L'ANNUNCIO

Artemis, Kamala Harris: “Entro il decennio un astronauta non americano sulla Luna”

La vicepresidente degli Stati Uniti presiede il terzo incontro del National Space Council: “Lo spazio è un luogo di straordinarie opportunità. Il nostro compito come nazioni deve essere quello di lavorare insieme per rendere reale questa opportunità e preservarla per le generazioni future”

22 Dic 2023

Paolo Marelli

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Durante il terzo incontro del National Space Council (Nsc), Kamala Harris, vice presidente degli Stati Uniti, ha annunciato che un astronauta non americano andrà sulla Luna entro la fine del decennio nell’ambito del programma Artemis.

Cooperazione internazionale

La Harris non ha specificato la nazionalità dell’astronauta che sarà selezionato, ma con questo annuncio ha comunque voluto ribadire l‘importanza della collaborazione internazionale per il programma Artemis, i cui accordi sono stati siglati da 33 nazioni, a differenza del programma Apollo che vedeva gli Stati Uniti come unici protagonisti.

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Astronauta non americano sulla Luna

“Siamo tutti d’accordo che lo spazio sia un luogo di straordinarie opportunità. Il nostro compito, oserei dire il nostro dovere, come nazioni deve essere quello di lavorare insieme per rendere reale questa opportunità e preservarla per le generazioni future”, ha sottolineato la Harris.

“Il programma Artemis – ha aggiunto – è lo sforzo di esplorazione spaziale più ambizioso da generazioni. Per la prima volta in oltre mezzo secolo, gli Stati Uniti riporteranno astronauti sulla superficie lunare. Stabiliremo il primo campo base lunare e la prima stazione in orbita lunare, il tutto in collaborazione con i nostri alleati e partner”.

Ha anticipato la vice presidente Usa: “In riconoscimento del ruolo essenziale che i nostri alleati e partner svolgono nel programma Artemis, sono orgogliosa di annunciare che, accanto agli astronauti americani, intendiamo far atterrare un astronauta internazionale sulla superficie della Luna entro la fine del decennio”.

Partnership Nasa-Esa

Oggi la Nasa può già contare su una serie di partnership, sia commerciali che internazionali, per raggiungere gli ambiziosi obiettivi di Artemis. L’Agenzia spaziale europea (Esa), per esempio, fornisce il modulo di servizio per la capsula Orion che porterà gli astronauti nell’orbita lunare. Sempre l’Esa, insieme all’agenzia spaziale giapponese e a quella canadese, sta contribuendo in modo significativo a Gateway, la futura stazione spaziale che la Nasa prevede di costruire in orbita lunare entro qualche anno.

Artemis 2 lanciata nel 2024

Dopo la missione Artemis 1, che alla fine del 2022 ha permesso di testare il razzo Sls e la capsula Orion con un volo senza equipaggio nell’orbita lunare, si prevede che la prima missione con equipaggio, Artemis 2, sarà lanciata a fine 2024.

A volare intorno alla Luna saranno quattro astronauti (Reid Wiseman, Victor Glover e Christina Koch della Nasa insieme a Jeremy Hansen dell’agenzia spaziale canadese), che proprio settimana scorsa sono stati ricevuti alla Casa Bianca dal presidente Joe Biden e dalla vice Harris.

Artemis 3 e Artemis 4

Tra il 2025 e il 2026 dovrebbe invece partire Artemis 3, che porterà gli astronauti vicino al polo sud lunare. Infine sarà il turno delle missioni Artemis 4 e 5, previste per il 2028 e il 2029, che dovrebbero portare a bordo un astronauta europeo, come anticipato nei mesi scorsi dal direttore generale dell’Esa, Josef Aschbacher.

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