MISSIONE GIOVE

Juice, l’Università di Trento sale a bordo con il radar spaziale Rime

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Il lancio giovedì 13 aprile con un razzo Ariane 5 dallo spazioporto europeo della Guyana francese. Il dispositivo ideato e realizzato da un team internazionale guidato dal professor Lorenzo Bruzzone. La sonda dell’Esa studierà le lune ghiacciate del pianeta grazie anche ad altri strumenti made in Italy

Pubblicato il 07 Apr 2023

1 marzo 2023, Povo, RIME. 1 marzo 2023, Povo, RIME. In primo piano Lorenzo Bruzzone a sinistra e Jeff Plaut a destra.(Co-Principal Investigator di RIME di Caltech/JPL-NASA)

Con il radar spaziale Rime, l’Università di Trento sale a bordo della sonda Juice, che partirà giovedì 13 aprile (alle 14.15 ora italiana) per una missione con destinazione Giove. Questo sofisticato dispositivo, in grado di catturare “immagini” per studiare la geologia del sottosuolo e la geofisica delle lune ghiacciate (Ganimede, Europa e Callisto) del pianeta gassoso, è stato ideato e messo a punto da un team di scienziati internazionali sotto la guida del professor Lorenzo Bruzzone, del Dipartimento di Ingegneria e Scienza dell’Informazione dell’ateneo trentino, dove è responsabile del Laboratorio di telerilevamento (Remote Sensing Laboratory). 

Il programma Cosmic Vision

Juice è la prima tra le grandi missioni del programma Cosmic Vision dell’Esa (l’Agenzia spaziale europea). A bordo della sonda ci sono dieci strumenti internazionali a bordo, indispensabili per studiare le condizioni necessarie per la formazione dei pianeti, per la comparsa della vita e il funzionamento del sistema solare.

Il lancio dalla Guyana francese

Salvo imprevisti meteorologici o intoppi dell’ultimo minuto, Juice sarà lanciata dallo spazioporto europeo di Kourou, nella Guyana francese in Sudamerica, con il razzo Ariane 5 di Arianespace. Il lancio di Juice sarà trasmesso in diretta dall’Esa e dall’Asi (l’Agenzia spaziale italiana) e anche l’Università di Trento per l’occasione sta organizzando un evento live aperto al pubblico, a cui prenderà parte una rappresentanza delle istituzioni del territorio.

Un lungo viaggio

La sonda impiegherà più di sette anni per raggiungere la destinazione. E a partire dal 2031, cominceranno le sue osservazioni che dureranno almeno tre anni. 

Durante questo periodo Juice si muoverà nel sistema gioviano seguendo un profilo di missione complesso che porterà la sonda a studiare Giove e a esplorare le lune galileiane Europa e Callisto, per terminare il suo viaggio nello spazio in orbita circolare attorno a Ganimede. 

Una missione che parla italiano

A bordo di Juice – una sonda dalla stazza di ben 5,3 tonnellate con 85 metri quadrati di pannelli solari – c’è un pezzo di ricerca e di tecnologia tutta italiana. Tre dei 10 strumenti che saranno impiegati nelle missioni scientifiche di studio della conformazione e dell’atmosfera gioviana sono infatti a guida italiana: il radar Rime (Radar for Icy Moon Exploration), la camera Janus e lo strumento di Radio Scienza 3GM. A questi si aggiunge la forte partecipazione italiana, coordinata dall’Agenzia spaziale italiana (Asi), nello spettrometro Majis (Moons and Jupiter Imaging Spectrometer) guidato dall’agenzia spaziale francese (Cnes). 

Un contributo importante nell’elaborazione automatica dei dati acquisiti dal radar spaziale viene dall’Unità di ricerca Remote Sensing for Digital Earth della Fondazione Bruno Kessler (centro di ricerca Digital Society) guidata dalla ricercatrice Francesca Bovolo.

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