POLITICHE PER LO SPAZIO

Agenzia Spaziale italiana, via al nuovo statuto. Cruciale il ruolo del Pnrr

Pubblicato in Gazzetta ufficiale, il documento disegna il ruolo dell’agenzia e le strategie di crescita per l’industria italiana

13 Set 2022

Paolo Marelli

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Non inganni la cornice formale. In quei 18 articoli messi nero su bianco lungo le 21 pagine del nuovo statuto dell’Asi, l’agenzia spaziale italiana, c’è una chiara missione: far crescere l’industria aerospaziale del nostro Paese, un’eccellenza riconosciuta anche a livello internazionale. Come? Con la spinta del governo, con la linfa economica del piano triennale e del Pnrr (1 miliardo di euro all’anno) e con la visione strategica e il coordinamento di un’agenzia che sia in prima fila anche nel “promuove l’eccellenza nazionale nel settore della ricerca e sviluppo e un alto livello di competitività del comparto industriale italiano, con particolare riferimento alle piccole e medie Imprese (Pmi), al fine di poter valorizzare al meglio la loro competitività e capacità di innovazione”. Così si legge a pagina 3, mentre la Gazzetta ufficiale ha pubblicato il comunicato della presidenza del Consiglio relativo proprio all’adozione del nuovo statuto dell’Asi (scarica qui il documento).

Nuovo statuto, una “mappa” per conoscere l’Agenzia

Il nuovo statuto è una mappa ragionata che aiuta a conoscere i meccanismi che regolano la “vita” e il funzionamento dell’Asi: dai suoi organi di rappresentanza, indirizzo e controllo alla sua gestione, fino alle disposizioni generali che contengono una voce cruciale come le “entrate”, le quali sono garantite con finanziamenti nazionali, europei e internazionali. E a questo proposito il presidente dell’Asi, Giorgio Saccoccia, quando ha parlato allo  “Space Innovation Hub” a Roma, ha detto che “tre anni e mezzo fa, il budget annuale dell’Asi era al massimo intorno ai 300 milioni all’anno. Ora tra piano triennale e fondi Pnrr siamo quasi a 1 miliardo all’anno”.

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La missione dell’Asi per lo sviluppo del settore

Per comprendere il futuro delle politiche per lo Spazio in Italia, è fondamentale analizzare la prima parte del nuovo statuto dell’Asi che al Titolo I, “Gli aspetti generali”, assicurano all’Agenzia autonomia statutaria, organizzativa, scientifica, finanziaria e contabile. E, in particolare, vanno considerati gli articoli 2, 3 e 4, che disciplinano rispettivamente “Missione e obiettivi”, “Piani di attività” e “Strumenti”, delineando il ruolo strategico affidato all’Asi.

In estrema sintesi, l’Agenzia spaziale italiana dovrà promuovere, sviluppare e diffondere “la ricerca scientifica e tecnologica e le sue applicazioni, perseguendo obiettivi di eccellenza“. Così come: “Promuove, sostiene e coordina la partecipazione italiana a progetti e iniziative dell’Unione europea nel campo spaziale e aerospaziale”. E ancora: partecipare ai lavori e ai programmi dell’Esa (l’agenzia spaziale europea), realizzare con partner pubblici e privati (locali, nazionali e internazionali) infrastrutture per la ricerca, avviare collaborazioni a sostegno dell’innovazione per i settori produttivi e coinvolgere la comunità scientifica in appositi programmi anche con finalità educative.

Inoltre l’Asi dovrà predisporre il Documento strategico di politica spaziale nazionale (Dspsn) e il piano triennale della propria attività, potrà stipulare accordi e convenzioni, nonché costituire e partire a concorsi, società e fondazioni con privati ed enti pubblici italiani e stranieri previa autorizzazione del Comitato interministeriale.

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