necessarie, dato che la società è in prima linea su questo fronte.

L’OrbitSecure è la prima piattaforma per la cybersecurity spaziale che sfrutta sistemi di “blockchain/distributed ledger” e “no-knowledge encryption” per proteggere le comunicazioni per la gestione di veicoli spaziali e i loro payloads. Ha anche vinto un contratto con la Defense Innovation Unit (Diu) degli Stati Uniti per fornire il protocollo zero-trust OrbitSecure in orbita.

Warpspace

Warpspace, con sede a Tsukuba (Giappone) è focalizzata sulla commercializzazione di comunicazioni laser. La società prevede di sviluppare una rete di trasmissione ottica dei dati per superare il collo di bottiglia tipico dei satelliti impegnati nell’osservazione della Terra, i quali raccolgono una grande quantità di dati al di fuori della copertura della rete terrestre.

Fondata all’Università di Tsukuba, con al timone il ceo Satoru Tsunemach, che è il direttore di un “incubatore” che mira a far crescere la prossima generazione di startup giapponesi, Warpspace sta aumentando la sua presenza negli Stati Uniti, aprendo un ufficio a Washington e lavorando con la Space Development Agency.

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