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Missione Luna, fissata al 3 settembre la seconda finestra di lancio

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Dopo il flop del 29 agosto la Nasa ci riprova. Una volta nello Spazio, il razzo orbiterà per circa 38 giorni, percorrendo 55mila chilometri. Obiettivo: riportare l’essere umano sul suolo lunare e colonizzarlo

Pubblicato il 31 Ago 2022

Avverrà sabato (3 settembre) il secondo tentativo di lancio del razzo della Nasa verso la Luna per la missione Artemis 1. Dopo il fallimento di lunedì 29 agosto, a causa di un problema tecnico a uno dei quattro motori del razzo, il più costoso mai costruito dall’agenzia spaziale americana, il direttore della missione Mike Sarafin ha annunciato, in una conferenza stampa, la data del nuovo tentativo.

La missione che punta a riportare l’essere umano sulla Luna

Il razzo e la capsula compiranno un viaggio attorno alla Luna lungo 55 mila chilometri a un distanza di 90 chilometri dal suolo lunare. La missione adesso durerà 38 giorni prima del rientro sulla Terra con l’ammarraggio previsto l’11 ottobre nell’Oceano Pacifico.

L’obiettivo a corto raggio della missione Artemis 1, che prende il nome dalla sorella gemella dell’Apollo nella mitologia greca, è quello di testare il razzo Space Launch System da 322 (Sls) piedi di altezza (98 metri) e la capsula Orion che come equipaggio avrà tre manichini dotati di sensori per registrare i livelli di accelerazione, vibrazioni e radiazioni.

Ma l’obiettivo a più lungo raggio della missione Artemis 1 è un altro. Essa è un passo fondamentale nel programma statunitense per riportare gli astronauti sulla Luna 50 anni dopo l’equipaggio dell’Apollo 17, che aveva messo piede per l’ultima volta sul suolo lunare.

Questo volo di prova della missione Artemis 1 avrà un costo complessivo di 4,1 miliardi di dollari.

Raffreddamento anticipato: la soluzione salva missione

Il conto alla rovescia riprenderà dunque sabato al Kennedy Space Center in Florida, con i tecnici che hanno già anticipato che stavolta cambieranno le procedure di rifornimento del carburante per i motori Rs-25 del razzo.

Durante il tentativo di lancio del 29 agosto, uno dei quattro motori principali nello stadio centrale del Sls non ha potuto essere raffreddato a sufficienza prima dell’accensione pianificata pochi istanti prima del decollo.

Il flop del primo tentativo causato da un sensore del motore

Dopo il flop, nel secondo tentativo l’operazione di refrigerazione sarà condotta mezz’ora prima. John Honeycutt, responsabile del programma della Nasa per il razzo, ha detto ai giornalisti che i tempi di questa procedura di raffreddamento del motore anticipato (testato positivamente lo scorso anno) potrebbe essere la mossa giusta per il successo del lancio.

Nel provare a scovare il motivo del fallimento del primo tentativo, Honeycutt ha riferito che potrebbe essere stato un sensore del motore a far restare a terra il razzo, il quale avrebbe fornito dati imprecisi alla sala comando.

L’escamotage del raffreddamento anticipato potrebbe essere un “trucco” per evitare di cambiare il sensore finito sul banco degli imputati, dato che la sua sostituzione significherebbe riportare il razzo nell’hangar causando settimane di ritardo per la missione Artemis 1.

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