OSSERVAZIONE DELLA TERRA

Vega-C slitta il lancio: prossima finestra il 20 dicembre

A causa di un’apparecchiatura difettosa rimandata la messa in orbita della piattaforma per il trasporto dei satelliti Pléiades Neo 5 e 6 di Airbus Defence and Space

28 Nov 2022

Paolo Marelli

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Slitta il lancio di Vega-C: previsto inizialmente per il 24 novembre è stato rinviato al 20 dicembre. La causa? Arianespace ha reso noto che a seguito della scoperta di un’apparecchiatura difettosa durante l’armamento del lanciatore Vega-C per il volo Vv22, la società francese ha deciso di rinviare il decollo. 

Spiega la compagnia leader nel trasporto spaziale commerciale che gestire i lanciatori europei: “Per sostituire l’apparecchiatura, il composito superiore del lanciatore sarà riportato alle strutture di preparazione del carico utile e la carenatura del carico utile sarà aperta per l’intervento”. 

Un cambio di programma che coinvolge anche la missione di Ariane 5 per il volo Va259: programmato in un primo momento per il 14 dicembre è stato anticipato di un giorno, 

Vega-C e il suo carico di satelliti

Il nuovo lanciatore dell’Esa (l’Agenzia spaziale europea), Vega-C, con un’altezza di 35 metri e composto da 4 stadi, sarebbe dovuto decollare il 24 novembre, dalla base di Kourou nella Guyana francese, per portare in orbita i due satelliti Pléiades Neo 5 e 6, completando l’omonima costellazione per l’osservazione della Terra di Airbus Defence and Space. 

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Tra i punti di forza di questa rete di satelliti di Airbus, c’è quella di fotografare “più da vicino”, qualsiasi punto del globo più volte al giorno con una risoluzione di 30 centimetri. Grazie a questa tecnologie le istruzioni ai satelliti possono essere fornire solo 15 minuti prima e la ricezione delle immagini a terra possono arrivare entro l’ora successiva. 

Il nuovo lanciatore europeo Vega-C, sviluppato dalla Avio, come capofila da un consorzio di aziende di 12 nazioni, ha rispetto alla versione precedente motori più potenti, un volume utile raddoppiato e una capacità di carico fino a 2200 chilogrammi in orbita bassa terrestre.

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